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Georges Simenon

Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 166 p. , Brossura
  • EAN: 9788845924941
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Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    02/10/2015 16.34.05

    Questo romanzo fu scritto da Simenon nel periodo in cui visse negli Stati Uniti e infatti nel libro Everton è una cittadina Dell'Arkansas, una delle tante che si trovano in quel grande paese e che finiscono con l'assomigliarsi tutte, con case non ricche, ma dignitose, il cinema in centro, l'immancabile campo da baseball in periferia. Sono realtà urbane così diverse da quelle rurali della Francia di cui l'autore ci ha fornito tanti ritratti talmente veritieri da essere palpabili, ma non c'è invece grande differenza per gli abitanti, magari più ristretti nelle loro case degli europei, con una mentalità meno radicata, trattandosi di una nazione ancora giovane, ma con lo stesso grigiore quotidiano. In questo tempo ripetitivo vive il protagonista, rimasto solo con il figlio figlio da quando questi aveva sei mesi a seguito dell'abbandono della moglie. Casa e lavoro, lavoro e casa tutti i giorni e ogni tanto una capatina per una partita da un amico, che vive solo e di cui sa ben poco. È l'unica fuga da una realtà in fondo monotona, a parte l'amore quasi ossessivo per quell'unico figlio che ogni tanto esce la sera, ma poi ritorna da quel genitore che l'attende in ansia. Un giorno però, anzi una sera, non fa ritorno e non intendo aggiungere altro della vicenda per non togliere il piacere a chi lo leggerà. Galloway, così si chiama il protagonista, vivrà un'ossessiva stagione nel tentativo di tenere unito ciò che si è spezzato e di capire il perché di un gesto. Il solito capolavoro di Simenon? Certamente, anche quando gioca fuori casa.

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    dublino80

    26/07/2015 00.04.50

    Bello davvero. Costruito benissimo, la storia di un mite orologiaio nella provincia usa, la vita che scorre tranquilla nonostante le delusioni. e poi il dramma il figlio introverso ma buono che si scopre uno spietato serial killer, il suo tentativo di comunicare con lui. I media che lucrano sulla sua tragedia, gli abitanti che lo guardano con sospetto, l'avvocato e la sua profonda solitudine e infine un tentativo per razionalizzare il tutto, per trovare una continuità nella propria famiglia. davvero ottimo libro. sembra una storia di oggi. da leggere.

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    claudio

    22/03/2015 08.23.41

    Ennesimo colpo di Simenon che aggiunge alla sua lunga lista di personaggi Dave Galloway. Questi è orologiaio in un piccolo paese nelle vicinanze di New York, ha un figlio di 16 anni Ben, che pensa di conoscere e un amico con cui il sabato sera gioca a carte. La moglie lo ha lasciato senza spiegazioni quando il figlio aveva sei mesi. E ora scompare anche il figlio, assieme ad una ragazzina della stessa età. Nella fuga commettono vari reati, fra cui un omicidio. Arrestati, Dave pensa di poter parlare con il figlio per spiegarsi, ma questi rifiuta. Praticamente è un figlio completamente sconosciuto.

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    Leonardo Banfi

    01/06/2014 10.18.25

    Un noir classico alla Simenon, impeccabile nel linguaggio e nella costruzione. I personaggi sono veri, carico di emozioni, ribellione, da leggere anche se non il migliore dell'Autore del Noir.

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    Leonardo Banfi

    01/06/2014 10.17.36

    Un noir classico alla Simenon, impeccabile nel linguaggio e nella costruzione. I personaggi sono veri, carico di emozioni, ribellione, da leggere anche se non il migliore dell'Autore del Noir.

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    Francesco

    29/07/2013 13.11.24

    Quali sono le parole giuste per fare riferimento a un capolavoro? Per descrivere l'incanto?

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    Valentina

    21/05/2013 12.21.09

    Sono un'appassionata di Simenon, e ho letto molti dei suoi libri, ma questo mi ha colpito davvero in particolar modo per la fluidità della scrittura, l'ho letto in un pomeriggio, e per l'attualità dei fatti, essendo stato scritto nel 1954. Esprime in modo chiaro e forte le sensazioni e i sentimenti del personaggio, che un po' ti restano dentro. Lo consiglio davvero a tutti!!!

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    Giacomo

    02/03/2013 17.46.57

    A me è piaciuto molto, un pò come tutti quelli di Simenon... consigliato.

