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Massimo Recalcati

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 162 p. , Brossura
  • EAN: 9788806214890

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Educazione e formazione - Psicologia dell'educazione

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«Un'ora di lezione può cambiare la vita.»

In una società in cui l’autorità paterna, come quella degli insegnanti, è in declino, e la scuola, come istituzione, perde ogni credibilità sotto il peso dell’abbandono e della miseria che trasuda da ogni calcinaccio, è ancora possibile attribuire un senso alla trasmissione del sapere? È possibile riempire di significato quel vuoto che si crea ogni volta che un insegnante entra in aula e prova a farsi ascoltare dei suoi allievi? Infine, ancora più importante, la pratica dell’insegnamento può accontentarsi di essere ridotta alla trasmissione di informazioni – o come si usa dire, di competenze – o deve mantenere vivo il “rapporto erotico” del soggetto con il sapere?
Sono queste le domande da cui parte Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti in Italia, nel suo nuovo saggio dedicato alla scuola, o a quello che ne resta, dopo la sua “evaporazione”. Alla fine di un lento ma inesorabile processo di disgregazione, non solo fisica ma anche valoriale, della scuola italiana, secondo l’autore quello che resta è l’ora di lezione, ovvero il momento dell’incontro tra il maestro e l’allievo. Un momento in cui si realizza il superamento dei mondi isolati (tecnologici, virtuali, sintomatici) e si sublima l’umano, l’incontro, la relazione, lo scambio, le scoperte intellettuali, l’eros. Ma come è possibile indurre lo studente a rivitalizzare il suo rapporto con il sapere, all’interno di una istituzione, quella scolastica, ormai privata di ogni autorevolezza?
Ciò che resta della scuola, si chiede l’autore, non è forse proprio la possibilità di trasformare gli oggetti del sapere in oggetti del desiderio? In corpi erotici? È, ancora una volta, il suo maestro Jaques Lacan, a fornire una risposta a tutte queste domande: perché il sapere venga trasmesso efficacemente dall’insegnante all’allievo è necessaria una particolare forma di transfert sul sapere che dovrebbe diventare un oggetto di desiderio. L’esempio che l’autore utilizza per spiegare il fenomeno è tratto dalla vita di Socrate, così come viene descritta in apertura del Simposio, quando il suo allievo Agatone chiede al maestro di “riempirlo” con il suo sapere, quasi come se si trattasse di un recipiente d’acqua. In realtà l’illusione di ogni scolaro, la convinzione di potersi abbeverare alla fonte del sapere, viene superata dal gesto inconsueto di Socrate, che risponde alla richiesta di Agatone sottraendosi e anzi confessando l’impossibilità di riempire questo suo vuoto. Nella lettura di Lacan questo gesto di Socrate racchiude l’essenza dell’insegnamento: il sapere del maestro non è mai ciò che colma la mancanza, quanto ciò che la preserva, ovvero la capacità di suscitare sempre l’interesse dell’allievo, il desiderio di sapere.
Dunque è questo il vero ruolo dell’insegnante? Secondo le parole di Recalcati, il maestro dovrebbe “aprire vuoti nelle teste, aprire varchi nei discorsi già costituiti, fare spazio, aprire mondi e aperture mai pensate prima”. È questa “l’erotica dell’insegnamento”.
Naturalmente le difficoltà che incontrano gli inseganti di fronte a una platea di studenti che, a detta di molti, “non ascoltano più”, “non parlano più”, “non leggono più”, sono moltissime e certo non è semplice per una categoria che sempre più spesso viene umiliata sia economicamente che socialmente, trovare le giuste motivazioni per assolvere al meglio a questo ruolo. Eppure in moltissime scuole italiane assistiamo ogni giorno, durante l’ora di lezione, a incontri che possono cambiare la vita. Come accede a volte con certi libri o certe opere d’arte, succede che a un certo punto, dal momento in cui avviene l’incontro, il mondo non è più come prima. I meccanismi psicologici e sociologici che sottendono questo piccolo miracolo li possiamo scoprire approfondendo i concetti contenuti in questo appassionato e appassionante saggio. Un libro che apre una breccia all’interno del sistema educativo italiano ma anche, in qualche modo, nella vita privata di un autore che sta conquistando un ruolo sempre più rilevante nell’ambiente accademico contemporaneo. Nell’ultima parte di questo agevole libro, Massimo Recalcati racconta infatti la sua esperienza di studente in ritardo con l’apprendimento, addirittura bocciato in seconda elementare. Una pagina autobiografica che si conclude con una lettera e una dichiarazione d’amore alla sua insegnante, Giulia, colei che ha saputo far sorgere nel suo animo un desiderio di sapere che non si è mai più spento.

