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La notte non vuole venire - Alessio Arena - copertina

La notte non vuole venire

Alessio Arena

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Editore: Fandango Libri
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 4 ottobre 2018
Pagine: 316 p., Brossura
  • EAN: 9788860445681
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Sullo sfondo della luccicante New York dai roaring twenties alla Seconda Guerra Mondiale e di una generazione sprecata a cercare fortuna, Alessio Arena canta con struggente nostalgia il proibizionismo, i gangster italo-americani, la fama di Gilda e il suo palcoscenico, le passioni e le delusioni della più grande cantante italiana d'America

«Pochi ricordano Gilda Mignonette, stella degli italoamericani fra gli anni 20 e 50. Alessio Arena racconta la sua vita, fra finzioni, realtà e incontri celebri» - Il Venerdì

«L’ultimo viaggio della “Regina degli emigranti” è raccontato attraverso le voci di coloro che sono stati fedeli spettatori della sua vita di lussi e di miserie personali, del carteggio con Federico García Lorca, conosciuto una notte nel parco di Coney Island, delle sue sfrenate passioni, di scontri con gangsters e con l’FBI, di una fama irrefrenabile, ma piena di insidie, come le due città che furono i suoi palchi di riferimento: l’oscura Napoli dell’era fascista e la luccicante New York dei Roaring Twenties.»Napoli Click

È l'8 giugno del 1953 e il transatlantico Homeland ha appena attraversato lo stretto di Gibilterra, raggiungendo il punto del Mediterraneo che corrisponde alle coordinate latitudine 37' 21' Nord, longitudine 4' 30' Est, le stesse che saranno riportate sul certificato di morte della più celebre passeggera a bordo, Griselda Andreatini, per tutti coloro che ne hanno amata la voce oltreoceano semplicemente donna Gilda, la Mignonette. Quasi settantenne, consumata dall'alcol e dalla gelosia, donna Gilda compie il suo ultimo viaggio verso Napoli, città che ha cantato per mezzo secolo e che l'ha resa la "regina degli emigranti". A vegliarla Esterina Malacarne, per tutti semplicemente la guagliona, l'assistente dai capelli bianchi e il corpo di bambina che Gilda si è portata dall'Italia, una ragazza dei quartieri popolari ma istruita che le ha sempre fatto da interprete per via di un padre portiere al consolato americano. Mentre Gilda dorme nel suo ultimo letto, la guagliona riannoda i fili del passato vissuto insieme, l'arrivo a Ellis Island, la vita di lussi e teatri a New York, l'incontro con Federico Garcia Lorca, il suo rocambolesco tentato suicidio e il carteggio tra il poeta e la cantante, ma soprattutto l'amore e il tradimento di Esterina con l'unico uomo che non avrebbe mai dovuto desiderare. Sullo sfondo della luccicante New York dai roaring twenties alla Seconda Guerra Mondiale e di una generazione sprecata a cercare fortuna, Alessio Arena canta con struggente nostalgia il proibizionismo, i gangster italo-americani, la fama di Gilda e il suo palcoscenico, le passioni e le delusioni della più grande cantante italiana d'America.
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    Luce

    10/03/2019 20:21:11

    Esterina la guagliona, donna Gilda, Frank, Federico.. lasciarli all’ultima pagina non è stato facile, e questo é stato inaspettato, soprattutto perché l’inizio é stato lento, faticoso e difficile, in parte anche per i numerosi termini in napoletano non spiegati che inizialmente lasciano spaesati. Ma é arrivato un punto in cui tutto é cambiato, quel momento nel quale il lettore viene fagocitato dalla storia e non può fare a meno di respirare all’unisono con i personaggi, e leggere in maniera spasmodica pagina dopo pagina. Io ne sono stata totalmente conquistata. Questo romanzo é liberamente ispirato alla vita di Gilda Mignonette, la voce degli emigrati italiani in America, perchè poche sono le testimonianze biografiche rimaste su questa cantante. In parte grazie alla voce narrante di Esterina, l’assistente della Mignonette, e in parte attraverso una voce fuori campo, assistiamo agli anni di successo della Mignonette, tra canzoni di successo, folle impazzite, lusso e teatri splendenti. Ma c’è molto di più in quella Little Italy oltreoceano, tra bande mafiose rivali, voglia di riscatto e di essere amate. Dagli anni venti fino al secondo dopoguerra assistiamo al successo di questa grande cantante, fino al suo ultimo ritorno a Napoli quasi incosciente. Il suo essere sempre fuori dagli schemi, il suo andare controcorrente, saranno la sua gloria ma anche la sua rovina e il lettore sarà spettatore di tutto questo.

