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Il libro di Kerman sostiene la tesi che nell'opera - dramma per musica come era definita nelle sue origini italiane - il drammaturgo è lo stesso compositore: è lui che fa teatro, con il tipo, le connessioni e la qualità delle sue invenzioni musicali.Nella cultura anglosassone, Opera as Drama ha svolto dal suo primo apparire una forte azione di svecchiamento della critica operistica militante, avversando una concezione dell'opera come vacanza dell'intelletto, come puro godimento spettacolare polarizzato su grandi voci, sfarzo scenico, ecc.; Kerman proponeva invece il modello di una critica ermeneutica, volta a rivelare il senso profondo racchiuso nell'opera: che è appunto il dramma, evidente o nascosto in vario grado, metro di giudizio per misurare il valore di un lavoro o smascherarne, in assenza, l'inefficacia.Alla ricerca del dramma, contro l'eslusione di Wagner ma agganciandosi esplicitamente ai suoi assiomi, il libro percorre tutta la storia del teatro in musica , da Mozart a Verdi, da Monteverdi a Berg e Stravinkij, attraverso Purcell, Wagner, Gluck, Beethoven e toccando anche il mondo espressivo di Bach, per gli spunti drammatici contenuti nelle sue cantate. Da questo affascinante percorso esce una attenta teoria del genere melodrammatico e una vera e propria deontologia professionale del compositore d'opera: l'impeto polemico, unito alla vastità della dottrina e a un incontestabile dono di scrittore, non fa che aumentare il piacere della letteratura.