Traduttore: G. Paterniti
Editore: Iperborea
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 13 luglio 2017
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788870914818
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Recensioni dei clienti

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    Francesca

    19/09/2018 13:56:21

    Jim è un quarantenne in preda a una vera e propria crisi esistenziale, discografico, originario di Oslo, amante della bottiglia... durante una celebrazione in chiesa , viene all'improvviso colpito da un canto. Il motivo per il quale in quel momento è lì è un battesimo. Quelle voci così celestiali lo scuotono dal torpore della sbronza della sera prima. Si rende conto che sono di tre anziani. Come viene a sapere dopo sono i fratelli Thorsen: Timoteus, Maria e Tulla. Erano, in passato, la migliore band di musica cristiana... Tanto da permettergli - da giovani - di fare un tour anche in America. Lui ne rimane così coinvolto da desiderare di conoscerli, di fare qualcosa con loro. Quindi si trasferisce in zona, si mantiene grazie al lavoro momentaneo di elettricista e prova di tutto per convincerli a ritornare alla ribalta, a riprendere in mano per l'ultima volta gli strumenti musicali. Prima però deve vincere le resistenze del fratello in particolare. E solo dopo varie peripezie ci riesce. A quel punto vita professionale e vita privata si mescolano portando a un'amicizia oltre ogni limite, che supera i confini. Arrivata alla fine ho fatto un grande sforzo per non piangere... Una volta che entri dentro la vicenda, che vieni catapultata nella quotidianità niente è più come prima. Le cose che accadono ti coinvolgono talmente tanto da desiderare che questa storia non finisca mai, non abbia una conclusione. I personaggi continuano ad esistere nella tua testa anche dopo e capisci che il senso del nostro esistere appartiene a chi ha il coraggio di non scordarsi del proprio passato, a rimanere fedele ad esso e ai rapporti umani capaci di superare ogni barriera, ogni male o proposito. Consigliatissimo!

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    misticità e rock!

    19/09/2018 11:27:12

    Norwegian blues è uno di quei libri che ti conquista piano piano, pagina dopo pagina , alla fine e solo alla fine ti accorgi di quanto fossero diventati importanti il trio Thorsen e Jim Gystad. Jim è un uomo alla deriva, senza l’ombra di dubbio un ex sognatore, uno per cui la musica è molto più di una bella copertina e buoni profitti, ha bisogno di qualcosa, di una scossa, di un segno, e questo segno si incarna in un trio di ottantenni con una storia misteriosa alle spalle e voci capaci di scuotere l’animo di chi li ascolta. Norwegian Blues trasuda Fede, la fede che Jim prova nel sentire il trio Thorsen cantare. La fede per un nuovo domani, un domani migliore e diverso dai precedenti, fede che ben presto si trasforma in certezze e serenità nel trovare finalmente la propria casa anche in una vallata sperduta della fredda Norvegia. “ Beato chi osa camminare sulla propria strada e chi si batte per quello in cui crede. Che sia l’amore , Dio, o il bisogno di andare lontano prima di poter tornare a casa.” Queste pagine sono il ritratto di un paese ricco di storia , con radici profonde quanto il mondo che dimostra quanto il tempo sia irrilevante in confronto al susseguirsi dell’eternità.

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    giuli

    11/07/2018 08:31:04

    Bellissimo!! Una storia fatta di personaggi autentici, dai sentimenti puri, talvolta malinconici ma mai banali. Libro assolutamente consigliato!

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    Marco

    28/05/2018 06:32:13

    Splendido!

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    Olga Carlini

    23/08/2017 16:05:52

    Un romanzo dall'immediatezza commovente. Nessun doppio fondo, nessun intrigo, anche quelli accennati si risolvono in niente, restano marginali. Il fuoco è tutto da un'altra parte. La luce dei riflettori (o meglio, la luce diffusa e calda di un'abat jour in perfetto stile norvegese) illumina i rapporti umani, i legami che si creano e si recuperano, la fiducia e l'amicizia. Se leggessi queste mie stesse parole nella recensione di un qualsasi altro romanzo, basterebbero per farmene prenedere le distanze: in Norwegian blues non c'è nulla di quello che ricerco di solito. Ma sta volta va bene così, anzi benissimo. Una lettura delicata che non è mai (mai!) stucchevole, un'introspezione che non è mai banale, una ricerca di sé e si senso che più sincera non potrebbe sembrare (anzi, suonare, per restare in tema). Bello bello. Ne voglio ancora!

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    Federica

    21/08/2017 16:52:32

    Bellissimo libro, ironico e riflessivo al tempo stesso, una scrittura fluida e piacevole che invoglia a continuare pagina dopo pagina. Ho sorriso ma ho anche pianto alla fine. Spero venga presto tradotto qualche altro titolo di questo scrittore, mi è piaciuto molto e consiglio l'acquisto!

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Recensione di Emanuele Mignolli, vincitore del contest di Ibs.it
apparsa su Rolling Stone di Settembre 2017

Un riff di speranza
Nella vita c’è sempre una seconda chance. Talvolta sotto forma di trio blues

Quando Jim Gystad si presenta in una chiesa di campagna per fare da padrino a un battesimo, è un uomo alla deriva. Il suo lavoro di produttore discografico si è trasformato in un’infinita routine di mancate promesse della musica e di aridi imprenditori dello show business.

Stanco e disilluso, mentre presenzia alla cerimonia in preda ai postumi di una sbornia, avviene qualcosa di miracoloso: il canto angelico di un trio di coristi lo riscuote dal suo torpore, lanciandogli quell’ancora di salvezza che Jim disperava di poter trovare. Queste voci celestiali appartengono a Prometeus, Maria e Tulla Thorsen, tre fratelli ultraottantenni, che, in gioventù, hanno inciso diversi dischi e sono stati in tour negli Stati Uniti, salvo poi interrompere bruscamente la carriera. In quel momento Jim prende una decisione: convincere i Thorsen a registrare un nuovo album con lui.

Arriva in Italia grazie a Iperborea questo romanzo di Levi Henriksen, scrittore e musicista norvegese. E che l’autore sia anche un musicista, si percepisce chiaramente leggendo le pagine del suo Norwegian Blues, non solo per le tante citazioni di illustri artisti del panorama musicale statunitense, ma proprio per la musicalità che permea la storia del trio Thorsen.

Una storia che narra di sofferenze come un canto gospel, di passione come un riff blues, di libertà come un concerto jazz. Che racconta di amori perduti e di seconde occasioni. Una storia che è un canto alla vita.


Emanuele Mignolli

 

La prima volta che vidi i fratelli Thorsen fu in chiesa a Kongsvinger. Mi trovavo lì per fare da padrino a un battesimo, e raramente avevo avuto un peggior faccia a faccia con una domenica totale. La sera prima era finita in un disastro totale. Un gruppo di musicisti locali - che a detta del padre del battezzando avevano fatto più di qualunque altra band norvegese per modernizzare il blues - aveva tenuto un concerto privato. Ma come produttore discografico ho un palato un po' più esigente degli avventori mezzo sbronzi dei pub, e quel tentativo di servire roots music in veste nuova mi aveva solo spinto a cominciare a bere. E, ancor peggio, a continuare, io che non ho mai retto i distillati bruni. Quando la domenica mattina avevo disseppellito la mia faccia dal vapore sullo specchio del bagno, mi era parso altamente improbabile riuscire a recuperare un decoro sufficiente per presentarmi davanti a un fonte battesimale, senza contare che avrei dovuto sostenere lo sguardo del pastore il tempo necessario a pronunciare il nome Hubert senza farlo suonare come uno scongiuro.