Categorie

David Meghnagi

Editore: Marsilio
Collana: Biblioteca
Edizione: 3
Anno edizione: 2004
Pagine: 227 p. , Brossura
  • EAN: 9788831766265

scheda di Bion, P., L'Indice 1992, n. 9
(scheda pubblicata per l'edizione del 1992)

Questo breve saggio di David Meghnagi, psicoanalista e studioso dell'ebraismo, colloca il pensiero di Freud fermamente all'interno della tradizione culturale ebraica, operazione di interpretazione e ricostruzione che forse non sarebbe piaciuta molto allo stesso Freud, il quale, come illustra Meghnagi con dovizia di particolari, cercava di non mettere in risalto, presso il pubblico generale, le proprie radici, pur svolgendo un ruolo attivo all'interno della comunità ebraica. Freud fece questa scelta per evitare che la psicoanalisi venisse considerata "una scienza ebraica" anziché una parte della scienza universale, temendo che potesse venire rifiutata a causa del crescente antisemitismo dell'epoca. Come Meghnagi chiarisce, con un'eccezionale documentazione che sostiene ogni sua affermazione, Freud era un ebreo laico, ateo, eppure non ha affatto rotto con le proprie tradizioni culturali, sapendo invece rinnovarle tramite il "semplice" atto, che soltanto un genio poteva osare compiere, di sostituire un gruppo di testi sacri con un altro; non più il Torah, ma il sogno doveva essere l'oggetto dell'interpretazione, che si avvale sostanzialmente delle stesse tecniche di decifrazione del Midrash Haggadah. La versione della conferenza di Freud che chiude questo snello ma importante volume, data originalmente al B'nai B'rith, e quindi a un uditorio "amico", esprime più apertamente quegli aspetti ebraici del suo pensiero che solitamente era portato a celare.