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Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Pagine: 213 p. , Brossura
  • EAN: 9788806167400


“Nel ciclo televisivo Blu notte. Misteri italiani ho voluto occuparmi non più di casi di cronaca ma dei grandi misteri d’Italia, quelli che hanno risvolti economici e politici, che coinvolgono servizi segreti, partiti, terroristi, mafia e imprenditori. Il timore era che risultassero noiosi, incomprensibili, poco attraenti perché sconosciuti o, al contrario, perché troppo risaputi. Abbiamo provato che non era vero, che con le strutture letterarie del romanzo giallo si può far diventare avvincente anche il riciclaggio di denaro sporco, si può mettere in scena anche la strategia della tensione.”

Se fosse una trasmissione televisiva sarebbe Blu Notte. Misteri italiani... scusate la facile parodia del modo abituale con cui Carlo Lucarelli affronta i suoi casi irrisolti. Se avete avuto occasione di vedere qualche puntata del bel programma di Rai 3 avrete anche notato che, da abile scrittore, Lucarelli non dimentica la parte narrativa della storia (vera) che sta svelandoci e ne coglie le assonanze con altre storie (immaginarie), raccontate al cinema da grandi registi o sulla carta da romanzieri e giallisti. Se fosse una trasmissione televisiva... ma questo libro lo è. È la trascrizione dei testi che sono andati in onda in questi mesi, arricchiti con nuovi materiali: la pagina scritta consente spazi e tempi che il ritmo incalzante dell’immagine non permette.

Un libro che si legge con gli occhi e con le orecchie, sentendo la voce di Lucarelli mentre si snodano le storie drammatiche e terribili che vengono raccontate. È inevitabile: il suo tono, pacato ma deciso, è rimasto nella nostra mente e la sua figura, tassativamente vestita di nero, negli occhi.

Un libro “televisivo”, in cui la televisione si insinua, si infiltra tra le pagine, anche graficamente. Le testimonianze dirette dei protagonisti sono riportate in un carattere più piccolo e centrate nella pagina, come se fossero spezzoni di documentari e interviste che ci passano davanti agli occhi, ricomponendo mosaici incompleti, con l’abilità e la pazienza di un artigiano e con tessere ritrovate nel passato, perdute o dimenticate. Alcuni dei casi affrontati saranno drammaticamente familiari a tutti: la strage di Ustica, gli omicidi del (dei) mostro (mostri) di Firenze, la strage di Bologna, la morte di Pier Paolo Pasolini, la fine del bandito Salvatore Giuliano. Per tutti questi episodi della nostra storia recente Lucarelli rimette in tavola le carte e cerca di mescolarle in modo da trovare nuove strade d’indagine. Il risultato è una serie di fili che restano sospesi, ma anche un deciso sconcerto nei lettori e una certa rabbia per l’impotenza dello Stato di fronte a palesi depistaggi, a insabbiamenti, a falsità evidenti, a lampanti responsabilità mai perseguite. Medesima situazione si ripropone anche nei casi meno popolari, ma emblematici del momento storico in cui sono avvenuti: l’omicidio di Wilma Montesi, legato ad ambienti politici della Democrazia Cristiana e a quella che di lì a poco sarebbe stata battezzata la “dolce vita”; l’uccisione di Alceste Campanile, militante di Lotta continua nella Reggio Emilia anni ‘70, per cui è stata seguita prima la pista degli avversari politici di destra, poi quella degli stessi compagni e delle Brigate rosse, senza mai giungere a nulla di definitivo; gli omicidi di Antonino Agostino ed Emanuele Piazza, due vittime predestinate, due poliziotti che forse erano stati mandati allo sbaraglio, alla fine degli anni ’80, a cercare latitanti di mafia senza protezione, venduti e traditi con la massima facilità; chiude l’elenco una storia degli anni ’90, la tragica fine del giornalista Beppe Alfano, coraggioso cronista che da Barcellona, in provincia di Messina, cerca di spiegare eventi mafiosi troppo grandi e troppo pericolosi: dalla latitanza di Nitto Santapaola all’esistenza di una loggia massonica deviata.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del libro:

