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Marco Vannini

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2013
Pagine: 314 p. , Brossura
  • EAN: 9788845273780

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    Marzio Siracusa

    07/08/2015 19.44.46

    La ricerca di Vannini mi sembra motivate da antiche ansie storico culturali, sempre ancorate alla crisi del cristianesimo come fu interpretata tra fine ottocento e primi del novecento e che sfociò nel modernismo. Il superamento del cristianesimo richiede ben altri passaggi. Il cristianesimo o sarà superato materialmente e storicamente, o è destinato a diventare la ricorrente ribollita dello spirito.

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    Tiktaalik

    30/07/2015 10.54.37

    Da quello che ho capito io, Vannini propone per chi crede, di andare oltre la religione tradizionale, nella fattispecie oltre i cristianesimi storici, per approdare ad una religione dell ' avvenire che egli già intravede all'orizzonte, e raggiungere la beatitudine. Questo Vannini lo ha già visto realizzato in alcune figure della mistica cristiana, Meister Eckhart e Henri Le Saux, discussi nel libro. E vengono analizzate le analogie con la tradizione spirituale dell' India, il brahmanesimo e il buddhismo, mentre appena accennato il rimando filosofico con l'Occidente è con Spinoza, sul criterio della conoscenza che distacca. Il testo è ricco di citazioni dagli scritti dei mistici e di passi tratti dalla Bibbia e dai testi sacri indiani, per chiunque credente ateo o agnostico voglia riflettere sulla portata odierna del cristianesimo, oggi che a detta dell'autore i miti di stampo giudaico e le teologie razionali di marca ellenica sono messi in crisi dalla scienza e dalle ricerche storiche moderne.

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    alida airaghi

    02/03/2014 11.28.24

    In questo importante saggio Marco Vannini, il più noto e stimato studioso italiano del misticismo e della tradizione spirituale cristiana, torna sui temi che va approfondendo da più di quarant'anni. Il volume, suddiviso in quattro sezioni, si apre con una puntuale e appassionata disamina delle tesi eckhartiane, il cui nucleo fondamentale si può riassumere in poche citazioni: "Nessuno è ricco di Dio, se non è completamente morto a se stesso"; "Vigila su di te, e, non appena trovi te stesso, rinuncia a te stesso; questa è la cosa migliore che tu possa fare". La rinuncia, quindi, alla propria egoità, all'amor sui (volontà di essere e di avere), quale primo indispensabile passo verso la libertà, interiore ed esteriore, e verso il raggiungimento della gioia, della pace, della beatitudine. "Il perfetto distacco non vuole né questo né quello...lascia essere tutte le cose davanti a sé, senza importunarle". Recuperando tutto un filone di pensiero spirituale che da Eraclito, Platone e Plotino, attraverso i Vangeli, S. Paolo e Sant'Agostino arriva alla mistica occidentale (Eckhart, appunto, e poi Taulero, Silesius, Margherita Porete), approdando infine ai pensatori moderni e contemporanei (Kant, Hegel, Hoelderlin, Schopenhauer, Nietzsche e Simone Weil), Marco Vannini supera la concezione tradizionale di un cristianesimo corrotto dalla teologia, dai dogmi, dalle istituzioni religiose. Ma contesta anche l'idea più sentimentale e psicologica che ci facciamo di Dio, inteso solo come esperienza interiore arricchente o difensiva: un dio-ente, dio-idolo, storico e finito. Propone invece un'immersione nella spiritualità orientale, un "Passaggio in India", che sappia recuperare la saggezza delle Upanishad, del brahmanesimo e del buddhismo, secondo l'esempio di vita e di ricerca del monaco benedettino-hindu francese Henri Le Saux, tutto da riscoprire e meditare, nell'apertura verso l'unica verità: quella dello Spirito.

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