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Giorgio Bassani

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 96 p. , Brossura
  • EAN: 9788807880124

Recensioni dei clienti

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    Barbara

    26/08/2016 11.50.23

    Sono contenta di aver incrociato casualmente questo libro perché è scritto molto bene. La storia è triste e scoraggiante ma viene raccontata con delicatezza e linearità'. Lascia numerosi spunti per riflettere.

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    Simone

    19/07/2016 15.31.32

    "Gli occhiali d'oro" è un'opera di estrema delicatezza, sensibilità e raffinatezza che affronta un tema - l'omossessualità - in maniera diretta e spietata, anticipando di molto la narrativa moderna. La storia è ammantata di malinconia e si chiude con un finale più che tragico, ma è incentrata sui rapporti umani, di amore e di amicizia, del protagonista e della cerchia di persone che gli gira intorno. Bassani usa un linguaggio colto, forbito, elegante che trascina il lettore delicatamente, come un'onda nel mare.

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    Renzo Montagnoli

    13/06/2016 18.16.32

    L'essere perseguitati in base a una legge perché si è nati ebrei e l'essere emarginati solo perché si è nati omosessuali sono i percorsi quasi paralleli di cui tratta questo romanzo breve di Giorgio Bassani. La vicenda del dottor Fadigati, conosciuto e stimato medico otorinolaringoiatra, con avviato studio in città, può essere solo un pretesto per delineare l'esistenza di chi, per natura o per legge, è definito un diverso, ma è anche emblematica di un falso puritanesimo che al giorno d'oggi farebbe sorridere, ma che negli anni 30', in cui in Italia predominava tanto da sembrare eterno il fascismo, era più che mai radicato. Stimato si è detto questo clinico, almeno fino a quando, pubblicamente, non rivela la propria sessualità, perché allora, all'impietosa luce del sole, si insinua nei cittadini dapprima un senso di scherno e di ilarità e poi una vera e propria emarginazione che si traduce in un calo marcato della clientela dello studio medico, in un isolamento in cui l'interessato avverte colpe che non ha. Non è un caso, poi, che pur non approvando il suo comportamento, l'autore e la sua famiglia non lo evitano, già in procinto di essere considerati pure loro diversi in quanto ebrei. Sintomatico di questo atteggiamento, se non di consenso, almeno di comprensione, è quel puvraz che pronuncia il padre dell'autore, apprendendo, raggiunta la famiglia a Riccione per le vacanze, che quella persona che così tanto stima - e che continuerà a stimare - ha manifestato pubblicamente, con grande scandalo, le sue tendenze accompagnandosi al Grand Hotel con un giovane studente sfaccendato, amico del Bassani. Non ho altro da aggiungere, salvo che questa piacevolissimo libro, che appaga in tutto e per tutto, lascia alla fine un senso di disorientamento, quasi di incredulità, come se certi fatti - e non dico quelli del romanzo - non possano essere accaduti, quando invece sappiamo che altri ben più gravi avvennero, come l'Olocausto conferma.

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    nihil

    11/05/2016 19.01.35

    Veramente un racconto delicato e triste, quasi una macrofoto di avvenimenti e personaggi. Piccole pennellate che disegnano un grande quadro.

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    Fabio74

    30/08/2015 13.49.54

    Romanzo bellissimo ambientato a Ferrara nella seconda meta'degli anni 30'dove le vite dei due personaggi principali,l'io narrante e un dottore,entrambi ebrei,a causa delle leggi razziali incombenti,stringono un forte legame di rispetto e di solidarieta'in quella triste situazione di emarginati sociali.Veramente consigliato.Ciao a tutti e al prossimo

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    Cristiano Cant

    21/05/2014 11.31.08

    Delicatissimo e veritiero fino alla tragedia, squarcio di decenni storici amarissimi dove il diverso stonava oltre ogni ipocrita accettazione, vicenda di elegantissima costruzione e profondità, di sogni trattenuti nelle lacrime, di un amore destinato ai durissimi scogli del morire, Bassani qui tratteggia con spirito magnifico un corpo a corpo tra desiderio e presa, tra mura privatissime dove la bava autentica del sentire sgorga come immacolata e sincera e un intero vociare miserabile che legge in esso la ridicola vergogna di un'epoca che va invece esaltata, ammirata, elevata. Stupendo contrasto fra un fuori borghesemente abbietto, ingiuriante intralcio senza freni, e un dentro nel quale il bisogno d'essere e vivere obbedendo a se stessi è fuoco e carne viva. Meraviglioso.

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    Lorenzo

    26/01/2014 14.08.18

    Ne Gli occhiali d'oro un giovane ebreo studente di lettere racconta la storia del dottor Athos Fadigati. Otorinolaringoiatra di mezza età, Fadigati incline a frequentazioni omosessuali, finisce per invaghirsi del giovane Eraldo Deliliers, che corrisponde alle sue avances. La via crucis di Fadigati inizia quando questi non riesce a tenere nascosta la sua omosessualità che diventa visibile, esponendolo alle discriminazioni. E così, quando il dottore preso completamente dall'amore per il suo giovane compagno dà pubblico scandalo, comparendo nell'estate del 1937 insieme a Deliliers sulla spiaggia di Riccione, affollata di ferraresi, la falsa tolleranza dei suoi concittadini per la sua diversità viene meno. La buona borghesia, che in precedenza si era mostrata comprensiva nei riguardi del dottore, a poco a poco gli fa perdere il rispetto e la clientela, condannandolo a una solitudine senza scampo. Assalito dai sensi di colpa, incapace di affrontare il disprezzo e l'ostracismo della società omofoba, Fadigati si suicida. Parallela alla storia di Fadigati, si svolge la vicenda dell'io narrante ebreo, che al tempo delle leggi razziali, sperimenta sulla sua pelle l'intolleranza antisemita della città di Ferrara. La condizione di escluso ora avvicina lo studente ebreo alla persona del dottore e fa scattare nel più giovane la simpatia umana, la solidarietà della vittima del pregiudizio antiebraico per Fadigati, discriminato per la sua diversità sessuale. Il finale sconsolato del romanzo, con il giovane che non si riconosce nella logica del padre e dei suoi correligionari, fiduciosi che il fascismo non li avrebbe mai perseguitati davvero, rimanda alla biografia esistenziale e politica di Bassani. Maturato dalla vicenda legata alle persecuzioni razziali, il Ferrarese, a differenza del dottor Fadigati, saprà vincere la disperazione e riscattarsi dalla sua condizione di inerzia per rinnovare la vita e poi dare materia autentica e significato alla sua opera di scrittore.

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    Ianì

    14/04/2013 11.06.21

    Tremendamente triste...

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