L' onore d'Italia. El Alamein: così Mussolini mandò al massacro la meglio gioventù

Alfio Caruso

Editore: TEA
Collana: Saggistica TEA
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 gennaio 2014
Pagine: 352 p., Brossura
  • EAN: 9788850233670
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Descrizione
Da settant'anni El Alamein è un grido che risuona nei cuori e nelle menti d'Italia. Per i ragazzi dell'Ariete, della Trento, della Folgore, della Trieste, della Littorio, della Bologna, della Brescia, della Pavia, del 4° e del 50° stormo d'assalto rappresentò l'appuntamento con un destino ingrato, da ciascuno onorato al meglio. A mandarli al massacro furono la sanguinaria follia del duce e il tradimento degli ammiragli: Mussolini, nel '41 e nel '42, preferì inviare undici divisioni e il meglio dell'artiglieria nel mattatoio sovietico anziché in Africa, dove avrebbero potuto cambiare il corso della guerra; i capi della Marina rivelarono agli inglesi le rotte dei trasporti verso Tripoli e Bengasi privando in tal modo l'armata italo-tedesca dei rifornimenti indispensabili per raggiungere il canale di Suez. Pur ignorati dalle ricostruzioni ufficiali, bersaglieri, para, fantaccini, genieri, aviatori scrissero pagine di memorabile abnegazione persino a dispetto del regime, che li aveva abbandonati nel deserto. E gli italiani non scapparono, non alzarono le mani, spesso morirono in silenzio nella loro buca. Gli stessi successi di Rommel furono frutto, finché il nemico non se ne accorse, di una straordinaria operazione di spionaggio condotta dal maggiore dei carabinieri Manfredi Talamo, in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine. A El Alamein cominciò la presa di coscienza dei ragazzi della generazione sfortunata, che avrebbe indotto i sopravvissuti della Folgore ad arruolarsi con gli americani.

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    Enrico

    17/03/2018 14:29:58

    Bisognerebbe informarsi prima di scrivere, la Marina italiana fece l'impossibile per rifornire il fronte africano; non era colpa degli "ammiragli" se i britannici decrittavano il codice tedesco e quindi tutte le operazioni con l'intervento anche solo in via informativa dell'alleato venivano conosciute in anticipo dai nostri avversari.

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    Fabrizio

    13/10/2016 17:32:22

    Scritto molto bene, mai pesante racconta l'epopea dei soldati Italiani che hanno combattuto in Nord Africa. Purtroppo punta molto sul tradimento di "alcuni pezzi grossi di Roma" che avrebbero agevolato gli alleati con le loro soffiate, un falso storico cosa che è stato dimostrato da molti anni (violazione di Enigna da parte degli inglesi). Da leggere se si hanno chiari i fatti reali, altrimenti potrebbe risultare fuorviante

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    Lorenzo

    27/10/2013 17:51:51

    Mi dispiace notare come ancora una volta si riprendono le infondate teorie, sconfessate dalle rivelazioni sul sistema di decrittazione "Ultra", in merito al "tradimento della Marina" infangando così la memoria delle migliaia di marinai che si sacrificarono per permettere l'arrivo a destinazione dei rifornimenti. Che, in massima parte, arrivarono. Il sig. Caruso avrebbe potuto leggere i dati sui convogli riportati in "La guerra italiana sul mare" di Giorgio Giorgerini, tanto per esempio, invece di accodarsi superficialmente alla leggenda che vuole ogni convoglio italiano distrutto dagli inglesi (nulla di più falso). I rifornimenti no arrivavano perché erano pochi già al momento della partenza dai porti, il sistema industriale italiano non era in grado di sostenere una guerra di lunga durata.

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    Alberto

    28/07/2013 11:24:55

    Non mancò la fortuna. Mancarono i mezzi. Gli italiani sugli L3, gli inglesi sugli Sherman. Caruso rende onore ai tanti dimenticati caduti per conto di coloro che li mandarono al macello in nome di un ideale di grandezza ridicolo e farsesco. Un bel libro, a tratti commovente, fedele alla Storia.

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    Roberto

    27/07/2012 09:43:56

    Leggibile tutto d'un fiato come un romanzo.Sconcertante per quanto riferisce sui tradimenti di alcuni,sulla nostra inferiorità tecnica, logistica e capacità di alto comando.Fa vivere il lettore nella battaglia, nell'eroismo e nel dolore della generazione sfortunata e lo fa commuovere nella visita virtuale al cimitero italiano. Non può mancare nella biblioteca di chi ama la Storia e la Patria Italia Roberto Laurita

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    fulvioro

    10/12/2011 13:59:00

    libro molto bello e ben descrtto , l'unica piccola pecca a mio avviso, a parte la copertina, all'interno non c'è nessuna foto a corredo delle situazioni trattate.

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    Luca

    05/12/2011 10:15:36

    Libro molto bello e dettagliato, per chi ha già letto ''L'armata nel deserto'' di Petacco questo risulta un approfondimento. Molto avvincente e mai noioso! C'est parfait!

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