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Opere poetiche. Testo francese a fronte
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Opere poetiche. Testo francese a fronte - Paul Valéry - copertina
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Opere poetiche. Testo francese a fronte Paul Valéry
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Descrizione


Quando Paul Valéry pubblica il suo primo libro di versi, la "Jeune Parque" (1917), ha ormai quarantasei anni: strana età per un esordiente che si era sentito vocato alla poesia fin dalla prima adolescenza e che, fra il 1887 e il 1892, aveva scritto un gran numero di versi estetizzanti e simbolisti, molti dei quali apparsi sulle più note riviste del tempo. Tutta colpa della crisi vissuta nella nuit de Gènes (1892), quando Valéry delibera per sé un nuovo e meno doloroso programma di vita? In lui il desiderio della poesia aveva sempre dovuto combattere con la potenza dello spirito, lo spirito nudo e fiero il cui vantaggio è quello di restare perennemente in sé, privo di volgarità e di errore. Il silenzio pubblico di Valéry, equilibrato in segreto dall'enorme lavoro dei Quaderni, nasce da questa brutale constatazione: il potere di fare è più eccitante di ogni creazione. Wagner, Poe, Mallarmé resteranno per sempre i phares di ogni suo pensiero; ma ogni suo pensiero si sarebbe consumato, per anni, nell'analisi di quei poteri che Valéry detestava e amava in egual maniera. Che cos'è la poesia? Rispondendo, Valéry farà capire di amarla in quanto fonte e non fiume, una Castalia così pura da restare per sempre sotterranea. Ed ecco spiegato, in parte, il destino del poeta, amato dalle avanguardie come dall'ermetismo fiorentino: egli potè apparire, contemporaneamente, come Orfeo e come Mefistofele... Introduzione di Maria Teresa Giaveri.
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Dettagli

2012
11 ottobre 2012
521 p., Brossura
9788823501096

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Paul Valéry

1871, Sète

(Sète 1871 - Parigi 1945) poeta e saggista francese. Prima vocazione poetica e crisi intellettuale Di madre italiana e padre corso, ebbe precocemente quella consuetudine col mare e col paesaggio mediterraneo che tante immagini e spunti di meditazione avrebbero suggerito alla sua opera. Studiò alla facoltà di legge di Montpellier: lì strinse amicizia con P. Louys, che lo mise in contatto con A. Gide e S. Mallarmé. Incoraggiato da quest’ultimo, pubblicò alcune poesie su una rivista simbolista, «La Conque»; altre ne scrisse fino al 1896. Le sue letture (Baudelaire, Poe, Huysmans) sembravano testimoniare di una sicura vocazione letteraria; ma nel 1892 ebbe una violenta crisi (la famosa «notte di Genova», paragonata dai biografi...

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