Traduttore: M. Scorsone
Editore: UTET
Anno edizione: 2008
Pagine: XVI-335 p., Brossura
  • EAN: 9788802076744
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Miller ci presenta un ambizioso tentativo di rendere il diritto un oggetto commestibile e comprensibile ai palati dei più. Per questo motivo rinuncia a ricostruire la genesi del diritto o la sua pratica più o meno fortuita, concentrandosi piuttosto sul valore che la giustizia ha assunto nel corso della storia umana. Il titolo di questo libro rimanda al noto dettame biblico dell'occhio per occhio, dente per dente, che misura il valore dell'individuo e dei suoi atti in base all'unica unità di misura effettivamente palpabile: il corpo umano. L'autore intraprende una disamina trasversale e comparativa della concezione della giustizia partendo dall'immagine usuale dei due piatti retti dalla virago, per poi spostarsi nella saga nordica, nella tragedia shakespeariana (Il Mercante di Venezia), nel cinema americano contemporaneo (Gli spietati di Clint Eastwood) e nell'economia politica contemporanea (il concetto di debito). Ciò che accomuna tutti questi settori dello scibile umano, apparentemente così diversi fra loro, è la tendenza a voler misurare la dignità della persona in base all'estensione del corpo umano. In passato erano i concetti di soddisfazione e di vendetta a reggere le società dell'onore, caratterizzate da un generale immobilismo sociale. Oggi la dignità della persona si misura con altri criteri, anche se non sono del tutto venute meno le aspirazioni umane di giustizia pratica. Miller non intende decantare le virtù del mondo passato, ma ammette l'esistenza (negativa o positiva che fosse) di sentimenti umani più sinceri e più autentici in un mondo dove l'anonimato del denaro e del potere era tenuto a debita distanza. La legge del taglione, cristianamente ritenuta l'espressione di un vecchio patto tribale e disumano, ne esce in qualche modo rivalutata per quello che è: l'espressione umana di rapporti immediati.
Vincenzo Pinto