Salvatore Giuliano

Questa è una storia di bugie.
La Storia, anche quella con la esse maiuscola, è sempre piena di bugie, ma quella dell’Italia dal dopoguerra a oggi lo è particolarmente. E per loro che i misteri che ci accompagnano da più di cinquant’anni di Prima e Seconda Repubblica sono misteri, per le bugie, tanto che quasi quasi non dovremmo neanche chiamarli misteri, ma segreti. La verità è li, potremmo prenderla, guardarla, toccarla, leggerla, ma sopra c’è qualcosa, una menzogna, una deviazione, una bugia che ce la nasconde, la fa sparire, la rende segreta.
Questa è una storia di bugie.
È la storia di un uomo, di un bandito, così inafferrabile e astuto che nessuno riusciva a trovano. Cosi potente, sanguinario e feroce che faceva paura soltanto sentirne il nome. Ma anche così strano e complesso da diventare una leggenda.
Questa è anche una storia di carabinieri e poliziotti, di altri banditi, di confidenti e di spie, di giornalisti, di uomini politici, di sindacalisti e di povera gente.
Ma soprattutto è una storia di bugie, di fantasmi e di misteri, una di quelle storie che avvengono in Sicilia, dove spesso, quando si parla di certe cose, quelle cose potrebbero non essere come sembrano.
Questa è la storia del bandito Giuliano.
Per noi, adesso, inizia dalla fine.
E inizia con una fotografia e una bugia.
La fotografia è una delle più famose della storia d’Italia.
C’è un uomo, a terra, in canottiera e sandali. Morto. Le gambe che si vedono dietro di lui sono di un carabiniere, e la cosa che ha vicino, poco distante dalla mano, come se gli fosse caduta, è un mitra. Il mitra di un bandito.
Perché quell’uomo è un bandito, anzi, no, è il bandito più ricercato d’Italia.
È il bandito Giuliano.
Che cosa è successo per arrivare a quella fotografia?

Siamo a Castelvetrano, in provincia di Trapani. È il luglio 1950 e sono le 3,15 della mattina.
Sulla strada scendono tre uomini che non sanno di essere attesi dai carabinieri appostati nei dintorni. Uno è davanti, con le scarpe in mano, e gli altri due stanno dietro. Poi un carabiniere si muove, uno degli uomini se ne accorge, è armato e spara. I carabinieri reagiscono e sparano anche loro. Quello senza le scarpe scappa, gli altri due si fanno strada a colpi di mitra. Uno riesce a sparire nei vicoli di Castelvetrano, ma l’altro no, ha un attimo di esitazione. E a capo scoperto, passa sotto un lampione e i carabinieri lo riconoscono subito: è l’uomo che stanno cercando, il fantasma inafferrabile che da quasi cinque anni sta tenendo sotto scacco le Forze dell’ordine di tutta la Sicilia.
È il bandito Giuliano.
Inquadrato dal fuoco dei mitra, Giuliano fugge verso il cortile di casa De Maria, sparando. Una sparatoria intensa, quaranta colpi esplosi dal bandito e centonovantuno dai carabinieri.
Colpito di fianco da una raffica, poi di fronte, a meno di due metri, da quella di un ufficiale nascosto dietro un pozzo, Giuliano crolla a terra, in mezzo al cortile.
Appena il tempo di emettere un rantolo e muore.
Rapporto numero 213/24 del 9 luglio 1950, indirizzato al Comando forze repressione del banditismo in Sicilia, Gruppo squadriglie centro.
Firmato: capitano dei carabinieri Antonio Perenze, l’ufficiale che stava appostato dietro il pozzo, che ha sparato a Giuliano di fronte.
Ecco, non è vero.
La dinamica raccontata nel rapporto, Giuliano steso a terra ucciso in quel modo: non è vero. Alcuni giornalisti che arrivano sul posto sono i primi ad accorgersi che c’è qualcosa di strano nel cortile di casa De Maria. Tra questi Franco Grasso, che allora dirigeva la cronaca del giornale «La Voce della Sicilia».