Recensioni dei clienti

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    Patrizia

    12/07/2015 09.00.06

    Tra i migliori testi mai letti,con un finale "erotico"nell'esprimere un amore così pieno e puro.Ha scosso molto le mie convinzioni fino a farmi pensare di deviare la mia esistenza ad altri orizzonti! Quel che Giulia è stata per Recalcati, Recalcati lo è per me e lo è stato e per la seconda volta snoda la mia vita ad un bivio!

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    francesco v

    08/07/2015 11.18.12

    Tasto illuminante, la capacità di Recalcati di trattare temi complessi in maniera chiara ed esaustiva è sconcertante. Il capitolo dedicato alla sua insegnante è una delle più belle dediche d'amore mai lette. Insieme a Galimberti, un caposaldo della mia formazione personale

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    luciano

    21/02/2015 20.58.39

    Il libro è ricco di riflessioni, in gran parte condivisibili: "L'erotica dell'insegnamento si sostiene sull'amore per il sapere che è amore per una mancanza che ci attira e causa il desiderio di sapere. Questo significa che il sapere (...) è ciò che avvia una trasformazione del soggetto dalla quale scaturisce il desiderio di sapere come condizione di ogni possibile sapere.". Il libro non affronta la questione dell'ora di lezione in classi in cui molto spesso un terzo degli alunni è straniero e spessissimo non conosce la nostra lingua neppure al minimo livello. Tutto ciò crea "un muro linguistico" tra loro e l'insegnante e tra loro e gli altri alunni, per cui l'unica possibilità di comunicare è affidata a gesti, sorrisi, segni sulla lavagna, con il risultato che per questi alunni l'ora di lezione diventa un tormento, un isolamento, una frustrazione e poiché il linguaggio ha valore di liberazione, per questi alunni stranieri, l'ora di lezione diventa una prigione, un tempo di schiavitù. Come suscitare in loro il desiderio di sapere? In realtà in loro si suscita il desiderio di fuga e infatti quasi tutti abbandonano la scuola.

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    zia dahlia

    10/01/2015 14.31.19

    Nel desolante panorama della opinione negativa e fortemente critica sulla scuola italiana, il messaggio di Recalcati appare chiaro: la scuola può salvarti la vita, indirizzarti adeguatamente e diventare maestra di vita e di pensiero. Molto interessante e istruttivo.

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    Nicola

    19/12/2014 18.00.09

    Non mi ha entusiasmato ma probabilmente perchè non è il genere che preferisco

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    Duc

    13/11/2014 20.41.01

    Libro dal contenuto sicuramente interessante e condivisibile, ricco di spunti di riflessione, ma dalla prosa complicata, troppo ricca di rimandi ad altri testi, quasi uno sfoggio di frasi e sintassi per mostrare il proprio sapere. Praticamente illeggibile. Ma per illustrare il proprio pensiero non sarebbe meglio utilizzare un linguaggio "normale" che arrivi a tanti? E si che libri ne leggo tanti, saggi compresi ....

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    Rita

    04/11/2014 20.23.53

    Libro CONSIGLIATISSIMO, a tutti coloro che INSEGNANO, qualunque cosa a qualunque livello in qualunque contesto. Lettura vivamente consigliata a tutte le persone che sono a contatto con bambini, ragazzi e giovani con l'obiettivo di "educare" o comunque di trasmettere qualcosa che sia importante per il loro futuro. LEGGETELO, LEGGETELO e LEGGETELO!! Un punto di vista soggettivo, quello di un famoso psicoanalista italiano, e anche una testimonianza autobiografica che rappresenta perfettamente i problemi e le difficoltà che ci sono oggi nel nostro sistema di istruzione e nel rapporto che le famiglie hanno con esso. Un libro che parla di quei valori semplici in cui ancora alcuni di noi credono ma fanno fatica a vivere e soprattutto a condividere. UN LIBRO CHE SICURAMENTE E' RIUSCITO NEL SUO INTENTO: svegliare l'interesse, la voglia e la curiosità di essere autori, e non semplici attori, della propria vita.

