Chiudi

Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.

Recensioni Non toccare la pelle del drago

  • User Icon
    05/11/2009 18:06:31

    una sorpresa, ben scritto. si consiglia senza dubbio.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    30/01/2008 12:16:32

    Il thriller italiano perfetto. Ritmo, caratterizzazioni e divagazioni, con una scrittura inventiva. E con un sottotesto apocalittico tremendamente inquietante. Quando si abbattono così i confini del genere, si arriva al capolavoro.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Mark
    18/02/2005 23:18:09

    Un altro poderoso sconvolgente thriller di Giuseppe Genna. E' vero, non è bello come Ishmael, ma d'altra parte era difficilissimo bissare in così breve tempo un capolavoro assoluto come quello. La storia è costruita magnificamente, il ritmo è elevatissimo, i personaggi sono di carne e sangue (non capisco proprio come qualcuno possa definirli piatti e/o freddi!)e l'originalissimo stile di Genna è una delle cose più belle della letteratura italiana degli ultimi anni!

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Stefano
    24/11/2004 16:17:57

    Decisamente inferiore a Ishmael. Convincente quando si muove a Milano, non appena se ne allontatana sembra un po' un pesce fuor d'acqua.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Giulia
    26/03/2004 20:52:13

    Bello, appassionante, intelligente, veloce, profondo. Non trascurerei, di questo romanzo, anche i rapporti fra i personaggi, la storia d'amore fra i due agenti Stefan e Christa. Genna incunea fantasie plausibili nelle crepe della realtà, documentata o irrapresentabile che sia. Fa scaturire grandi visioni a partire da quello che c'è, dalle cose come stanno. Non è la migliore qualità per un romanziere?

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    enrico
    05/12/2003 16:11:47

    Meno bello di in nome di Ishmael, ma comunque da leggere. Condivido il parere di chi dice che i personaggi sono un po' freddi, rido di quelli che dicono che il libro non prende. Quanto alle inesattezze, chissenefrega di Stark o Starck, la storia (vera) del manzo di Kobe o della Bevanda valgono già la spesa.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Tommaso Barista
    05/12/2003 14:52:20

    Ho comprato questo libro e non l’ho ancora letto. (Darò, ovviamente, il massimo dei voti sulla fiducia (smisurata), che ho nei confronti di Genna.) Ma cosa ci faccio qui, allora? Il terrorista? No. Sono qui solo per rivolgere un invito ai lettori. Cari amici, se non siete in grado di dare un giudizio ad un libro, se non ne capite la valenza, non mettetevi a dare le pagelle, non calatevi nella parte dei maestri! Persone come Genna, io, da lettore, ne conosco poche in Italia (potrei fare nomi e cognomi, ma non è questo il luogo). Genna è uno che letteralmente si sporca le mani (e i piedi, e la testa, eccetera) perché crede nel suo “mestiere”, in quello che fa, nella Letteratura, nella Poesia, nella Scrittura. Persone così andrebbero sempre appoggiate, SEMPRE, anche se scrivessero cose schifose (nel suo caso, spero sia evidente anche ai ciechi, non è così), ce n’è DAVVERO bisogno. Serve che venga a farvi io la paternale? Svegliatevi! Guardatevi un po’ attorno!

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Matteo
    18/09/2003 10:45:58

    Ankio non condivido assolutamente i giudizi negativi degli altri lettori. Per prima cosa la presenza di eventuali errori relativi all'ambientazione non mi sembra essere importante ai fini della qualità del lavoro di Genna (è un romanzo, non un saggio sulla Cina nè una guida turistica!). Dire che il romanzo non ha ritmo o sia noioso mi sembra assurdo (se conoscete molti altri libri + appassionanti di questo, me li indicate per favore?). Si legge davvero di un fiato ed è decisamente appassionante. Inoltre rispetto a Ishmael, sono state eliminate quelle lungaggini che ne frammentavano l'azione (anche se mi è comunque piaciuto molto). Niente da dire, credo che sia un'altra grande prova di Genna. E poi, cosa vuol dire che non riuscite a immedesimarvi nei personaggi? Perchè, è obbligatorio?

