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Paolo Cioni

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 199 p. , Brossura
  • EAN: 9788807840678
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Recensioni dei clienti

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    Lily

    16/01/2008 11.47.23

    Questo romanzo è stato davvero una piacevole sorpresa. Non sapevo che Paolo Cioni che conoscevo come editore di libri che mi piacciono fosse anche autore. La trama ti travolge e continui a girare le pagine perché vuoi sapere come va a finire, dove arriverà il protagonista... Il suo è un percorso inevitabile, un fare i conti con chi è veramente. Peccato per la copertina che non invoglia il lettore. D'accordo non è così importante, ma dà un'idea sbagliata di quello che si va a leggere.

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    Nicoletta

    02/10/2007 12.56.50

    Ma Stefano che libro hai letto? La trama non è per niente inesistente: il romanzo ha almeno due livelli, cioè quello della narrazione degli eventi che è un viaggio ben preciso da un punto a un altro punto geografico e quello più interiore delineato attraverso i flashback che riportano il protagonista a riconsiderare i rapporti passati con la famiglia e le sue intenzioni sul futuro. E' un moderno romanzo di formazione scritto con uno stile sobrio ma evocativo. Lo consiglierei a chi preferisce la letteratura straniera a quella italiana. I personaggi sono eccezionali: non solo quello del narratore e quello travolgente di Zas, ma anche i personaggi in secondo piano. Le recensioni qui sotto sono le più disparate: è segno che è un romanzo che divide.

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    Stefano

    26/09/2007 19.32.48

    Bruttino, personaggi banali, situazioni banali, trama inesistente, scrittura scarsa. Delusione totale... e pensare che conosco l'autore che stimo come persona in gamba !!!

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    Fiamma

    24/11/2006 21.02.02

    Lo sto leggendo per adesso, sono quasi alla metà, e a esser sincera non mi sta piacendo per niente. Lo trovo banalissimo, sia come contenuto, sia nel linguaggio e sia nella storia, per niente originale. Trovo che ci siano troppi argomenti di sesso, e le solite avventure di ragazzi, attratti dal sesso e dalle solite cose spericolate. Trovo sia un libro inutile, sinceramente...

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    Rocco Campagna

    19/10/2006 20.15.51

    Secondo me gli scrittori si possono grossomodo classificare in due categorie: quelli che narrano una storia e quelli che invece una storia la interpretano. Narrare una storia è probabilmente gesto difficile ma secondo me disciplinabile attraverso l'acquisizione di tecniche che, beninteso, senza talento non andrebbero comunque da nessuna parte. Fin qui è un livello. Quando si incontra invece uno scrittore -come Paolo Cioni- che interpreta una storia si passa a mio modesto parere ad un livello superiore, poiché per interpretare una storia c'è bisogno di un quid personalissimo e unico che marca nel panorama letterario coevo la cifra dell'autore, il suo stigma. In "Ovunque e al mio fianco" c'è l'on-the-road, ci sono sapienti crossover tematici (musica e cinema western in controluce), profonde venature noir (ne vedrei anche una bella trasposizione cinematografica). Ma tutto questo si innesta su un tessuto esistenziale e tematico (il lettore lo scopre strada facendo seguendo le tracce disperse magistralmente) che fa la differenza e proietta il plot nei ricordi che rimangono... sì perché le storie narrate solitamente mi rimangono impresse poco nella memoria (se non prendo appunti poi dimentico), mentre quelle interpretate vanno dove devono andare. Senza bisogno di carta e penna.

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    marcello

    10/10/2006 14.29.26

    bello. accidenti se è bello. non solo la storia, ma anche la scrittura è notevole. i concetti ti entrano nella mente come una "revolverata".

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    ant

    22/09/2006 16.09.31

    Il tema è stato già ampiamente sviluppato(sulla strada di Kerouac), qui invece di essere in America siamo in Spagna con personaggi che incuriosiscono poco

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    Donatello

    27/07/2006 20.19.55

    Tutti pur muovendosi fisicamente sono immobili. Senza alcuna introspezione, i protagonisti del viaggio diventano solo comparse e lo stesso diventa solo spostamento...tutto vero, ma questo, a mio avviso, serve a rendere evedente una morale, un messaggio che non si vuole rendere troppo criptico... o quantomeno l'Autore conosce Sant'Agostino: «E vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, ed i grandi flutti del mare, ed il lungo corso dei fiumi, e l'immensità dell'Oceano, ed il volgere degli astri... e si dimenticano di se medesimi». Forse non importa capire cosa muove il/i protagonista/i, infondo ci si sposta sempre e solo per la ricerca del nuovo (o per fuggire il vecchio). Benedetto (il nome non è un caso) il viaggio-pellegrinaggio lo compie e lo compie capendo quando interrompere il viaggio e tornare a casa. Santiago di Compostela come Delfi ed il take-home message è lo stesso: CONOSCI TE STESSO. Viaggiare "dentro" per la conoscenza di se è il vero pellegrinaggio.

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    pierfrancesco

    29/06/2006 15.17.14

    Travolgente. Vorresti non finisse mai.

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    francy

    29/06/2006 09.57.13

    ... grossa delusione! dopo aver letto tante belle recensioni mi aspettavo molto di più! Trama nulla, personaggi abbozzati, nell'insieme banale e a tratti noioso, non mi ha per niente coinvolta.

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    Louis

    23/06/2006 16.58.23

    Intenso, profondo e nel contempo divertente. Sicuramente un romanzo da non perdere. Complimenti!

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    Stefano

    20/04/2006 16.58.15

    Bello e fresco! Divertente e intelligente! Mi è piaciuto.

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    Nat

    14/04/2006 12.33.04

    Comincia benissimo, si legge d'un fiato e poi ritorna ad ondate. Travolgente.

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