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    Paolo Mazzocchini

    17/10/2014 22.42.10

    Quello di Massimo Recalcati è il primo libro di uno psicoanalista sulla scuola che leggo con stupefacente, totale e un po'malinconica condivisione. Perché Recalcati condisce sì esperienze sue personali e 'storiche' di studente prima e di insegnante poi in rigorosa (a tratti un po'indigesta) salsa lacaniana, ma il piatto che ci offre ha il sapore intenso di una realtà vissuta e ripensata autenticamente, non quello di una pietanza precotta secondo le supponenti ricette psicopedagogiche. Dice R. che alla vecchia scuola autoritaria ed edipica pre-sessantottina è subentrata da decenni la scuola edonistica e narcisistica della società di massa. Che l'atteggiamento comprensibilmente oppositivo e 'omicida' dei figli verso l'autoritarismo di padri e insegnanti si è rovinosamente rovesciato in una diseducativa e corruttrice alleanza fra genitori e figli contro i docenti. Che questi ultimi sono ormai relegati, senza più munizioni né armi, in una trincea bombardata e vilipesa da tutti e perciò praticamente, per effetto di questo discredito e di questo isolamento totale, impossibilitati a educare chicchessia. Che l'unica via d'uscita a questa agonia della scuola come agenzia educativa non può che essere la riscoperta e la rivalutazione di un insegnamento socratico, 'filo-sofico' nel senso strettamente etimologico del termine. Vale a dire che l'insegnante, per poter riacquisire dignità e autorevolezza, deve puntare su quella che R. chiama l'erotizzazione del sapere: non tanto - cioè - la trasmissione di nozioni morte e di risposte preconfezionate (da verificarsi con test e quiz stile Invalsi), quanto la stimolazione continua e spiazzante di dubbi e di domande, l'accensione del desiderio del sapere (il philosophein appunto dei Greci antichi) che sposta sempre più in là il confine della conoscenza. E se l'insegnante vuole davvero, dice R., trasfondere in altri questo desiderio bisogna soprattutto che lo avverta profondamente in sé. Concordo pienamente.

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    GLORIA

    17/10/2014 12.01.03

    Interessantissimo libro, consigliato anche ai genitori perché fa capire molti aspetti, a volte, non approfonditi sull'insegnamento e sulla situazione attuale della scuola. Recalcati ancora una volta ha saputo trasmettere al lettore una profonda "lezione" di riflessioni attraverso la scuola ma che continua per tutta la vita.

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    angelo

    14/10/2014 22.24.42

    Ingredienti: i complessi (di Edipo, di Narciso e di Telemaco) di un mondo scolastico in crisi e in trasformazione, un "homo eroticus" (insegnante) capace di portare il fuoco più che trasmettere nozioni, una vite storta (alunno) da coltivare e non raddrizzare, un'educazione-seduzione che spinge verso terreni sempre nuovi. Consigliato: agli insegnanti che trasmettono non il sapere ma l'amore per il sapere, agli alunni innamorati di vuoti da aprire più che da riempire.

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    Egome

    08/10/2014 15.01.10

    'Non scholae sed vitae discimus', dicevano i latini. Ma a cosa si riduce la vita senza la Scuola (si, con la 'S' maiuscola, intesa come trasmissione dell'erotica del sapere, non come arida dispensatrice di nozioni(pur necessarie) e di giudizi ? L' Insegnante (si, con la 'I'maiuscola) deve recuperare il suo ruolo di tramite irrinunciabile per spngere l'allievo al trasfert amoroso verso la conoscenza, linfa inesauribile del desiderio. La psicanalisi lacanina si attaglia perfettamente alla interpretazione dei problemi della nostra scuola e di chi in questo delicato momento culturale e sociale ci lavora. Famiglie e Scuola uniti per far recuperare ai nostri giovani la vera connotazione dell'eredità dei padri (troppo spesso 'evaporati'), incentrata sulla trasmissione del Desiderio, unico antidoto all'edonismo consumistico e fuorviante della società contemporanea. Ottimo come al solito Recalcati, a tratti però con un linguaggio un po' troppo da addetti ai lavori.

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