Le notti al Santa Caterina

Sarah Dunant

Traduttore: M. Ortelio
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 11/04/2012
Pagine: 428 p., Brossura
  • EAN: 9788865590836
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Recensioni dei clienti

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    enza

    25/07/2017 09:54:55

    molto bella l'ambientazione storica e la descrizione dei personaggi: consiglio la lettura

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    ale

    27/10/2016 10:28:49

    Ho terminato questo libro proprio ieri. Avevo letto per caso "La cortigiana" della stessa autrice e mi era piaciuto. Questo romanzo storico l'ho trovato più bello. Mi ha colpito la figura della monaca speziale suor Zuana, intensa la sua figura. Insieme a lei i personaggi della novizia e della badessa.

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    Daniela

    18/09/2016 10:33:50

    Concordo appieno con la recensione di Andrea, io non avrei saputo dire di meglio. Attraverso questo libro si entra fisicamente ed emotivamente all'interno della vita claustrale e si comprende quanti sacrifici, rinunce, sofferenze e rimpianti si celano dietro alle mura del convento. L'autrice ci ha mostrato di ogni suora il profilo psicologico e correlandoli tra loro ha sviluppato una serie di dinamiche dagli equilibri talvolta precari, riportandoci un quadro non del tutto edificante. Rivalità e potere spesso la fanno da padrona e ognuna difende il proprio spazio conquistato nella comunità. E quando poi all'orizzonte s'intravede il pericolo che il convento sia oggetto di ulteriori ristrettezze, la remissività lascia il posto alla scaltrezza e situazioni alquanto spinose vengono affrontate con fermezza e lucidità macchiavelliche .

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    Incatenata

    16/01/2014 19:41:03

    Se rimango incatenata alle righe dopo avere letto di Sarah Dunant "Le notti al Santa Caterina" (Neri Pozza), che nella fattispecie non è un hotel né un villaggio turistico (il quale esiste a Scalea - CS - e sicuramente anche altrove), bensì un convento benedettino di clausura, significa che sono in odore di vocazione? Tutto può essere e di doman non v'è certezza. Ma intanto certo è che: questo è un grande romanzo, l'autrice una validissima scrittrice e Massimo Ortelio un ottimo traduttore.

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    Yaris

    14/11/2013 15:29:03

    Un bellissimo romanzo, non c'è dubbio, l'atmosfera è sublime, i protagonisti sono magnifici, ottimamente caratterizzati e per questo memorabili. L'assenza di personaggi maschili, come ammette l'autrice stessa nelle note conclusive, potrebbe portare alla pazzia uno scrittore, ma dal punto di vista del lettore direi che il risultato è meraviglioso. Le prime tre parti sono eccezionali, la quarta forse poteva venire meglio, e per quanto abbia apprezzato il tenerissimo lieto fine (lasciateci sognare, almeno nella finzione!), l'ho trovato un po' confuso, quasi che l'autrice avesse poco tempo per scriverlo. Ancora complimenti al traduttore, il cui lavoro ho già avuto modo di apprezzare in altri romanzi Neri Pozza, perché in buona parte è merito suo se il romanzo scorre in modo così splendido, coinvolgente e commovente fino alle lacrime. Sarah Dunant ci regala così un altro piccolo capolavoro, e devo dire che la Ferrara della controriforma mi è piaciuta persino di più della Firenze cinquecentesca della nascita di Venere. Quello era un romanzo coi fiocchi, questo ancora meglio. Cosa si può chiedere di più?

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    Silvia

    07/11/2013 08:24:07

    Bellissimo romanzo intrigante e per nulla lento. La casa editrice non delude mai e non vedo l'ora di leggere un altro romanzo di Sarah Dunant.

