Traduttore: L. Basiglini
Editore: Corbaccio
Anno edizione: 2014
Pagine: 288 p., Rilegato
  • EAN: 9788863805284
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    Ely

    03/11/2014 00:25:46

    Ammetto di avere deciso di leggere questo libro incuriosita dalla critica che ne parlava in modo positivo. Devo dire che la storia è ben scritta e molto carina, ma... mi ha lasciato un poco perplessa. La protagonista è Juli, una ragazza "normale" (attenzione alla parola normale perchè verrà ripetuta spesso nel libro) che un giorno torna a casa e scopre che la madre è sparita. Il padre e la polizia non sembrano molto preoccupati per l'accaduto, e così Juli decide di indagare da sola. Nella storia le persone vengono suddivise in "normali" e gli altri, come i Freak e le Fate. I nomali sono quelli che detengono in controllo di tutta la civiltà, quelli che si ritengono essere gli unici degli di vivere nel mondo moderno e secondo cui solo grazie a loro va avanti la civiltà. La famiglia di Juli fa parte dei "normali", ma forse non troppo. Brevemente i Freak sono considerati la feccia della cività, al pari delle Fate, che non hanno nessun diritto sul mondo attuale. Sinceramente, già da questa suddivisione avrei volentieri chiuso il libro, perchè già nella realtà ci sono troppe "distinzioni" tra noi esseri umani, e trovarne una versione così calcata anche in un libro mi dava un poco fastidio. Comunque ho continuato la lettura per capire dove la critica trovava il libro così bello. A scuola Juli inconta Ksu, una ragazza particolarissima che in teoria fa parte del mondo dei Freak, ma con una visione tutta sua del mondo, e ammetto che mi piace fin dal primo momento che leggo di lei. Juli e Ksu violano tutte le regole della socieà e diventano grandi amiche, e Ksu risulta essere un'amica preziosa perchè è l'unica che aiuta Juli a cercare di capire che fine ha fatto sua madre. Si scoprirà che la madre di Juli è una Fata, ecco perchè nessuno muove un dito per la sua scompasa, per il mondo "normale" lei è nulla...

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    Rory

    24/06/2014 21:09:57

    L'aspetto che più ho apprezzato è stata la capacità dell'autrice di far immaginare, nei primi capitoli, che la storia si svolgesse esattamente nel nostro mondo, mentre, a poco a poco, sono venute fuori le caratteristiche di una società rigidamente divisa tra Normali e Freak. I colpi di scena sono veramente pochi e il risultato è un filino al di sotto della Trilogia delle gemme della Gier. Tuttavia si tratta di una lettura piacevole e rilassante, senza troppe pretese.

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    Clara Parravicini

    16/06/2014 10:46:20

    Spesso nei libri di fantapolitica, che parlano di un futuro prossimo retto da un governo dispotico e totalitario, si usano nomi, avvenimenti e vicende di pura fantasia ma che ricordano da vicino fatti che si riferiscono alle pagine più oscure della nostra storia. Outcast di Alina Bronsky non fa eccezione. Nell'era della Normalità descritta dall'autrice, vivono tre classi ben distinte: i Normali che governano e guidano il mondo, i Freak discriminati e ai margini della società e le Fate, creature che hanno davvero i poteri e le capacità magiche attribuite loro nei racconti fantastici, ma nell'era della Normalità sono odiate dai Normali che hanno azzerato i loro diritti, ghettizzandole, al contrario dei Freak che praticamente le idolatrano e cercano di combattere per i loro diritti. Le fate però, nonostante le loro magiche qualità, restano per natura indifferenti e subiscono l'odio dei Normali, che spesso sfocia nella deportazione in veri e propri campi di concentramento. E' proprio quando la madre della protagonista sparisce nel nulla e la polizia non fa niente per ritrovarla che Juli capisce che sua madre era una Fata, che lei e i suoi fratellini sono figli di fata e potenziali fate a loro volta. Data l'indifferenza della polizia, Juli grazie all'aiuto della sua nuova compagna di classe Freak, Ksu e al fratello di lei, si mette sulle tracce di Laura, la madre scomparsa e sulle verità nascoste dietro alle belle facciate dell'era della Normalità. Consigliato.

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    Sofia

    14/05/2014 14:54:53

    Lettura abbastanza leggera, scorrevole, anche se un po' confusionaria. Ho fatto fatica a finirlo, e sono stata tentata di abbandonarlo. Un finale buono, mi ha stupita perchè non me l'aspettavo. Mi ha piacevolmente sorpresa, almeno quello. Sicuramente non leggerò il seguito.

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    LadyAileen

    28/04/2014 01:20:48

    Outcast è il primo volume di una nuova trilogia per adolescenti che mescola elementi distopici e fantastici. Storie sentimentali, in questo volume, non se ne fanno cenno anche se un personaggio maschile fa capolino nella vita della nostra protagonista. I volumi sono strettamente collegati pertanto è d'obbligo la lettura di tutti i volumi se volete sapere come andrà a finire la storia. La caratterizzazione di Juliane è interessante e complessa. Per gran parte del romanzo assistiamo al suo conflitto interiore: da un lato si aggrappa a quello che le è stato insegnato sin da piccola (il fatto di essere una Normale quindi una ragazza modello, ubbidiente, accondiscendente, omologata e noiosa) mentre dall'altro emergono lati del suo carattere che non avrebbe mai immaginato di possedere. Ammetto però che in alcuni atteggiamenti non mi è risultata molto simpatica (Un po' dispettosa e viziata). Le vicende sono narrate solo attraverso il punto di vista di Juli (in prima persona), siamo in un'epoca chiamata Era della Normalità e la società è divisa in Normali (rigide regole, ordinati, niente tatuaggi e governano la città), Freak (l'opposto dei Normali) e infine le.... (non vi dico di che creatura si tratta ma sappiate che sono l'elemento fantastico della trilogia). Queste creature sono presentate in maniera ancora poco approfondita per cui bisognerà aspettare i prossimi volumi per conoscerle meglio. La singolarità di questa storia è che all'inizio sembra una società apparentemente come quella in cui viviamo oggi, solo procedendo con la lettura si scopre un mondo diverso. Però nonostante tutto non è poi così estraneo. Comunque dietro questa storia di pura fantasia, l'autrice non esita a trattare temi importanti quali l'accettazione delle diversità o l'emarginazione. Lo stile è scorrevole, semplice, leggero e si legge davvero in breve tempo anche se in questo primo volume la trama non presenta grandi rivelazioni salvo nel finale.

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