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Susanna Tamaro

Editore: Bompiani
Collana: Vintage
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 268 p., Brossura
  • EAN: 9788845275760
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Recensioni dei clienti

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    Luisa

    01/08/2016 19.57.05

    Una meravigliosa introspezione, dove il racconto di una vita si dipana tra le righe del cuore, attraversa la verità di fatti vissuti e mirabilmente sviscerati in ogni loro emozione e sentimento. È stupefacente la maestria dell'autrice che insieme a lei ci fa rivivere la sua infanzia, ma è soprattutto in grado di farci vedere il tutto dalla prospettiva di una bambina e dai sentimenti di un'innocente che si affaccia alla vita: è lei quella bambina; ma in realtà siamo noi, tutti noi che leggiamo e che, come lei, abbiamo represso e fatto tacere ogni emozione negativa vissuta nell'infanzia. La differenza fondamentale tra noi e l'autrice, è che lei ha avuto il coraggio di buttare fuori ciò che aveva nascosto, metterlo nero su bianco e, terapeuticamente, elaborarlo. Divenendo così una persona migliore, facendo pace con il passato e mettendo in atto l'arte più difficile ma più liberatoria di tutte: l'arte del perdono. Noi invece, noi che leggiamo, troppe volte, una volta adulti, continuiamo a nascondere e far tacere ciò che ci opprime del nostro passato, senza renderci conto che ciò serve solo ad amplificarlo e renderlo più duraturo. Per cui le mancanze subite o le assenze affettive o altri traumi, possono diventare lo spettro della depressione o, al contrario, dell'aggressività. Tutti, invece, dovremmo prendere esempio dalla Tamaro e, come lei, affidare ogni nostro segreto più profondo a chi ha la capacità di ascoltare.

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    Kristian d'Arc

    02/05/2015 14.29.29

    Pretenzioso, stucchevole, malscritto. E zeppo di puerili luoghi comuni.

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    Cristiana

    21/06/2014 10.10.48

    Sincera e ben scritta descrizione di un'infanzia di solitudine. Sembra un'analisi e forse lo è. Mi ha riconciliato con la Tamaro e lasciato la voglia di rileggere "Dove ti porta il cuore" che ai tempi non mi era piaciuto perchè lo avevo trovato melenso. Si cambia, chissà, oggi forse mi piacerà...

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    Eliana

    21/04/2014 18.28.13

    Un libro ben scritto e coraggioso. Non riuscivo a staccarmi. Fa molto riflettere. Lo consiglio.

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    Tiziana

    17/01/2014 14.01.18

    Una Genesi, un memoriale intriso di struggenti mancanze, di sofferte assenze, di buio e bagliori. Toglie l'aria, soffoca con la sua vena malinconica, col suo intimismo disperato, ma irradia anche una luce e un calore che impediscono di interrompere il viaggio dentro a questi abissi. Non tocca il cuore, ma smuove la psiche.

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    Nicole

    17/07/2013 18.18.32

    Non sono mai stata un'accanita ammiratrice della Tamaro....ho ricevuto questo libro in omaggio nella mia libreria a fronte di un altro acquisto.Comunque...a caval donato non si guarda in bocca,come si suol dire,perciò l'ho letto.Che dire...la storia di per sè non è malvagia ma non mi piace la pesantezza con cui la Tamaro l'ha scritta.Credo che si sia dilungata troppo sul racconto della propria infanzia,tralasciando il periodo dell'adolescenza e quello della maturazione,che,a mio personalissimo parere,avrei trovato più interessanti.Forse non ho apprezzato perchè come già ho scritto non sono una sua grande estimatrice,per cui della sua storia personale non mi interessava molto fin dal principio...Se fossi una sua fan forse mi sarei annoiata meno leggendo tutte le paranoie e i film mentali che si è evidentemente fatta quando era bambina.In ogni caso suppongo che non debba essere stato semplice per lei sviscerare tanti particolari ed emozioni del suo passato e si capisce che è una donna molto sensibile.Troppo.

