I nuovi mostri di Mario Monicelli,Ettore Scola,Dino Risi - DVD
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Descrizione

In quattordici episodi caustici vengono parodiati tutti i difetti, i vizi e le paure dell'Italia contemporanea, dal terrorismo agli ospizi, dalla pornografia all'incomprensione tra classi sociali.
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Dettagli

1977
DVD
8032807064031

Informazioni aggiuntive

Rai Cinema
Eagle Pictures
86 min
Italiano (Dolby Digital 2.0 - mono)
Italiano per non udenti
1,85:1
PAL Area2

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lupetto
Recensioni: 3/5

Quindici anni dopo il primo film, Risi rimette in scena nuovi mostri, con la complicità di Scola e Monicelli. Grande cast sparpagliato in 14 episodi eterogenei, alcuni dei quali sforbiciati dalla censura. Pur non raggiungendo i livelli del primo, è comunque un buon film di genere.

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GIGI
Recensioni: 5/5

Grande esempio di cinema d'autore

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Teddy
Recensioni: 1/5

Delusione assoluta: si tratta della solita versione televisiva tagliata, mancano ben 30 minuti. Questa versione non dovrebbe nemmeno più essere in commercio.

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Mario Monicelli

1915, Viareggio, Lucca

Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro...

Ettore Scola

1931, Trevico

Ettore Scola è stato un regista cinematografico e sceneggiatore. Studia Giurisprudenza a Roma dove inizia a lavorare come giornalista presso la rivista umoristica «MArc'Aurelio». Le sue prime sceneggiature risalgono alla metà degli anni Cinquanta, quando inizia a collaborare con Age Scarpelli ai film Un americano a Roma (1954), La grande Guerra (1959) e Crimen (1960). Il suo esordio come regista avviene con Se permette parliamo di donne, nel 1964.È in questi anni che assumerà il ruolo di icona del cinema italiano, dirigendo capolavori come C'eravamo tanto amati (1974, con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli, film che lo consacrerà alla fama internazionale), Brutti, sporchi e cattivi (1976),...

Vittorio Gassman

1922, Genova

"Attore e regista italiano. Nell'infanzia trascorsa tra Genova, Palmi e poi (definitivamente) a Roma, al seguito del padre ingegnere edile tedesco, già preannuncia un temperamento artistico esuberante e mercuriale. Allievo dell'Accademia d'arte drammatica, si impone come uno dei più dotati attori della propria generazione, in grado di affrontare sia i ruoli del repertorio classico (Amleto, Otello, Adelchi, Oreste) sia quelli del teatro moderno (Un tram che si chiama desiderio), lavorando con le compagnie più prestigiose e sotto i registi più importanti (in particolare L. Squarzina e L. Visconti). Nel 1954-55 fonda una propria compagnia, conservando sempre il gusto per la provocazione (da Kean, genio e sregolatezza, 1955, di Dumas padre, a Affabulazione, 1977, di Pasolini, fino a Ulisse e la...

Ornella Muti

1955, Roma

"Nome d'arte di Francesca Romana Rivelli, attrice italiana. Giovanissima, esordisce nel 1970 in La moglie più bella, film di D. Damiani che si ispira liberamente a un fatto di cronaca centrato sulla storia della prima ragazza siciliana che rifiuta di sposare il suo seduttore. Divenuta una star del fotoromanzo grazie alla sua fotogenia, interpreta una dozzina di film di scarso rilievo e ottiene poi una buona affermazione con Romanzo popolare (1974) di M. Monicelli, forse la sua migliore interpretazione, in cui è una giovane contesa fra l’amore per il suo anziano marito e la passione per un giovane della sua età. Pur se incapace di sviluppare i suoi scarsi talenti recitativi, negli anni ’70 e ’80 diviene comunque un’icona del cinema italiano, soprattutto grazie a M. Ferreri che ne utilizza il...

Alberto Sordi

1920, Roma

"Attore e regista italiano. Comincia a recitare a metà degli anni ’30 dividendosi fra l’avanspettacolo, il teatro di rivista e piccole comparse al cinema (dà la voce a Ollio/O. Hardy). Il primo film da coprotagonista è I tre aquilotti (1942) di M. Mattòli, anche se negli anni ’40 i maggiori successi gli vengono dal teatro leggero e dalla radio, medium nel quale S. sperimenta e costruisce una galleria di personaggi che porterà infinite volte e con grande successo al cinema, ritraendo un uomo banalmente medio la cui apparente cattiveria nasconde una malcelata ingenuità, un cialtrone sostanzialmente vigliacco, uno sbruffone succube delle circostanze, un individuo in bilico fra la tragedia e la farsa. F. Fellini si accorge del suo immenso talento e lo chiama a interpretare il meschino divo dei...

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