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    Simone

    04/07/2011 17.27.17

    Il più bel Simenon "americano" letto fino ad oggi. Un capolavoro di finezza psicologica e tensione che tiene incollato il lettore fino all'ultima pagina. Il fatto di essere diventato padre da poco ha dato alla mia lettura un senso più profondo. Non è facile per un genitore rispondere alla domanda: quanto conosci veramente tuo figlio? Il libro ruota tutto intorno a questo interrogativo e al fatto che insieme al dna un padre trasmetta ai suoi figli anche l'impronta psicologica, i valori e, spesso, purtroppo, gli errori commessi nella propria vita. Commovente.

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    Massimo F.

    19/11/2010 19.00.23

    Ottimo. Profondo, pacato, ma teso e mai noioso. Un tema molto delicato su quanto e come i genitori conoscono realmente i figli. Argomento simile a quello trattato da un recente, quanto sopravvalutato romanzo ('La cena' dell'olandese Koch): ma Simenon è di un altro pianeta, decisamente.

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    STEFANO

    22/09/2008 01.46.26

    Davvero un bel libro. La storia di un padre che per la prima volta si accorge di un figlio diverso da come lo aveva sempre visto,e nonostante siano sconvolgenti i fatti di cui si macchia,lo cerca perchè vuole capire. STUPENDO ANCHE NEL FINALE

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    Poddompsas

    21/04/2008 12.19.40

    Diffidate di chi, anche qui purtroppo, posta commenti tipo "superficiale, poco profondo, scivola via....": i grandi romanzi - come questo è - non analizzano, non scavano, non spiegano. Ti accompagnano sulla soglia e sei tu a dover entrare, capire, arrivare. Se non ci arrivi il problema sei tu.

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    Barbara

    15/01/2008 10.33.55

    E' un libro assolutamente noioso: i banali temi sono affrontati in maniera lenta e alquanto superficiale. E' un libro che non ti lascia niente dopo la lettura e mentre lo leggi ti senti soffocato dalla noia... speri sempre che qualcosa di interessante succeda, ma non succede mai. Ne sconsiglio la lettura.

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    Luciano

    17/12/2007 15.42.52

    E' un libro che si legge di un fiato, scritto, come tutti quelli di Simenon, in modo mirabile. La tematica del rapporto padre-figlio è un po' datata, mentre rimane attualissima quella tra tragedia e massmedia, dove nonostante il tempo nulla sembra cambiato. Ma dove l'analisi è appassionante è nel rapporto con gli altri, dove spesso quello che pensiamo di credere non risponde a verità, e la sorpresa è sempre in agguato, sia essa nel rapporto padre-figlio, sia nel rapporto di amicizia.

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    clod

    29/07/2007 13.30.39

    Leggetelo e leggete tutti i suoi libri...sono fantastici e scorrevolissimi.....in vacanza l'ideale...

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    mila

    25/05/2007 14.37.03

    Un buon libro, in cui filo conduttore di tutta la storia è il rapporto padre-figlio visto però solo dalla parte del padre, leggiamo dei suoi pensieri, affetti, delusioni, interrogativi. Non si conoscono i perché del figlio, le ragioni per cui improvvisamente si allontana da quello che il padre pensava il suo mondo e vuole distruggere se stesso. Simenon riesce come al solito a penetrare nell’animo umano e a farci riflettere sui nostri sentimenti e legami. Spesso pensiamo, crediamo di conoscere chi ci circonda, abbiamo fiducia ma la delusione e l’imprevedibile possono arrivare inaspettati.

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    Anthonyt

    10/03/2006 02.27.53

    Un libro con un racconto (magistrale Simenon nelle descrizioni di personaggi e ambientazioni) e una storia bellissimi.

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    Giulia Falavigna

    18/02/2006 14.47.24

    si legge molto velocemente ed è leggero.. mi aspettavo un finale diverso.. comunque è un libro carino, il primo che leggo di simenon..

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    CLAUDIA

    31/01/2006 16.48.12

    Per gli appassionati di Simenon non sarà certo il libro migliore; ma le sue descrizioni dei luoghi, pensieri, stati d'animo...riescono sempre a trasportarti in un' altra realtà.

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    Caudio

    17/01/2006 09.51.49

    Un libro interessante, che fa riflettere sul rapporto padre-figlio, sui silenzi, sulle parole non dette o non sentite. Da leggere tutto d'un fiato, non per trovare delle risposte, ma per capire quanto abissale possa essere la distanza tra un padre e un figlio.

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