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Antonio Manzini

Collana: La memoria
Anno edizione: 2015
Pagine: 317 p. , Brossura

16° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788838932885

Era de maggio e te cadéano 'nzino, a schiocche a schiocche, li ccerase rosse. Fresca era ll'aria, e tutto lu ciardino addurava de rose a ciento passe.
Maggio è per antonomasia il mese della rinascita e dei nuovi inizi. Sbocciano i primi fiori, i prati si riempiono di verde e gli innamorati, davanti a immensi tramonti, si giurano amore eterno, proprio come accade negli splendidi versi di Salvatore Di Giacomo sopra citati.
A maggio è così un po’ ovunque, ma non ad Aosta. Non è stagione ad Aosta: la neve cade ancora sui tetti e quando si scioglie lascia spazio a una pioggerellina sottile e insistente.
Rocco Schiavone è a pezzi, pensava di essersi lasciato alle spalle quei lunghi giorni sempre tristi e tutti uguali. Sono trascorsi diversi mesi dal suo trasferimento forzato ad Aosta, ma il suo malumore si alimenta sempre di più. Pino Daniele parlerebbe di “appocundria”, quella fatalistica accettazione della vita, segnata da una noia esistenziale e da un malinconico distacco per qualcosa di indefinibile che non è, non è stato e non è potuto essere.
È stanco Rocco, non regge più tutto quel freddo e per di più è lontano dai suoi amici, non da Marina però. Lei è sempre viva e il suo ricordo non svanisce mai. A complicargli la vita arriva “l’ennesima rottura di coglioni di decimo grado” - Rocco ha una scala tutta sua di ciò che definisce scocciature - e questa sicuramente le batte tutte: il caso sul groppone.
La famiglia Berguet, ricca borghesia del posto, ha un segreto e il vice questore Schiavone lo intuisce per caso. È scomparsa Chiara Berguet, la loro unica figlia, ma non ne hanno sporto denuncia. Come mai? Cosa nascondono?
Contemporaneamente due uomini con un furgone rubato si vanno a schiantare contro un albero. Si sa poco o nulla delle due vittime, sono due disperati, anelli deboli di un sistema più crudele di loro. Scopriremo in seguito che fra le due storie ci sono delle connessioni molto forti e il vicequestore, in una corsa contro il tempo, dovrà decifrare una tela ingarbugliata, fatta di rapporti e connivenze tra criminalità organizzata, banche e aziende.
Ma non c’è solo questo. C’è un’azione parallela che affianca la storia principale. È il passato di Rocco che bussa ancora una volta alla sua porta, a ricordargli che per lui non può esserci alcuna primavera. È un dolore che non si argina mai, anzi avanza e si fa largo fino all’ultima pagina, all’ultima riga lasciandoci senza parole e con la voglia incredibile di abbracciare Schiavone e stargli vicino, così come si fa con un amico.
Ancora una volta Manzini tratteggia il ritratto di un personaggio unico, sfuggente e dolente. Un uomo vero e complesso, bloccato dal suo passato e vittima del suo destino. Quello che leggiamo è un giallo ricco di azione, capace di coniugare crimine e passione, lo sguardo più dolente e la risata più sfrontata. Non ha bisogno di artifici l’autore, non gli servono ghirigori o voli pindarici: la sua scrittura, pulita, secca e lineare punta dritto al cuore. Nessuna retorica e nessuna giustificazione, Rocco è quanto di più umano possa esserci e noi abbiamo ancora bisogno di sentirne parlare.

Recensioni dei clienti

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    Enrico

    21/11/2016 18.00.38

    Primo libro letto di Manzini: bellissimo! Le prime pagine le ho trovate un po' fastidiose: Schiavone mi sembrava un mix tra il Montalbano di Camilleri e il Guerrieri di Carofiglio. E poi quei due poliziotti tipo Catarella erano troppo macchiettistici. Poi Manzini mi ha conquistato! Consigliato!

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    Enrico

    12/11/2016 10.03.38

    Primo libro letto di Manzini: bellissimo! Le prime pagine le ho trovate un po' fastidiose: Schiavone mi sembrava un mix tra il Montalbano di Camilleri e il Guerrieri di Carofiglio. E poi quei due poliziotti tipo Catarella erano troppo macchiettistici. Poi Manzini mi ha conquistato! Consigliato!

