Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 marzo 2012
Pagine: XI-146 p., Brossura
  • EAN: 9788806211257
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Descrizione

Dopo le storie e i personaggi legati al mondo della fabbrica Antonio Galdo racconta le storie di coloro che hanno rifiutato la china che conduce al consumo inconsapevole di tutto ciò che compone la nostra vita, coloro che hanno scelto di non sprecare se stessi. Un agronomo ha creato una rete di "Last minute market": per non sprecare cibo si raccolgono confezioni vicine alla scadenza per orfanotrofi e ospedali. Due celebri cuochi predicano una cucina fatta anche di avanzi. Una ragazza anoressica si fa fotografare nuda per una campagna del Ministero della Salute. La fondazione Civicum fa le pulci a bilanci e spese delle pubbliche amministrazioni: una battaglia di civiltà. A Milano una comunità aiuta a superare la dipendenza dalla febbre degli acquisti. Un monaco camaldolese misura e pesa le parole, le riduce all'essenzialità. Un esperto di clima del CNR racconta i guasti dei nostri sprechi delle risorse ambientali.

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Recensioni dei clienti

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    pino65

    04/03/2014 11:13:27

    Temo proprio di aver sbagliato libro. L'argomento della sobrietà è appena tratteggiato rispetto a disquisizioni su tematiche come l'anoressia, l'aborto, le droghe e il talento che, ancorchè complesse, ben poco hanno a che vedere con il nocciolo vero della questione: non sprecare e scegliere la sobrietà come stile di vita (che trovo difficile credere si possa ritrovare nei casali toscani della famiglia Cavalli e ancor meno nelle collezioni d'arte contemporanea Sperone di New York). Peccano di luoghi comuni e scarsa documentazione i capitoli sugli investimenti green-energy da parte delle multinazionali e sui dati relativi all'inquinamento e al bilancio energetico degli inceneritori. Se volete leggere della sobrietà, di altri stili di vita, della decrescita e di punti di vista alternativi al "pensiero unico", allora cercate altrove.

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    michele68

    18/03/2009 13:07:17

    Casualmente ho colto un dibattito radiofonico che partiva dagli spunti che vengono forniti in questo libro. Proprio l'Autore ne parlava e seppe attrarre definitivamente la mia attenzione quando citò il termine "sobrietà": personalmente tendo a praticare questo atteggiamento perchè ci credo, lo trovo allineato e complementare con altri termini come "disciplina" e "rispetto", comunque scevri da qualsiasi riferimento militare che li distorce. Nel testo ho goduto delle storie paradigmatiche sintetizzate dall'Autore, che sono tra di loro molto diverse, ma in tutte è possibile cogliere quei denominatori comuni così dissonanti con il comune attuale modo di vivere. Il sacrificio, unito alle attese a volte prolungate, contrasta con il trend secondo cui "la vita è una e breve e la si deve godere"; concedersi completamente alle realizzazione di qualcosa, soprattutto verso il prossimo, è l'opposto del multitasking, cioè riuscire a fare o provare più cose possibile senza curarsi della reale utilità delle stesse; la semplicità, base fondamentale da cui partire per realizzare gli obiettivi anche ambiziosi ma raggiungibili. Lo spreco purtroppo viene declinato in numerosi modi: lo spreco di tempo, di risorse, di cibo, di opportunità, di denaro, etc; e ognuno di essi assicura danni indistintamente sia a chi lo pratica e sia a chi non, basti notare in Italia dove ci stanno conducendo gli sprechi perpetrati nel tempo dall'establishment. Veramente un bel libro, a me è piaciuto molto.

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