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Chiara Marchelli

Editore: Perrone
Collana: Hinc
Anno edizione: 2017
Pagine: 236 p., Brossura
  • EAN: 9788860044396
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E se l’amore, o ogni affetto, fosse un gioco a somma zero? Sia data, come assunto iniziale, una condizione di scontro totale. Immaginatevi due giocatori in un ambiente non cooperativo dove al perseguimento di un egoistico momento di serenità di uno coincide l’infelicità dell’altro. Alla vittoria di x consegue necessariamente la sconfitta di y. Altri risultati non sono ammessi. Un risultato win-win sembra utopia in un tale scenario di desolante incomunicabilità. Antonioni e un certo smarrimento esistenziale da cinema in b/n dietro l’angolo.

Chiara Marchelli applica le regole della Teoria dei Giochi all’elaborazione di un lutto, consumato in un toccante kammerspiel inscenato tra le mura dell’appartamento di Michele e Larissa, una coppia di attempati accademici italiani a New York. Entrambi insegnanti universitari di Economia, si ritrovano avviluppati in uno di qui tipici dilemmi, al centro degli studi di Nash, il premio Nobel rappresentato da Russell Crowe in “A Beatiful Mind”.

Mirko, il figlio della coppia, è morto suicida cinque anni prima, lasciando ai due, oltre a un dolore insanabile, diverse strategie sull’elaborazione del lutto. Viscerale, urlato e “materno” il post-lutto di lui, più algido, interiorizzato e quietamente disperato quello di lei. Entrambi hanno trovato un equilibrio, un insieme di strategie rispetto al quale nessuno dei due ha interesse ad essere l'unico a cambiare. L’applicazione alla lettera dell’Equilibrio di Nash.

Un evento rischia di scardinare questo tacito compromesso. Una lettera viene trovata, per caso, da Caterina, la nuora rimasta in Italia. Il contenuto è allarmante. Al figlio era stato richiesto, pochi mesi prima del suicidio, il riconoscimento della paternità di un bambino nato da una relazione extra-coniugale. Mentre per Larissa si tratta di una possibile vendetta di un'amante furente, Michele si aggrappa alla speranza di avere un nipote che possa riempire il vuoto lasciatogli dalla perdita del figlio. A lei invece quel vuoto piace così com’è. L’equilibrio sta per spezzarsi. Solo uno dei due può averla vinta.

Le “notti blu” è un romanzo di formidabile freschezza, nonostante l’impianto tradizionale e la tematica non proprio originale. A colpire è la capacità dell’autrice di auscultare e dissezionare alla perfezione un dramma che altri scrittori avrebbero rappresentato attraverso scene madri strappalacrime. Una sensibilità onesta e asciutta trapassa ogni singolo riga del romanzo, dando vita a personaggi assolutamente reali e a dialoghi dal misurato pathos. Una vera sorpresa a cui ci auguriamo verrà data visibilità anche dopo la nomina al Premio Strega 2017.

Recensione di Matteo Rucco

Recensioni dei clienti

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    Chiara

    14/06/2017 19.28.26

    è un libro duro e difficile, anche per la lentezza che forse vuol ricalcare la difficoltà di uscire da certi labirinti sentimentali. è comunque un bel libro che sei contento di aver letto, alla fine, scritto benissimo, con un linguaggio sapiente.

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    maria chiara

    05/04/2017 09.56.23

    Un libro faticoso si, ma non sono ancora riuscita a capire dove voleva portarci l'autore. brava quando descrive i personaggi, il dolore, ma non riesce ad andare oltre e a volte si perde. Mi sarebbe piaciuto trovare qualcosa di costruttivo, uno spunto di riflessione, almeno uno, e Dio sa se ne abbiamo bisogno di questi tempi.

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    furetto60

    15/03/2017 10.36.35

    Storia di un suicidio, quindi una storia drammatica esposta attraverso i dilemmi di chi resta, delle notti insonni a cercare cause e risposte ormai fini a se stesse. È anche la storia della frattura che si crea tra chi vuole cercare di andare avanti e chi invece si chiude nel proprio dolore, storia di ipertrofici egoismi repressi che quando sfuggono al controllo si rivelano di una inaudita ferocia. In tal senso. il personaggio di Larissa è da romanzo horror, l’orrore del quotidiano nascosto nel vicino di casa, nel parente, nel familiare. Nell'atmosfera plumbea, la figura di Brian funge da contraltare per alleggerire la pressione, e stessa funzione, oltre al significato simbolico, è riservato (e questa è una trovata fantastica) a brevi accenni alla Teoria dei giochi. Nel complesso una scrittura intellettualmente ed emotivamente stimolante con personaggi che restano incisi.

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    sergio

    13/03/2017 13.34.02

    Un libro faticoso, doloroso, impegnativo. Non una lettura facile, ma certamente una lettura "utile".

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