Il professor Grasso. Dice: «Giunsi in ritardo poiché la mia macchina si era guastata. Assistetti per un momento ai brindisi dei miei colleghi, avendo già in mente che la versione poteva essere falsa. Un fornaio che lavorava di notte mi disse che aveva prima sentito un colpo isolato e dopo una mezz’ora una tempesta di colpi».

Non torna. Poco prima dell’azione, i carabinieri hanno fatto allontanare due fornai in attesa che il pane lievitasse, e la loro versione sul conflitto a fuoco è diversa. Basterebbe guardare la fotografia.
Il bandito Giuliano è a terra, morto. Indossa i calzoni con la cintura che ha saltato due passanti, come se gli fosse stata infilata da qualcuno. Un particolare poco visibile e comunque neppure molto importante, certo.
I sandali, allora.., sono calzati, ma ce n’è uno slacciato. Un particolare, anche questo, neppure così univoco. Può voler dire tutto, e non solo che il corpo di Giuliano è stato manipolato.
Ma la canottiera no. Quella è davvero strana.
Perché il bandito Giuliano dovrebbe essere stato colpito al torace e dovrebbe essere caduto a terra, in avanti, sulla pancia, dove sarebbe rimasto disteso per molto tempo, senza essere toccato da nessuno.
Ma il sangue che uscendo delle ferite ha intriso la canottiera è sulla schiena. Cos’ha fatto, il sangue? E colato verso l’alto? Invece di scendere giù e trovarsi sulla pancia di Giuliano è salito su, impregnando la schiena?

Recensioni dei clienti

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    Brando Bolis

    08/02/2016 18.12.33

    Il modo con cui Lucarelli espone, in modo sintetico ma non troppo, alcuni dei principali casi connotati da un'aurea di mistero della storia italiana è senza dubbio emozionante e pienamente coinvolgente. Ovviamente questo è un libro che permette di conoscere, ricordare ed esaminare in poche pagine fatti importanti e tragici che hanno attraversato il nostro paese, quindi per chi è interessato ad una in particolare di queste vicende questo è solo il punto di partenza.

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    Joe

    23/02/2015 16.20.52

    Libro molto bello! Consigliato a chiunque voglia imparare qualcosa della nostra storia!

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    Patrick

    18/02/2015 22.40.07

    Libro molto scorrevole e davvero interessante!

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    Truedefender

    25/09/2011 11.15.03

    Grande Lucarelli...come sempre!!! A me il libro è piaciuto tanto perchè nella trasposizione su carta delle storie di Blu Notte viene fuori la grande vena narrativa dell'autore che stempera un pò la possibile pubblicazione di un libro con la semplice riproposizione di fatti di cronaca. In questo modo si intuiscono le emozioni che l'autore ha provato parlando di questi nefasti eventi tutti del nostro BELPAESE.

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    ciccio

    07/01/2008 21.28.42

    lucarelli con questo libro ci ha regalato un vero e' propio un capolavoro,perche'ci fa rivivere momenti importantissimi della nostra storia;e'bello anche perche'raccoglie una serie di dati e di misteri che rappresentano un affresco della nostra storia,la meta'oscura della nostra storia dal dopoguerra fino ad oggi.E'un libro da nn perdere lo consiglio per chi queste storie nn li ha mai conosciute e vuole conoscerle,per chi se li e'dimenticate o per chi li conosce e vuole continuarle a ricordare .

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    Mauro

    15/05/2007 18.08.27

    Lucarelli è certamente un bravo narratore. Ma come tale, tende a romanzare gli eventi ed a forzarne la portata. Capisco che leggersi le sentenze originali è troppo complesso, ma ai libri di Lucarelli (quelli in cui parla dei cosiddetti misteri d'Italia) dovete sempre fare la tara. Molte cose sono infatti enormemente romanzate.

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    Pasquale Supino

    30/06/2006 11.34.20

    Libro molto interessante che si legge nell'arco di una giornata. Scritto benissimo, è consigliato soprattutto a chi non si è perso una puntata di "Blu Notte".

