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Stephen King

Traduttore: B. Amato, A. Dell'Orto
Editore: Bompiani
Edizione: 29
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 929 p.

20 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Horror e narrativa gotica - Narrativa horror

  • EAN: 9788845275739

Recensioni dei clienti

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    Dami

    11/11/2016 16.21.21

    Uno dei migliori di King che abbia letto! I personaggi sono descritti magistralmente e sembra di essere con loro in ogni situazione, ti coinvolge e sconvolge per la sua "intimità". Scienza e religione, odio e amore, il bene e il male...c'è tutto! Consiglio vivamente la lettura di questo capolavoro.

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    Mauro

    10/02/2016 22.57.07

    Ahahahahahaha....Non posso non ridere a certi commenti di qui sotto, specie sul "poco spessore dei personaggi". Parliamo del miglior libro di King, o almeno così la penso io, buona parte dei suoi lettori e della critica, e se spulciate un po' le classifiche dei migliori libri del '900, questo non manca quasi mai. Ma ho notato che qui su ibs i commenti sono sempre quelli:se il libro è lungo è troppo noioso, se è un libro recente "King non è più quello di una volta". Eì pazzesco vedere questo libro, così come Joyland, La Storia Di Lise, e molti altri, ricevere voti bassi.

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    ludwig

    04/10/2015 22.11.12

    Dopo aver letto "la strada" di c.mc carthy mi sono addentrato nella lunga avventura dei personaggi del libro di king. Non mi è dispiaciuto ma l'ho trovato troppo lungo e a tratti noioso.la storia in sè non è male,si poteva,credo,scrivere la stessa storia con 200 pagine in meno . Ho azzardato il confronto tra i due scrittori per la tematica post-apocalittica.in quest'occasione mc carthy è decisamente meglio.

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    Marco Parisi

    19/07/2015 09.17.32

    Ho letto questo libro DOPO che un'amica, leggendo il mio primo romanzo (The prana theory), mi ha detto che gli ricordava L'ombra dello scorpione. Sono rimasto piacevolmente colpito nel trovare dei punti di contatto tra i due romanzi: il virus, il viaggio dei sopravvissuti, la lotta tra Bene e Male, ecc... Non che siano due libri che si possano paragonare. Non mi sognerei mai di mettermi allo stesso livello di King, ma è bello pensare che, inconsapevolmente, ho seguito le sue orme. Come se i miei sogni mi avessero guidato (verso Mother Abagail) a scrivere qualcosa di simile. Non mi è piaciuta la prolissità (non la lunghezza) e il sovrannaturale (aspetto che nel mio romanzo non c'è). Mi sono annoiato in alcune pagine e spero che siano state quelle che l'editore ha eliminato nella prima versione. Anche nel mio romanzo l'editore ha fatto un lavoro di taglio e cucito e, col senno di poi, gliene sono grato. Il sovrannaturale ha portato il romanzo lontano dalla realtà, mentre era molto verosimile fino all'arrivo di sogni e compagnia bella. Senza questi due aspetti forse sarebbe diventato uno dei miei libri preferiti. Peccato!

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    eds

    17/02/2015 15.36.20

    Di solito il successo di King sta nella capacità di scrivere bene e nel far lavorare (ahimè) poco la materia grigia del lettore. Qui non riesce nemmeno ad essere avvincente, ma per una quantità spropositata di pagine annoia il lettore che, giunto a metà , dopo l'introduzione di centinaia di personaggi privi di spessore, è costretto a cedere e a chiudere un libro che in fondo è banalissimo, e tratta un tema trito e ritrito (lotta tra bene e male). Una perdita di tempo, si salvano solo i primi capitoli

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    zombie49

    24/07/2014 19.17.41

    Una letale epidemia di influenza, causata da un virus sfuggito a un laboratorio, stermina il 99% della popolazione mondiale. Piccoli gruppi di sopravvissuti, guidati da inquietanti sogni, convergono a casa della centenaria veggente Mother Abagail e si riuniscono x affrontare l'eterna lotta del Bene contro il Male, impersonato da Flagg, il tetro camminatore della notte, e dai suoi seguaci. Considerata da molti il capolavoro di King, quest'opera mastodontica non mi entusiasma: avvincente nella descrizione dell'epidemia (come non ricordare la peste del Manzoni), rallenta nella descrizione del viaggio e s'impantana poi nella politica, x ravvivarsi in un finale non del tutto scontato. Matheson ha trattato più volte il tema di un cataclisma totale nei suoi racconti, proponendo risposte diverse e individuali: non tutti pensano valga la pena di sopravvivere in un mondo distrutto, o che sia indispensabile unirsi in una collettività. King è un maestro nella descrizione dei personaggi, scolpiti in modo tale che sembra di conoscerli, ma i suoi eroi mi sono antipatici: Fran è una femminista acida e aggressiva, Stu il classico self made man tutto di un pezzo, quando rifiuta di collaborare con i medici. Più incisivi i personaggi negativi, come Harold e Pattume. Discutibile la scelta dei superstiti di creare un comitato politico e fondare una sorta di nuovo stato, basato ovviamente sulla Costituzione americana, ancora prima di ripristinare i servizi essenziali alla comunità. Non credo che così si sia evoluta la specie umana, dalle tribù alla società organizzata. E' la storia della rinascita di una nazione, epurata dal Male, ma troppo simile al suo passato x essere innovativa. Democrazia contro dittatura: entrambe manipolano il popolo, con le parole o con i fatti. Infelice il titolo italiano, che nulla ha a che fare con la vicenda, anche se l'originale, "The Stand", era di difficile traduzione: meglio lasciarlo in inglese, come l'altrettanto intraducibile "The Dome".

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    Lorenzo Materazzini

    03/04/2014 21.26.05

    E' certo il romanzo più ambizioso di Stephen King. Le storie dei personaggi principali si dipanano come i fili di una ragnatela costruita ad arte. Quasi mille pagine in cui gli eventi soprannaturali sono secondari alla psicologia dei protagonisti e alle loro scelte che potrebbero salvare o distruggere il mondo, o quel che ne resta. Un romanzo epico, che non si può non amare. Unica, piccola pecca: è talmente lungo che, inevitabilmente, ci sono dei momenti di "fiacca". Per il resto, eccellente.

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