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Alan J. Taylor

Traduttore: L. Bianciardi
Editore: Laterza
Edizione: 4
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 376 p. , Brossura
  • EAN: 9788842048558

Recensioni dei clienti

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    OPLITA480

    14/02/2012 21.42.19

    Scritto con piglio tutt' altro che storico, Taylor introduce il lettore, fra stillazioni storiche che via via assumono tono et sapore tipici di un piatto culinario (eventi, episodi elencati, o peggio, ripetuti alla stregua di ingredienti per la maggiore sconnessi fra loro, sciorinate da homosapiens cullati da chiacchiere da cortile), in un "mondo asettico": dove sono le risposte su cui fa perno il titolo del libro Ed ancora, si è stanchi nel leggere commenti storici negativi (sic!) sull' Italia di mezzo, fra il pre et il postfascismo. Una nota positiva: Francia e Gran Bretagna rimangono (forse involontariamente) triturati da un' argomentazione lesinata. L. A.

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    niccolo'

    11/10/2009 18.13.25

    Da uno dei più grandi storici inglesi un grande affresco sulle cause e sulle politiche adottate dalle varie nazioni nella II guerra mondiale. Il libro è molto piacevole e scritto in maniera avvincente,sicuramente da consigliare. Molto convincenti le tesi esposte e abbastanza "semplici" e "normali", inoltre il libro non è pervaso da tantissime fonti bibliografiche ma giusto quelle che occorrono.Se vi piace Barbero e Fest Alan John Percival Taylor vi soddisferà.

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    Lucky

    23/05/2006 15.13.03

    Un grande classico che ha mostrato in tempi assolutamente non sospetti come dietro alla tragedia del reich ci fossero pesanti responsabilità delle grandi potenze dell'epoca, nello stesso modo in cui ce ne sono oggi da parte dei paesi "occidentali" dietro al terrorismo internazionale. Studiato grazie al mio prof. di storia dell'università, lo consiglio a tutti coloro che vogliono una lettura approfondita e "ben fatta" anche se non leggerissima. Illuminante anche per capire con oggettiva lucidità la figura di Hitler e soprattutto quanto essa risulti attuale, se non per la folle disinvoltura con cui gestì la Germania, per lo meno per il modo di considerare e ovviamente trattare altri paesi considerati inferiori.

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