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Lech Leciejewicz

Traduttore: C. Madonia
Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2004
Pagine: 474 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788815097002
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Storico degli Slavi di grande reputazione (un suo libro è stato tradotto dal Centro di Studi sull'Alto medioevo di Spoleto), l'autore propone un uso massiccio delle fonti archeologiche per una ricostruzione di lungo periodo che fa ricorso agli insediamenti e alla vita quotidiana come indicatori dei diversi modelli di civiltà confluiti nella progressiva formazione europea. Nel leggere è bene prescindere da una certa impostazione finalistica e dal senso di giustapposizione che procurano le conclusioni, dove l'unitarietà di orientamenti "feudali", un po' datati (così anche per il lavoro come "valore in sé" del mondo monastico), non trova riscontri significativi nelle pagine precedenti. Per il resto è un libro eccellente che analizza in modo originale il "barbaricum" - in grado di integrarsi con la civiltà romana ben prima della stanziale coesistenza -, che indaga gli elementi della vita quotidiana, che distingue bene i conti dalla rete vassallatica, che dà peso alla "localizzazione delle aristocrazie", che valorizza i regni rispetto all'astrattezza dell'impero. La mobilità dei popoli ha determinato, nel medioevo, un "contributo del Settentrione" alla nuova cultura comune, un contributo troppo a lungo trascurato. Emerge in modo affascinante e ben argomentato una società "poligenica" da sottrarre al tradizionale dibattito storiografico sull'incontro-scontro fra Romani e Germani.

Simona Bani