Categorie

Mario Soldati

Curatore: S. S. Nigro
Collana: La memoria
Anno edizione: 2006
Pagine: 84 p. , Brossura
  • EAN: 9788838920950
Il modello dichiarato per la falsa conversione del romanzo di Soldati è il ser Cepparello della prima novella del Decameron che in punto di morte compone il suo capolavoro d'ipocrisia con una confessione in cui i propri vizi si rovesciano in virtù e azioni devote alla presenza di un frate messo in confusione da una così perfetta santità. Ciò che noi sappiamo bene leggendo Boccaccio cioè che la confessione de Cepparello è falsa e quindi va a costruire e a precisare in una tensione eroica alla coerenza da parte del personaggio la sua immagine negativa ci viene svelato nel racconto di Soldati dalla scoperta di una coppia di gemelli d'oro che il protagonista in visita a Pellizzari riconosce come suoi. Sui gemelli Antonio Pellizzari riesce a mentire dopo essersi lasciato andare al pianto disperato di chi vuole convincere sulla verità della propria conversione. Il commento di Soldati è netto in questo senso: "La contraddizione doveva essere come tutte le contraddizioni dell'animo soltanto apparente". Dopo alcuni tentativi del protagonista per tenere insieme tutte le verità l'ambivalenza sottesa alla struttura della novella di Boccaccio in virtù della quale il culto di san Ciappelletto può produrre miracoli per effetto del disegno provvidenziale di Dio permane anche nel racconto di Soldati suffragando la tesi dei critici che hanno individuato nella sua opera una forte impronta moralistica e i segni dell'educazione gesuitica "vissuta ripudiata ironicamente (affettuosamente) rivisitata" come sosteneva Lalla Romano.
Il protagonista del racconto va a visitare l'amico con l'intenzione di svergognarlo di fargli gettare la maschera ma poi di fronte all'immagine presumibilmente e anzi sicuramente falsa ma tuttavia reale concreta di Pellizzari circondato dai suoi bambini e dalle suore rinuncia al suo progetto. Tentato dal rigore giansenista il narratore vorrebbe poter pretendere come Pascal che la confessione fosse l'occasione di un sincero esame di coscienza. E che la nuova vita di Pellizzari potesse considerarsi come il segno coerente di una totale conversione. Dubita però proprio alla fine della spietatezza del proprio sguardo e soprattutto ne vede tutta l'inutilità: "Perché distruggere nello scandalo tutto il bene che egli già stava facendo" si chiede confuso. L'intransigenza viene deposta l'onesto viene sacrificato all'utile. Rimane nell'ombra il motivo di questa scelta: possiamo solo immaginare che Soldati voglia indicare una colpevole condivisione una solidarietà con il peccatore. O tema il lato narcisistico (parallelo a quello della confessione) dello smascheramento pubblico dello scandalo. Forse anche per lui vale infine un criterio estetico secondo il pensiero espresso da La Rochefoucauld in una delle sue massime: "Ci sono delle falsità camuffate che recitano così bene la parte della verità che sarebbe malpensante non lasciarsene ingannare".
Monica Bardi