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    Pola

    11/12/2018 17:26:05

    Dalla recensione sul Venerdì di Repubblica mi era sembrato si trattasse di un altro libro un po'pazzo di questo autore. Invece questo romanzo supera il precedente (la trasfigurazione tamil di una Napoli obliqua e sotterranea). Buffo e sorpendente che i napoletani di New York diano una "nuova vita" al poeta spagnolo García Lorca.

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    Antonio Coda

    10/10/2018 18:18:12

    L’ho finito di notte, dopo averlo iniziato al mattino, non avendo voluto smettere. La trama è movimentata come le inquadrature di un videoclip che hai voglia di lasciare andare in loop; la scrittura è tutta una canzone di gravi, acuti e allegretti; è un romanzo per il quale ci vuole tanto occhio quanto orecchio.

Ha la musica nel sangue, Alessio Arena, e anche la letteratura. Ed è una perfetta sintesi di ciò che ha dentro il suo ultimo romanzo, che racconta certi flussi migratori del Novecento, col pretesto di raccontarci un’esistenza leggendaria, ma non solo: i protagonisti più che gli emigranti (in particolare una di lusso) sono personaggi dall’esistenza nomade, sia esteriore che interiore. Di mezzo c’è una figura realmente esistita, la “regina degli emigranti”, “la sirena di New York”, ovvero Gilda Mignonette (al secolo Griselda Andreatini), con la sua ugola che infiammò il pubblico oltreoceano. E, quindi, c’è un bagaglio importante di documentazione storica alle spalle de La notte non vuole venire (316 pagine, 18 euro), probabilmente l’opera più interessante e matura di un autore decisamente poco organico e molto anticonformista, nel panorama delle lettere di casa nostra.

Dimensione storica e dimensione intima si compenetrano nel nuovo romanzo di Arena, edito da Fandango Libri. L’epopea dei flussi migratori di massa e della Little Italy di New York vive di pari passo con un duello esistenziale, quello fra la cantante italiana più famosa d’America (celebre e passionale, protagonista di un’ascesa travolgente, e poi di una caduta inevitabile) e la sua tuttofare e interprete, Esterina Malacarne, guagliona dai capelli bianchi e voce narrante (in flash-back) che assiste Gilda Mignonette fino alla morte, in una nave con destinazione Italia, nel 1953. Dispotica e spavalda carnefice e vittima anonima e silenziosa, rispettivamente, ma forse non fino in fondo. Specie quando entrano in scena altri due personaggi, Frank Acierno, giovane marito della cantante (invisibile e oppresso dall’ingombrante figura della consorte), che non esita a tradirla proprio con Esterina, e il poeta andaluso Federico García Lorca (un suo verso è il titolo del romanzo), amico delle due protagoniste (anche se a riguardo le fonti storiche sono pochissime e sfumano nella leggenda), fragile e generoso.

Arena inanella lungo le pagine colpi di scena e amori, chiaroscuri psicologici e sentimentali, fa scorrere alcol, fa sfilare Rodolfo Valentino e Frank Sinatra. E, sul fronte della scrittura, intreccia dialetto partenopeo, italiano e americano in un frullato multilinguistico convincente. Anche se sono le parole non dette, i dissidi sotterranei, ad ardere maggiormente, specie nella relazione fra Gilda ed Esterina. Il contesto storico, con un occhio però tra il realista e il visionario, non è affatto trascurato, la stagione proibizionista, la diffidenza nei confronti degli italiani, i gangster. La seconda guerra mondiale è l’inizio della fine per la cantante, i rapporti fra gli Usa e l’Italia di Mussolini si deteriorano in fretta, tanto che le autorità americane non vedranno più di buon occhi la “regina degli emigranti” (apertamente schierata con le ragioni della patria e per questo trattata da sovversiva, quasi da spia), frattanto in crisi anche sul piano personale, tramortita dall’alcol, uno dei pochi rifugi alla scoperta del tradimento del marito con una creatura istruita ma poco più che insignificante, scelta principalmente per questo in origine. Sul transatlantico “Homeland”, che riporta in Italia le due donne, la stella che si sta spegnendo e l’assistente che si vendica a colpi di ricordi, la storia cambia…

Recensione di Arturo Bollino

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