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    Roberta

    10/11/2016 15.46.28

    Delle precedenti storie e' quella che piu' mi e' piaciuta. Tanta suspence e tanta curiosita' di sapere come andra' a finire. Schiavone non si smentisce. In questa storia esce la sua romanita' verace , il suo attaccamento alla citta' natale e la sua caratteristica di criticare il potere con la P maiuscola , così come non è cambiato il suo carattere problematico. Ma a noi piace cosi'!!

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    Antonio C

    13/10/2016 11.03.23

    Ieri sera ho finito di leggere "Non é stagione": per me é il primo romanzo di Manzini e devo dire che non mi ha convinto. Alcuni passaggi mi sembrano d'effetto ma poco plausibili (ad es. chi entra nel magazzino non si accorge della finestra rotta, col freddo che entra?), di alcuni indizi non viene data spiegazione (ad es. la presenza a casa del cellulare della ragazza, come c'era arrivato e perché) e, infine, di alcuni fatti non viene data spiegazione (ad es. qual'é l'origine dei milioni sul conto svizzero, o servono solo per indicare un colpevole?).

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    Luca

    29/09/2016 17.46.59

    Buona anche la terza indagine di Rocco Schiavone. É davvero un romanzo a puntate, ed ognuna di esse cresce di livello. Ottima lettura.

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    Laura

    20/09/2016 11.03.12

    Rocco Schiavone comincia a piacermi nonostante i suoi metodi di indagine poco ortodossi. Sto leggendo i libri a lui dedicati in modo cronologico e questo terzo libro mi è piaciuto molto. La trama si sviluppa in modo chiaro e con una buona dose di suspence.il finale è un colpo al cuore. E siccome la storia continua sto già leggendo il seguito....

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    Mami53

    23/08/2016 08.13.59

    Una lettura veramente gradevole con una trama avvincente. Ben vengano le citazioni di Camilleri: non è un delitto copiare i maestri! L'unica perplessità è dovuta al fatto che, anziché leggere un romanzo, sembra di vedere un film, ma non saprei dire se questo è un pregio o un difetto; forse è inevitabile quando l'autore, come in questo caso, è anche uno sceneggiatore.

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    lettore4

    15/08/2016 11.49.43

    Perdonate, ma se a questo libro date 5, Eco come viene classificato? Ristabiliamo le dovute proporzioni: il racconto è gradevolissimo, il ritmo avvincente, i personaggi quasi tutti azzeccati. Che cosa manca? Un po' di cura formale (non puoi usare "intonso" ogni volta che non ti riesce di trovare un sinonimo per "intatto"); qualche personaggio troppo caricaturale (i due poliziotti idioti snervano, sono al di sotto delle barzellette sui carabinieri); il protagonista, infine, mi sembra una copia di Montalbano. Ciò detto, il mio giudizio è comunque positivo e la lettura consigliata se si vuole trascorrere qualche ora piacevole.

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    Alessia

    29/03/2016 14.37.24

    Premetto sono pazza di Rocco Schiavone e del suo autore. Ho letto tutti e 5 i libri in una decina di giorni e secondo me questo è certamente il più bello.

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    giancarlo

    10/01/2016 10.52.03

    Questo libro cresce, rispetto agli altri, sia perl'originalità del racconto,ungiamo molto diverso dal solito, sia per la scrittura, rimane la solita pecca di un vice questore poco onesto, ormai il personaggio è stato creato così', quindi si deve prendere per come è. da leggere pero' dopo avere letto gli altri. Come primo libro dell'autore, forse si perdono molto aspetti fondamentali per entrare dentro i personaggi.

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    FEROCE

    28/12/2015 11.28.26

    Primo libro di Manzini, Rocco Schiavone, ottimo personaggio da seguire

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    giorgio g

    22/12/2015 08.57.06

    I libri di Manzini, almeno quelli che ho letto finora, hanno una caratteristica in comune: finiscono con un delitto di cui è vittima una persona innocente. È quasi una nemesi che perseguita il Vicequestore (lui ci tiene ad essere chiamato così) Rocco Schiavone, trasferito dalla solatia Roma alla nevosa Aosta per imprecisati motivi disciplinari. Il racconto scorre senza difficoltà e ci presenta una situazione che purtroppo sappiamo essere reale e cioè la risalita al Nord della n'drangheta. Schiavone, naturalmente, riesce a sventarne una trama che comprende il ricatto ad una famiglia di imprenditori ed il rapimento della loro figliola ma il prezzo da pagare sarà molto alto. Qui mi fermo per non rovinare la lettura di chi ha seguito questo commento. Aggiungo soltanto che attendo una prossima indagine di Schiavone. Il giudizio è implicito.