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    Betty

    30/06/2013 18.10.38

    Sarà che è zeppo di fastidiosissimi errori di battitura (refusi, ma anche omissioni e ripetizioni), ma ho faticato a finirlo. Non lo consiglierei!

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    antonella

    25/06/2013 18.02.32

    Mi spiace che la tamaro sia scesa di tono, non già stilisticamente, ma proprio nel contenuto del libro. Non capisco il perchè. Può darsi che sia io a non averlo capito, oppure dal momento che la tamaro si autodefinisce un iceberg, non mi ha trasmesso proprio nulla. Può darsi che avendolo letto dopo Il Mio Cuore Sconosciuto della valandrey, sia rimasta più presa dalla autobiografia sofferta e veramente drammatica di un'attrice che tutti possono considerare felice (e non lo è), il testo di susanna mi abbia detto ben poco. Direi pochissimo. O forse niente. Pazienza. Euro gettati al vento.

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    Luana

    19/06/2013 14.58.33

    L'unica cosa che mi ha portato fino alla fine di questo libro è stato il voler sapere come tutto quel dolore della Tamaro bambina, si sarebbe evoluto nella Tamaro adulta. L'ho trovato un pò pesante. Molti errori ortografici.

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    cristina

    05/06/2013 12.05.51

    Mi stupisce notare come il testo sia abbastanza pieno di refusi tipografici, probabilmente andava fatto un secondo o terzo giro di bozze. Lo trovo strano, trattandosi di una casa editrice di un certo livello. Il romanzo mi ha coinvolto davvero soltanto negli ultimissimi capitoli, in cui ho sentito il dolore, il senso di solitudine e l'inquietudine esistenziale di una donna che probabilmente ai più che non la conoscono può apparire semplicemente come "una famosa scrittrice italiana di successo". Se non sono riuscita ad entrare subito in empatia con il suo racconto è stato perché il tono della narrazione mi è apparso troppo freddo, distaccato, quasi snob. Parlando di sé da bambina e poi adolescente, la Tamaro si definisce un iceberg e proprio questa metafora io userei per definire anche la Tamaro adulta, per quel che lei stessa comunica di sé al proprio pubblico. Tanto di cappello per aver avuto il coraggio di raccontarsi così crudamente, riportando episodi molto intimi e dolorosi della propria vicenda familiare, con l'umiltà e la tristezza di chi sa riconoscere che anche i nostri genitori sono stati deboli e hanno potuto commettere degli sbagli. Incredibile per me l'idea che un vento impetuoso, costante e freddo come la bora possa influire così tanto su un certo modo di stare al mondo.

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    Carla

    14/04/2013 12.27.22

    Un libro bellino, che per certi versi ricorda "Fai bei sogni" di Gramellini. Duro ma leggero allo stesso tempo. Consiglio.

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    Manuela

    12/04/2013 13.50.34

    Bel libro. Peccato che sia pieno di errori di ortografia.

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    Fabio De Rosa

    09/04/2013 07.04.45

    Avevo grandi aspettative, e sono rimasto deluso. Si comprende la sofferenza dell'autrice nel presentare la propria vita al lettore, ma talora mi pare si perda il filo, troppo introspettivo.

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    Egome

    07/04/2013 17.42.30

    "Tutti i libri che ho scritto sono un viaggio profondo nel cuore dell'uomo ..." Questa volta il 'viaggio' della Tamaro è assolutamente introspettivo, profondo, spietato ... I ricordi dell'infanzia in un contesto familiare difficile con genitori 'assenti' se non ostili, che lasciano segni indelebili - anche positivi- nella vita adulta, gratificata se non altro dalla presenza della nonna Elsa e dal successo editoriale, che finalmente significa accettazione da parte di tutti, genitori inclusi. Una sensibilità d'animo - già manifesta in una bambina di otto anni- che sfiora il patologico: vedi , ad esempio, l'amore per la natura e l'orrore di fronte alla crudeltà dell'uomo, vissuti dalla scrittrice con sofferenza quasi fisica. Tutto ciò diventa humus irrinunciabile alla creatività a soprattutto alla 'fatica' di scrivere. Scrivere non è svago, evasione; scrivere vuol dire scavare con lucidità e crudeltà nel fondo delle cose: "scrivere è uno squartamento" , dice l'autrice. Non una lettura facile per tutti, ma certamente un tuffo nel profondo dell'anima per i lettori più sensibili. Un'autobiografia scritta senza sconti, con sofferenza, da leggere per pensare.

