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Osservazioni sulla tortura - Pietro Verri - ebook

Osservazioni sulla tortura

Pietro Verri

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Editore: epf
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Dimensioni: 182,25 KB
  • EAN: 9780244420673

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Pietro Verri con le Osservazioni sulla tortura esprime la sua contrarietà all'uso della tortura, definendo ingiusto e antistorico un modello così efferato di giurisprudenza e auspicando l'abolizione di questi metodi. Verri cominciò la stesura dell'opuscolo già nel 1760, ma non lo pubblicò per non inimicarsi, con le pesanti critiche alla magistratura in esso contenute, il senato di Milano (tribunale) presso cui si stava decidendo dell'eredità del padre.
La grande opera del collega Beccaria Dei delitti e delle pene, terminata nel 1764, prende in gran parte le mosse proprio dalle bozze delle Osservazioni sulla tortura, oltre che dagli articoli de Il Caffè. Sarà proprio a causa di questo furto di idee che i due scrittori e amici arriveranno al più acceso scontro.
Nella versione definitiva e aggiornata delle Osservazioni (1777), che sono in conclusione un invito ai magistrati a seguire le idee illuministe invece di irrigidirsi sulle posizioni conservatrici, la dialettica di Verri è cruda e basilare: la tortura è una crudeltà, perché se la vittima è innocente, subisce sofferenze non necessarie, mentre se colpisce un colpevole presumibile rischia di martoriare il corpo di un possibile innocente. Inoltre gli accusati rinunciano nella tortura alla loro difesa naturale istintiva, e ciò viola la legge di natura.
Verri apre la sua opera con la ricostruzione del processo agli "untori" del 1630, presentandolo sia come documento dell'ignoranza di un secolo non guidato dai "Lumi", sia come emblema del modo in cui leggi sbagliate portano a evidenti ingiustizie. Questa ricostruzione fornirà la base[8] per la Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni, che però la presenterà come testimonianza di ciò che accade quando uomini ingiusti detengono un grande potere, come all'epoca era quello del senato milanese. L'opera di Verri non arriverà mai ad avere il successo che invece ebbe Dei delitti e delle pene, vuoi perché la maggior parte delle osservazioni in essa sviluppate erano già contenute nell'opera di Beccaria, vuoi per via dello stile di Verri, dotto e di difficile comprensione, che rendeva di per sé ardua la diffusione del testo, che pure conteneva molti ulteriori spunti rispetto all'opera del collega.
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  • Pietro Verri Cover

    (Milano 1728-97) scrittore, filosofo ed economista italiano. Di nobile famiglia, fu, con il più giovane fratello Alessandro, al centro di quel gruppo di illuministi lombardi che fondarono la Società dei Pugni e la rivista «Il Caffè». Trasse gli elementi fondamentali del suo pensiero filosofico dal sensismo e dall’utilitarismo di Helvétius e di Condillac, studiando il piacere e il dolore come momenti di ogni azione umana (Meditazioni sulla felicità, 1763; Discorso sull’indole del piacere e del dolore, 1773). Si mantenne nell’ambito del sensismo anche in estetica, indicando nei nuclei di sensazioni ed emozioni presenti nell’opera la possibilità di una partecipazione del lettore e quindi il grado di utilità e valore dell’opera stessa. Studioso di problemi economici (fu consigliere del governo... Approfondisci
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