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    Roby74

    22/10/2013 07:35:14

    Il libro ci proietta in un mondo a noi sconosciuto, un modo di vivere che per noi, abituati ad essere liberi, è impossibile da capire: la vita di clausura. Nella vicenda, si intrecciano le vite delle suore che abitano il convento del Santa Caterina, nella Ferrara del 1570. Solo nome è fittizio, Sarah Dunant ha preso spunto dalla storia del monastero ferrarese di Sant'Antonio in Polesine. Si narra e si riflette circa la condizione della donna nell'epoca, vista come un oggetto, merce di scambio, tra la dote e i privilegi che otteneva la famiglia di appartenenza, facendola sposare per convenienza (nel migliore dei casi), ma, visto l'alto costo di un matrimonio, era più conveniente farla rinchiudere sin da giovanissima in convento, senza pensare minimamente alle sue aspettative, desideri e alle sofferenze fisiche e mentali che una tale decisione provocava in chi la subiva. Pare che in ogni famiglia solo una figlia era data in sposa, le altre erano condannate loro malgrado alla reclusione. L'autrice dedica il libro a tutte le donne che sono state rinchiuse e private della loro vita contro la loro volontà in un convento, con il bene placido del Vaticano. Le quasi 500 pagine del libro, si leggono velocemente, non senza indignazione, rabbia, impotenza. Subdolamente tutto veniva spacciato come "volere di Dio". Inquietante come in base alla "dote" che era allegata ad una persona, cambiava la "scala gerarchica" (suore, postulanti, convittrici, converse...) in cui veniva ammessa nell'internazione e degli ipotetici "privilegi" in merito. Grazie all'ottima traduzione, la prosa è elegante e scorrevole. Ne consiglio la lettura, ammettendo che, verso la fine, il clima "claustrofobico" e la tematica, mi hanno condotto a portarlo a termine velocemente. Leggerò anche gli altri romanzi storici dell'autrice, scrive bene e tratteggia magistralmente i personaggi, riuscendo a fare uno "scavo" psicologico non indifferente.

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    cristina uguccioni

    08/10/2013 22:11:05

    I romanzi storici sono la mia passione!Questo libro ne rappresenta in pieno il tema. Scritto molto bene, in maniera scorrevole e piacevole. Mai noioso, scorre benissimo, arrivare al prossimo capitolo è intrigante. Non conoscevo la scrittrice,ma leggero sicuramente altri suoi libri. Mi ha preso fino all'ultima pagina, e dopo averlo finito, quasi un certo dispiacere....lo rileggerò!!!

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    paola

    26/03/2013 19:22:03

    Un romanzo meraviglioso, carico di sentimenti. Una descrizione accurata della vita monastica e dei rapporti con le famiglie nobili del tempo che celano una fin troppo poco velata complicità. La disperazione della fanciulla rinchiusa in convento contro la sua volontà, la dedizione della monaca speziale, la badessa e la maestra delle novizie con i giochi di potere di un convento che, prima di tutto, è un micro cosmo con tutti i suoi equilibri e umori. Bellissimo romanzo, sicuramente consigliato.

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    Andrea

    10/12/2012 14:34:35

    Uno splendido romanzo storico che vive di atmosfere sapientemente ricreate rendendo palpabili al lettore le mura del monastero entro cui le vicende narrate si svolgono. Le tre pagine con cui il romanzo si apre sono sublimi, così come le prime due parti, in cui protagonisti sono i ritmi lenti della vita monastica, i suoi odori, suoni, sapori, la nebbia invernale, le veglie notturne e i moti dell'animo. Nella terza e quarta parte il ritmo del racconto è invece leggermente accelerato, spezzando un po' l'atmosfera e portando a un finale forse un tantino troppo rocambolesco ma che tutto sommato non nuoce a un romanzo che ha dalla sua un possente, ma non ostentato, scavo psicologico e una meravigliosa prosa, che senza rinunciare ad essere piacevolmente scorrevole, sa coniugare eleganza e ritmo (e qui dobbiamo ringraziare la splendida traduzione di Massimo Ortelio). Indimenticabile la scena in cui la badessa, per non lasciare sola suor Zuana, l'unica sorella a non avere parenti a farle visita durante la celebrazione del carnevale, accompagna la speziale sul campanile del monastero, privilegio riservato a poche, da cui le due si intrattengono a guardare Ferrara dall'alto. Da rileggere.