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    Anna

    19/03/2013 20.42.26

    Libro molto bello questo della Tamaro, in cui l'autrice si mette completamente a nudo e racconta un'infanzia dolorosa e solitaria, molto probabilmente a scopo catartico. L'uso delle metafore che l'autrice fa per descrivere la sua discesa negli abissi del dolore è quanto mai efficace e straziante ma poetico al tempo stesso. Insomma il libro è un viaggio silenzioso e sgomento nell'universo privato di una scrittrice molto particolare e sensibile. L'unica cosa che non mi è piaciuta è stato il finale in cui quasi asetticamente e con tono da maestrina parla dei sentimenti e del mestiere di scrivere. Capisco che sia una forma di autodifesa, ma l'ho trovato a tratti freddo e scientifico, per questo non dò il voto massimo.

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    Attilio Alessandro

    19/03/2013 08.53.40

    Bellissimo libro. Un monito ai genitori per cosa non si deve fare quando si hanno dei figli. Un racconto dolce, doloroso, straziante della vita dell'Autrice. Bello al di là di ogni mia aspettativa.

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    Emanuela Pat

    17/03/2013 01.13.18

    In tutti i suoi libri la Tamaro mi ha comunicato qualcosa d'importante ed in modo particolare in questo. Ho vissuto un'infanzia di estrema solitudine ma nn sn mai stata tanto brava ad esternarlo ed è stato commovente leggere esattamente cosa ho provato ma nn ho mai saputo esprimere. Da leggere!

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    ant

    09/03/2013 09.34.18

    Un libro autobiografico che ha un chiaro intento a mio avviso: trasmettere ai lettori la capacità di riuscire a trasformare tanto dolore,sofferenza e solitudine in gioia di vivere e abilità di sapersi guardare dentro. Detto così sicuramente non è semplice da capire come concetto, ma la Tamaro è abile a raccontare la sua vita passo dopo passo soffermandosi soprattutto sui suoi stati d'animo prima di bimba che soffre della separazione dei genitori, poi evidenziando i distacchi e gli allontamenti da persone,cose e luoghi a lei cari. Molto brava l'autrice a saper spaziare e descrivere posti molto diversi tra loro come Roma e il Carso triestino, allo stesso tempo la Tamaro è abile a narrare sensazioni agli antipodi come angoscia e esplosione di gioia. Ho trovato molto intense le pagine in cui la scrittrice capisce la sua peculiarità di dover trasmettere emozioni e verità attraverso le parole, voglio estrapolare un passaggio a mio avviso emblematico ..."la quotidianità nasconde tesori; l'artista è il minatore è colui che li cerca. E' lui che deve calarsi nelle profondità della terra; lui che deve perdersi tra i cunicoli, annaspare, disperarsi e poi prorompere nell'Ah! della scoperta. E' sempre lui, l'artista , che deve risalire con la gemma in mano, offrendo la sua visione del suo splendore a coloro che son rimasti in superficie"(cit pag 235) Bel libro, molto profondo dall'inizio alla fine

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    Marisa

    22/02/2013 08.43.12

    Mi sono in qualche modo rispecchiata in questa profonda autobiografia. Anche io sono nata in un freddo giorno di dicembre e sono cresciuta con quella sorta di gelo interiore che ti fa sentire diversa dagli altri. Non ho purtroppo il dono della scrittura, ma è confortante rivivere e condividere le proprie emozioni leggendo questo bellissimo libro.

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    Chiara

    21/02/2013 15.23.45

    Una sola parola: bellissimo. Commovente come il pianto di una bambina, forte come la bora in Piazza Unità, dolce come una presenza rassicurante, ricco come l'insieme dei ricordi, vero come la realtà .... che è dentro!!!

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