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    02/09/2003 18:43:26

    La storia è incredibile, accattivante; il complotto internazionale e i cinesi che non muoiono mai perchè i clandestini prendono il passaporto dei defunti sono due idee grandiose. I personaggi però sono molto freddi, distanti e l'immedesimazione risulta difficile. La narrazione invece è difficile da giudicare: le frasi molto brevi e spezzate, i tanti punti fermi, anche dopo una sola parola, rendono il tutto poco fluido, ma allo stesso tempo riescono a dipingere abbastanza bene quello che l'autore ha in mente.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Andrea Manenti
    29/08/2003 16:37:32

    Non concordo per niente con i giudizi negativi comminati al libro di Giuseppe Genna. E' un gran thriller, appassionante. Me lo sono bevuto in due giorni. Le tematiche che affronta sono attualissime, basta vedere cosa sta accadendo tra Cina e Usa in questi giorni. La scrittura è fantastica, insieme a Lucarelli e Dazieri per me Genna è un must.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Stefano B., Milano
    28/07/2003 00:10:36

    Ahimè, stavolta non va, caro Genna. Tanto era l'entusiasmo per "Catrame" e per "Nel nome di Ishmael" quanta la delusione per questo nuovo romanzo. Ho l'impressione che l'abbia scritto troppo in fretta. I personaggi sono un po' di cartapesta, la struttura binaria (o ternaria...) del romanzo è ormai lisa - dopo aver letto il precedente si sa come va avanti - e il linguaggio (con le sue frasi brevi, volutamente icastiche) è pieno zeppo di manierismi irritanti. Inoltre si capisce bene che l'autore non conosce né la Cina, né gli altri posti in cui si muovono i suoi protagonisti - e questo rende le parti lì ambientate molto astratte e insapori. Meglio quando parla di Milano. Il noir non regge, manca la suspense, il ritmo è fiacco. L'ho letto fino alla fine solo per "dovere", ma non mi ha trascinato. Sarebbe un due più, ma gli do tre nella speranza che la prossima volta Genna non miri troppo in alto e sappia quello che sa fare meglio. Aggiungo infine che il libro è pieno di errori: refusi ma, ho paura, anche qualche piccola ignoranza dell'autore (tipo la "sedia Stark". Philippe Starck è con la "ck", oppure tutti i nomi di strade zurighesi scritte in modo sbagliato).

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Attento
    11/07/2003 22:01:37

    Genna è il classico esagerato. Molto fumo (mediatico), molto arrosto (documentale, nel senso che il lavoro di ricerca di cui si vanta -sarà vero? fidiamoci - è senz'altro notevole), e niente sugo letterario. E' indubbio che la realtà superi la fantasia, ma il lavoro di scrittore non dovrebbe fondarsi fondamentalmente sulla seconda, con l'aggiunta di un certo talento verbale? In questo romanzo, come nel precedente "Ishmael" (floppone galattico), la prosa è stantìa, fredda, giornalistica. I personaggi piatti, senza spessore umano, senza passione. Paiono protagonisti di un film poco interessante. Una delusione, insomma.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Enrico
    09/07/2003 10:13:29

    Questo Genna sarebbe lo stesso che usa Clarence.com per farsi pubblicità e stroncare i romanzi di Edward Bunker? Un plauso alla faccia di bronzo. I suoi ultimi due tomi danno le stesse emozioni di tesi di laurea: molto materiale, molto documento, molti personaggi, molti fatti, molti intrighi, molte dietrologie, e zero letteratura. E' più emozionante fare un salto in biblioteca a leggere la "nera" dei quotidiani anni '70-'80

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    Francesco Pazienza
    16/06/2003 12:33:58

    Il solito geniale Genna, con tutte le sue teorie (plausibilissime)sui complotti su scala planetaria.Che dire di più? Splendido sequel del mitico "Nel nome di Ishmael", a quando la prossima avventura di Guido Lopez, eroe ellroyano?

    Leggi di più Riduci