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    Andrea

    10/12/2012 14:33:52

    Uno splendido romanzo storico che vive di atmosfere sapientemente ricreate rendendo palpabili al lettore le mura del monastero entro cui le vicende narrate si svolgono. Le tre pagine con cui il romanzo si apre sono sublimi, così come le prime due parti, in cui protagonisti sono i ritmi lenti della vita monastica, i suoi odori, suoni, sapori, la nebbia invernale, le veglie notturne e i moti dell'animo. Nella terza e quarta parte il ritmo del racconto è invece leggermente accelerato, spezzando un po' l'atmosfera e portando a un finale forse un tantino troppo rocambolesco ma che tutto sommato non nuoce a un romanzo che ha dalla sua un possente, ma non ostentato, scavo psicologico e una meravigliosa prosa, che senza rinunciare ad essere piacevolmente scorrevole, sa coniugare eleganza e ritmo (e qui dobbiamo ringraziare la splendida traduzione di Massimo Ortelio). Indimenticabile la scena in cui la badessa, per non lasciare sola suor Zuana, l'unica sorella a non avere parenti a farle visita durante la celebrazione del carnevale, accompagna la speziale sul campanile del monastero, privilegio riservato a poche, da cui le due si intrattengono a guardare Ferrara dall'alto. Da rileggere.

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    dani70

    29/07/2012 08:41:02

    Romanzo discreto, scorrevole, che prende spunto da un pezzo di storia reale. Ma nella parte centrale un po' si perde, e alcune parti non vengono ben delineate. Avrei preferito un finale diverso, in quel caso il mio voto sarebbe stato un po' più alto.

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    CARLO

    22/04/2012 09:14:50

    Un libro che avevo preso fidandomi dei commenti letti ...in realtà l'ho trovato noioso,lento...con un finale scontato...ho fatto davvero fatica a finirlo

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    ROSSELLA

    28/05/2011 20:03:09

    Carinissimo, intrigante...forse un pò lento nella parte centrale, ma comunque avvincente..soprattutto curioso quando parla delle piante officinali...io ve lo consiglio decisamente!

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    Flavia

    25/03/2011 17:36:36

    Un bel romanzo storico. Pur non essendo mai esistito il Santa Caterina è un ritratto ben riuscito della vita monacale dell'epoca, in alcuni punti è un po' lento e noioso, forse con qualche pagina in meno sarebbe stato perfetto.

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    llwellin

    25/04/2010 11:54:43

    Altri lettori ne dicono grandi cose ma francamente la lettura non mi ha entusiasmato. Si parte bene e si conclude bene ma la parte centrale del romanzo traballa, ci sono orpelli inutili, non si approfondiscono nè si spiegano elementi che potrebbero interessare il lettore e ci si perde in cose futili. Lo spunto è buono, così come l'ambientazione, proprio per questo mi aspettavo qualcosa in più. Un libro discreto insomma, lo si legge bene, qualcosa lascia ma siamo lontani da poterlo definire un capolavoro o un romanzo "entusiasmante"

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    Linda

    15/02/2010 16:56:42

    Romanzo interessante, ma spesso lento e ripetitivo: alcuni racconti di dettagli mi hanno reso la lettura a tratti anche pesante.

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    Ylenia

    10/02/2010 20:40:11

    Il libro è ben scritto e carino nella trama, anche se forse mi aspettavo qualcosa di più dalla Dunant. La cosa davvero interessante è la riflessione sulla condizione monacale all'epoca, quando giovani donne venivano chiuse nei conventi con la sola colpa di non avere doti sufficienti a garantirsi un marito o essere nate per seconde. Curioso è anche capire come si svolge la vita all'interno di un monastero, con la giornata (e la nottata) scandite dalla preghiera e dalle varie attività quali canto o cucito. Io lo consiglio a tutti, perchè nel complesso è un bel romanzo.

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    semplicemeteste

    15/01/2010 13:20:26

    Un bel romanzo, da leggere....

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    maurizio

    15/01/2010 12:05:01

    Insomma, che dire? caruccio, nulla di indimenticabile. Interessante cronaca della condizione ecclesiastica del tempo (1500), delle dinamiche vocazionali e di quelle di un convento di suore benedettine.

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