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    Federico

    30/03/2006 07.13.46

    lucarelli e' una grande penna italiana. per chi non li avesse gia' letti, consiglio i gialli ambientati nell'italia fascista. sarebbe stupendo avere i dvd, ma per chi non resistesse (o per chi abitasse all'estero, com'e' il mio caso), c'e' sempre rai-click!

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    Giovanni

    01/03/2006 12.05.14

    Libro bellissimo!!!!!!!!!!!!!Lucarelli fantastico!!!!!!Grande..Cmq.l'amico ha ragione:quando ci danno i dvd delle puntate di blu notte????Un saluto a tutti

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    franco

    16/09/2005 21.16.15

    Lucarelli,unico,imbattibile in poche parole: bravissimo.Un saluto!

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    Bricke Dotnet

    16/03/2005 16.49.13

    Basato sui grandi misteri italiani come Ustica, strage di Bologna, mostro di Firenze, Pasolini e altri. I temi sono interessanti anche per chi, giovane come me, li ha solo sentiti nominare. Sicuramente mi ha dato informazioni utili per conoscere recenti fatti di cronaca famosi. Purtroppo non mi è piaciuto il modo in cui è scritto. L'idea di scrivere un libro "giallo" basato sulla realtà ha i suoi vantaggi, ad esempio per non annoiare il lettore ed avvicinarlo a tali vicende. Però, vuoi perchè i capitoli sono molto corti, o perchè è troppo uguale alla trasmissione televisiva (direi identico) non raggiunge, a mio parere, lo scopo prefissato.

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    Luca

    07/03/2005 11.08.38

    Razionale, logico, imparziale e, soprattutto, veritiero. Non trovo altre parole per descrivere un libro che, attraverso l'abilita di un bravissimo scrittore, esponga i fatti di cronaca in modo chiaro e preciso astenendosi da pregiudizi. COMPLIMENTI a Lucarelli e a tutti i suoi colleghi.

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    Emanuele

    18/02/2005 21.30.45

    Un grandissimo libro e un grandissimo scrittore. Il mistero che più appassionato e quello della storia del mostro di Firenze scritto a mio giudizio benissimo. Complimenti ancora a Carlo Lucarelli.

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    Nereo Trabacchi

    04/01/2005 17.23.06

    Scritto talmente bene che sembra di sentire Lucarelli in tv. Ma quando ci daranno i DVD delle puntate?

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    Hajime

    17/12/2004 17.01.02

    Il massimo.

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    maria

    08/11/2004 09.42.33

    da leggere e avere assolutamente. è un pezzo di storia in tasca.

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    Andrea

    06/11/2004 09.03.12

    Un libro che racconta misfatti accaduti nella nostra cara Italia.Ti fa stare incollato a fino all'ultima pagina.Da leggere tutto d'un fiato, ho già chiesto a Lucarelli quando uscirà il prossimo nuovo misteri d'Italia spero mi risponda presto. Eccezionale Carlo!

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    Alessandro

    29/10/2004 08.45.17

    Da leggere tutto d'un fiato, già alle prime storie ti assale la voglia di finirlo, soprattutto se pensi che sono storie vere. Unica pecca, per me, è che leggendolo ti sembra di assistere ad una puntata di BLU NOTTE, usa le stesse parole, ma forse va bene così perchè è una sua caratteristica.

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    Filippo

    23/10/2004 15.38.20

    è un libro magnifico che fa vivere in dettaglio avvenimenti sconvolgenti che tutti dovremmo ricordare ma che, un po' per comodo un po' per colpa di chi ha interesse ad insabbiare, tendiamo a dimenticare o a nn dare loro il giusto peso, peso che grava nel passato di chi si sente figlio di questa Nazione.Complimenti sinceri a Lucarelli Il nostro,come disse Sciascia,è un paese senza memoria e verità,ed io per questo cerco di non dimenticare

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    gecogeco

    29/08/2004 13.57.24

    come Lucarelli racconta i fatti di cronaca non li racconta nessuno!Mitico!

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