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    evelyn

    20/10/2015 18.35.05

    eccoci al terzo episodio delle avventure di Rocco Schiavone ...l'ho letto immediatamente dopo i primi due , letti a loro volta uno di seguito all'altro... bello, avvincente, piacevole, lettura scorrevole, l'ho letto in ogni dove, anche per due minuti in piedi alla fermata dell'autobus ... tensione nella parte finale .. dico solo che il quarto episodio ("era di maggio") non ho il coraggio di leggerlo (ce l'ho in casa) perché poi so che mi mancherebbe moltissimo il vicequestore Rocco! aspetto il quinto episodio per leggere il quarto? Schiavone indurito dai fatti della vita, a me piace. volevo proporre un confronto con l'avv.to Guerrieri di Carofiglio.

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    Lorenza

    16/08/2015 18.32.54

    Ho appena terminato il libro e non vedo l'ora di leggere il prossimo : devo dire che sono rimasta un po' spiazzata dalla fine della storia-nella-storia e concordo con gli altri lettori che scrivono che a Schiavone proprio le cose non devono andare bene... Ma la storia principale è scritta veramente bene e comincio ad amare tutti i personaggi quasi come con Montalbano & c. Non saprei fare complimento migliore.

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    Fabio

    10/08/2015 20.03.26

    Grande Roco Schiavone, grande Antonio Manzini, grande romanzo, grande saga. Tutto, in questo romanzo, tocca l'apice. Incontrato Schiavone in PISTA NERA, conosciutolo ne LA COSTOLA DI ADAMO, amato in NON E' STAGIONE. Impossibile non apprezzare questo terzo libro della saga del commissario (no, vicequestore) Schiavone, che è condito con tutte gli elementi che si possono cercare in un giallo all'italiana: la trama avvincente, i personaggi ormai entrati nel cuore e nella mente, un pizzico di humor che non guasta mai e la struggente, quasi commovente, storia d'amore tra Schiavone e la moglie che ancora parla con lui. Il finale resta apertissimo, invogliando a leggere il successivo capitolo, ma si amano così tanto i personaggi che non si crede neppure per un secondo che si tratti di una trovata commerciale di scarso gusto, anche perchè di Schiavone, in Italia, non possiamo più fare a meno. Consigliato... a tutti! Complimenti, Manzini!

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    luca bidoli

    30/07/2015 19.18.32

    Sì, quest'uomo sa scrivere, lo sa fare bene. E non solo perché è il suo mestiere. E' bravo: sa costruire una storia, sa, riesce a dare vita, corpo, sentimenti, a quei manichini immateriali che sono i personaggi di un romanzo, di una storia, Riesce a prendere il lettore e farlo entrare in una visione parallela della realtà sino al punto che quella visione diviene la realtà, dalla quale, all'ultima pagina, ti stacchi con un misto di piacere e nostalgia. E' bravo: grazie, Antonio, alla prossima. P.s. scusa il tu, non ti sembri ineducazione, è contagio, e lo sai.

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    archipic

    20/07/2015 15.56.35

    Bella trama, appassionante, ritmo narrativo ottimo, personaggi molto azzeccati. Con questi ingredienti Manzini confeziona il suo miglior romanzo; anche se tutto non è originalissimo la lettura risulta molto piacevole. La serie inizia ad avere pieno slancio, aspettando il prossimo episodio.

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    Massimo F.

    04/07/2015 15.55.56

    Non ho ben capito perché, ma a me le storie del vice questore Rocco Schiavone piacciono un bel po'. Forse perché si spingono sopra le righe quanto basta per catturare l'attenzione del lettore, ma poi sanno fermarsi in tempo per non scadere nel fumettistico. Forse l'ambientazione. Forse le trame sempre lineari e ben definite.Terzo capitolo della vita isolata (ma non troppo) di un poliziotto romano ad Aosta, terzo centro. Ottimo Manzini.

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    zia dalia

    13/06/2015 20.20.16

    Ben strutturato, con un'importante galleria di personaggi e di varia umanità, l'ultimo noir di Manzini procede in modo frenetico e avvincente. Il nostro vice questore ci appare sempre più umano e dolente, e ci conduce nei meandri del suo tormentato passato. Consigliato.

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    Giacomo

    30/04/2015 17.23.00

    E' il primo libro che leggo di questo autore, dopo aver letto tutto Camilleri, Carofiglio, Simenon e altri. Cero, non è all'altezza di Camilleri (insuperabile) ma ha un suo stile che rende il racconto scorrevole e avvincente. Mi piace

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