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Francesco Bacone

Curatore: M. Marchetto
Editore: Bompiani
Collana: Testi a fronte
Anno edizione: 2002
Pagine: XC-669 p.
  • EAN: 9788845291692

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    Michele Lucivero

    08/10/2014 15.45.49

    Certo, rispetto a quelli elaborati da Galilei e Descartes il metodo di Francis Bacon ne è uscito sconfitto per non aver prestato la dovuta attenzione alla moda matematizzante che ha affascinato la maggior parte dei filosofi del '600, tuttavia la portata rivoluzionaria del pensiero dell'autore inglese rimane indiscutibile. Bacon mostra poco interesse verso la matematica e i numeri, infatti spesso si trova sommerso dai debiti, ma la rifondazione del pensiero cui aspira parte da una decostruzione profonda della pseudoscienza pregressa. La critica che Bacon opera nei confronti del sillogismo e della logica aristotelica è radicale, a differenza di quella di Descartes che se ne serve perfino nella formulazione del Cogito. Ad ogni modo, è con la dottrina degli idòla, dei pregiudizi della mente, che il pensiero di Bacon raggiunge l'apice della pregnanza filosofica. Non ci sono precedenti a proposito di una così lucida analisi di tutto ciò che potrebbe inficiare una conoscenza oggettiva della realtà. L'inaffidabilità dei sensi e della costituzione del soggetto, da cui già Descartes aveva messo in guardia, il peso del contesto storico-sociale ed educativo nel quale l'individuo vive, elemento che darà a Vygotsky non pochi spunti di riflessione psico-pedagogica, nonché il ruolo delle dottrine filosofiche che si studiano e poi si condividono, rendono quasi impossibile una conoscenza oggettiva. Ma ciò che desta più interesse è l'attenzione che Bacon, nel solco della tradizione inglese, rivolge al linguaggio, alla sua ambiguità, alla sua capacità performativa di creare situazioni e determinare la realtà, nonché alla necessità, non definitiva e sempre in costruzione, di risemantizzare ogni qual volta le situazioni non risultino più adatte alla realtà.

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