Non può essere omicidio! - Hugh Austin - copertina

Non può essere omicidio!

Hugh Austin

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Traduttore: D. Pratesi
Editore: Polillo
Collana: I bassotti
Anno edizione: 2018
Pagine: 296 p., Brossura
  • EAN: 9788881545049
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Una gatta spinta a intrufolarsi più volte nella camera di una persona che ha una grave allergia al suo pelo; una sveglia caricata il cui allarme non è suonato; un caffè, forse drogato, i cui fondi sono scomparsi; un barattolo che dovrebbe essere impolverato e invece non lo è; una cameriera senza soldi che veste solo abiti di gran lusso. Aggiungete una famiglia americana di banchieri con qualche problema economico, un anziano maggiordomo molto portato alla menzogna, una svenevole cognata che infrange cuori a più non posso e una donna, di cui tutti si auguravano la morte, trovata priva di vita nel suo letto. È questo lo scenario che deve affrontare il sergente Quint della Squadra Omicidi quando viene chiamato nel cuore della notte nel palazzo degli Haughton per fare luce su un decesso sbrigativamente attribuito dal medico di famiglia a cause naturali. Il sospetto che nella casa si nasconda un assassino trova conferma quando, poco più tardi, un altro cadavere viene scoperto in una stanza chiusa a chiave dall'interno. Ma sarà solo dopo un ulteriore delitto che la polizia riuscirà a individuare l'astutissimo colpevole. Scritto nel 1935, "Non può essere omicidio!" è un giallo classico alla Ellery Queen, che offre un intrigante problema poliziesco e una soluzione ingegnosa.
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    Enrico

    18/09/2018 12:29:07

    All'inizio questo libro mi piaceva moltissimo, tanto che mi rammaricavo fosse l'unico dell'autore in italiano, dato che univa i topoi classici del giallo all'inglese (casa di campagna, parenti serpenti, eredità, camera chiusa, false piste) con un'attenzione alla tecnica investigativa tutta americana. Il rude sergente Quint non sfigurerebbe in molti hard boiled del dopo guerra (e il suo nome richiama altri celebri eponimi del noir come Quinlan) e il puntiglio col quale procede per dipanare gli intricati omicidi all'interno della famiglia Haughton all'inizio è molto dilettevole. Ammetto però che dopo il terzo omicidio il romanzo sembra trascinarsi un po', i personaggi sono insopportabilmente statici e fanno sempre le stesse cose e la spiegazione finale dei vari arcani mi lascia un po' con l'amaro in bocca. Non che ci siano incongruità evidenti, ma il movente per esempio, era ben più stringente per molti altri personaggi della famiglia stante il complicato testamento di cui si parla a metà libro. La camera chiusa in particolare mi ha deluso, SPOILER ALERT!!!! avevo ben intuito che quei bracci del gas fossero sospetti ma tuttora non capisco a cosa si attaccavano originariamente: ai termosifoni? E come ha fatto l'assassino a scollegarli? Davvero meno di un secolo fa il riscaldamento era così pericoloso in inghilterra? (tuttora su gumtree è pieno di gch, gas central heating, negli annunci immobiliari, spero non si intenda che il gas circola liberamente per casa...) Anche la traduzione errata non aiuta la comprensione del testo, di per sè ellittico, in molti punti, particolarmente nel primo capitolo quando si dice che alla vecchia signora trovata morta andava dato un ricostituente alle due ma la giovane infermiera ha dormito fino alle due... ovviamente la medicina andava data all'una come si capisce solo alcuni capitoli dopo!

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