L' opera. Storia, teatro, regia. Vol. 1: Ottocento, L'.

Elvio Giudici

Editore: Il Saggiatore
Collana: La cultura
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 30 novembre 2017
Pagine: 1300 p., Brossura
  • EAN: 9788842824053

46° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Cinema, musica, tv, spettacolo - Musica - Stili e generi - Classica occidentale

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Descrizione
Conclusosi il Settecento, che in Mozart ha conosciuto il culmine e la pienezza dell’espressione musicale, si accendono i fuochi dell’Ottocento. Ovunque in Europa si affermano le identità nazionali, alle quali contribuiscono compositori e platee, e ogni paese scandisce sul palcoscenico le declinazioni artistiche della sua peculiarità: il gusto per la decorazione proprio degli italiani, l’innegabile tendenza a pontificare dei francesi, l’arte del racconto degli inglesi, lo scavo psicologico dei tedeschi. Ma nonostante i diversi modi formali che le sensibilità nazionali suggeriscono ad autori come Čajkovskij, Musorgskij, Rossini, Donizetti, Offenbach, Bizet, Bellini, resta fermo, per ciascuno, il proposito del fare «teatro in musica»: narrare una storia che coinvolga e interroghi il pubblico, mettendo in discussione la realtà in cui vive. Dal giorno della prima messinscena fino a oggi. In questo terzo volume, la monumentale storia dell’opera e della sua rappresentazione di Elvio Giudici racconta la potenza di melodrammi nati ormai due secoli fa eppure vivissimi, incentrando la narrazione là dove pulsa il cuore: sull’allestimento e sull’interpretazione degli spettacoli. È la stretta complicità fra regia e direzione che crea il capolavoro, ed è quando il gesto scenico suggerisce il gesto musicale e il gesto musicale quello scenico che il melodramma acquista il suo senso artistico e umano più profondo. Con passione inesausta ed estro critico, Giudici sprona allora gli «impresari» ad abbandonare – e il pubblico a pretendere che vengano abbandonati – costumi più o meno fastosi, tele dipinte più o meno spettacolari, parate di masse più o meno oceaniche, per concentrarsi sulla recitazione e sulle relazioni fra i personaggi. E fa sfilare in queste pagine tutti i grandi registi, direttori e cantanti che dal primo dopoguerra hanno traghettato l’opera lirica ottocentesca verso orizzonti sempre nuovi, che di volta in volta accendono entusiasmi e aspri dissensi, a riprova di un’inesauribile vitalità. E grazie a spettacoli come la Carmen di Emma Dante e Barenboim, Il principe Igor di Černjakov e Noseda, il Barbiere della premiata ditta Leiser & Caurier con Pappano, la Norma di De Ana e Campanella il miracolo dell’opera continua a rinnovarsi.

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    Hans

    03/11/2018 09:23:43

    Il testo, nello stile molto articolato ma chiaro tipico dell'autore, offre una ricca prospettiva storica dell'evoluzione del teatro lirico nella rappresentazione delle opere del XIX secolo (Verdi e Wagner a parte: a essi sarà specificamente dedicato un altro volume), ben al di là dei video recensiti che giocoforza coprono un arco di sessant'anni. La regia d'opera esce così dalla ristretta ottica cronachistica nella quale è quasi sempre confinate, per diventare un peculiare capitolo della storia del teatro. Non vengono peraltro dimenticati i profili strettamente musicali delle rappresentazioni recensite, dei quali il lettore trova sintetiche, e talora idiosincratiche, valutazioni

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