Padre mio - Alda Merini - copertina

Padre mio

Alda Merini

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Editore: Frassinelli
Collana: Poesie
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 29 settembre 2009
Pagine: 105 p., Rilegato
  • EAN: 9788888320298
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Gaia la libraia

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Terribile e dolcissimo, enigmatico e sapiente: chi viene evocato in questo libro è il grande esiliato della coscienza contemporanea, il padre. In tutti i sensi in cui si voglia intendere questa figura così inattuale: il Dio Padre religioso, punto di riferimento di chiunque cerchi con ostinazione e umiltà il senso della propria vita; oppure il padre spirituale, àncora di conforto, confidenza, consiglio, quello che per Alda Merini fu la figura straordinaria di David Maria Turoldo, "un prete che diradava le tenebre, che accarezzava quelle carni rese putride dalla distanza, un prete che era la memoria". Il padre rappresenta simbolicamente l'origine e, nello stesso tempo, il Nulla cui tutto tende. Lo cerchiamo senza saperlo, come ciechi o sonnambuli, a volte ce ne separiamo con rabbia e superbia, o lo dimentichiamo con insipiente vanità. Ma lui non ci lascia mai, e a noi non è concesso di lasciarlo, sembrano suggerirci questi versi, a tratti visionari e dolenti, ancora una volta di grande potenza espressiva. Rovesciando i termini del rapporto filiale, la poetessa si chiede infatti: "Ma non è l'uomo che sostiene Dio e, come un eterno Anchise, se lo porta sulle spalle e gli fa attraversare quel fondo di infinita solitudine che è la vita?" Quasi un destino che è impossibile sfuggire o esorcizzare. Un libro toccante che non consola né rassicura, ma interroga con muta insistenza le nostre coscienze di uomini moderni che credono di non avere più bisogno né di santità né, tantomeno, di un padre.
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  • Alda Merini Cover

    Poetessa italiana. Ha esordito nel 1953 con La presenza di Orfeo seguito da Paura di Dio (1955), Nozze romane (1955), Tu sei Pietro (1961). Dopo un ventennio di silenzio segnato da una dolorosa malattia e dall’esperienza dell’ospedale psichiatrico, è tornata alla scrittura con L’altra verità. Diario di una diversa (1986), racconto in prosa dell’esperienza manicomiale. Con La terra santa (1984) il vissuto tragico si riversa nella poesia, evocando una realtà deformata dentro cui si muove una sensibilità acuta e sofferta. La produzione successiva s’impone per la sua densità visionaria e per la sensualità impetuosa, che raggiunge un’intensità quasi mistica (Testamento, 1988; Vuoto d’amore 1991; Ballate non... Approfondisci
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