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Padre Pio. Miracoli e politica nell'Italia del Novecento

Sergio Luzzatto

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: VIII-419 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788806196639
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Recensioni dei clienti

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    Tiktaalik

    02/11/2016 12.13.42

    È un testo impegnativo e documentato. L'autore chiarisce subito che né i credenti né gli scettici troveranno nel libro risposte, egli si ispira ai medievisti, agnostici per professione, e si sforza, e sottolineo si sforza, di rimanere imparziale fino alla conclusione. Per mia convinzione, la costruzione di una psiche abnorme del frate si rivela fin dalla giovinezza, quando lui si identificava in Gemma Galgani, della quale addirittura copiava passaggi epistolari. Ben inquadrato il fenomeno padre Pio nel suo contesto storico, quando il primo conflitto mondiale e la successiva epidemia di influenza spagnola aumentarono il bisogno degli uomini del sacro. Luzzatto invita a diffidare dei cliché, io dico che la mente umana ha bisogno anche di semplificare ma una cosa è la sintesi improntata a cultura e razionalità, una cosa è la sintesi basata su ignoranza, che ispira un... rosario di frasi fatte, una su tutte :la scienza non può spiegare ogni cosa. Tragicomico il nostro destino di umani, fa piangere e fa sorridere.

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    Lorso57

    03/11/2013 20.29.57

    Testo complesso che richiede notevole impegno ma ripaga appieno il lettore paziente. La figura a tratti contraddittoria di Padre Pio narrata e inserita in 60 anni di storia italiana, fra i giochi della politica, le manovre del Vaticano e l'entusiasmo incontenibile dei fedelissimi di Padre Pio che spesso sconfinava nella superstizione. E' un mondo pieno di chiaroscuri quello che ci presenta lo storico Luzzatto, un'Italia con luci e ombre, piena di furbi, di approfittatori ma anche di persone vere, credibili e in perfetta buona fede. Senza entrare nel merito del giudizio personale sulla figura di Padre Pio ho molto apprezzato il suo metodo e la sua narrazione che secondo me, lodevolmente, non prendono posizione ma si limitano a raccontare i fatti a favore e contro lasciando che il lettore si formi correttamente una propria opinione. Didattico.

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    Emanuele

    22/12/2009 19.24.05

    Questo, piu che un libro è un trattato storico,ben fatto, ma questo per me non basta; ci sono punti di vista dell autore che non condivido per nulla....mi sembra che tenda a discredidare il grandissimo Santo che è Padre Pio.... voto:4/10

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    Mauro78

    23/10/2009 09.25.07

    Libro accattivante e interessantissimo sull'Italia che girava intorno al frate di Pietrelcina. Gli scontri, i faccendieri e l'Italia di quegli anni è descritta con precisione. E' infatti più che altro una descrizione dell'ambiente che ruotava intorno a Padre Pio, piuttosto che una biografia del frate stesso. Ed è forse questo il suo unico difetto: non descrivere a fondo la personalità, le gesta (terrene) di Padre Pio, come ci si aspetterebbe da una biografia. Comunque, da leggere.

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    claudio

    01/09/2009 16.11.03

    Corposa biografia del famoso frate con le stimmate, frutto di anni di ricerca dello storico Luzzatto. Questi non prende posizione sulla verità o falsità delle famose stimmate: lo storico si limita a cercare i documenti, non a dare giudizi. Questi rimangono a disposizione di chi legge: e in questo caso a me i dubbi restano ancora. A lato di Padre Pio scorre poi l’intera stria nazionale dalla fine della Grande Guerra alla fine degli anni ’60. Interessantissimo.

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    Paolo Agresti

    15/06/2009 11.09.44

    Il primo capitolo miete vittime sul campo, con la sua erudizione. Resisto a fatica,non so se riuscirò a completare la lettura. Poi il libro spicca il volo,anche grazie ad un accurato lavoro di revisione bibliografica. Esordisce in modo inquisitorio ma subito dopo si immerge nel "mare magnum" del consenso, che l'autore sembra biasimare. Comunque da leggere: per l'attualizzazione storica e per la piacevole descrizione della varia umanità che circonda padre Pio.

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    Letizia

    10/12/2008 15.10.29

    Libro storico impeccabile che non indulge a prese di posizione di alcun genere, poiché i fatti parlano da sé. Una chiave eccellente per capire i rapporti tra potere laico e religioso ed in particolare tra stato fascista e chiesa. Ma perché ci si è scordati cosi' a lungo dell'eccidio di San Giovanni Rotondo del 14 ottobre 1920?

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    Fausto

    13/05/2008 11.59.10

    Un libro da far leggere nelle scuole, per spiegare cos'è stata gran parte dell'Italia nel XX secolo e cosa ancorà è, purtroppo, sempre in buona parte: quella dei milioni di pellegrini che parteciperanno alla macabra processione davanti al cadavere di Padre Pio. Una descrizione precisa, come scrive l'autore, della formazione del clerico-fascismo in Italia.

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    Thaumazo

    21/03/2008 14.39.47

    Un saggio di eccezionale valore scientifico, estremamente preciso e ponderato. Questo testo esplora la funzione del fenomeno "Padre Pio" nella sua dimensione sociale, economica e politica. Il culto di Padre Pio è servito di volta in volta a fomentare lo squadrismo anticomunista, a cementare l'alleanza fra Vaticano e regime fascista, a aggregare intorno a sé molti elementi dell'estrema destra anni Settanta. Non meno importante è l'enorme flusso di denaro che la presenza dello stigmatizzato ha riversato e tuttora riversa su S. Giovanni, condizionando in modo decisivo l'economia del paese e delle zone limitrofe. Infine è rimarchevole la presenza, intorno a Padre Pio, di personaggi a metà fra i faccendieri e le spie, con Emanuele Brunatto in testa, che hanno costruito la fortuna del "primo sacerdote stigmatizzato" e che a loro volta sul culto del frate hanno edificato la propria (sebbene Brunatto i veri soldi li abbia fatti col mercato nero nella Parigi occupata). Molto utile a capire a che cosa serva la religione, nel XX secolo ma non solo.

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    Gianni Soro

    14/03/2008 10.08.09

    Un libro serio, rigoroso ed estremamente godibile sul piano stilistico. Inutile aggiungere che questo saggio magistrale si fa largo fra montagne di spazzatura editoriale di stampo agiografico e nauseabonde vampate di incenso.

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    Carlo

    12/03/2008 13.14.09

    Confermo l'opinione di numerosi altri lettori: si tratta di un ottimo libro, che offre uno spaccato estremamente interessante su diversi aspetti della vita recente del nostro Pease: dal clerico-fascismo, al modo in cui attese di miracolismo ed interessi economici generano fenomeni di discutibile moralità, e che pongono (a mio parere anche ai credenti) una banale domanda: ma la religione é questo? Sono i traffici di Brunatto, i presunti miracoli discutibili se non del tutto inventati, le apologie prive di ogni contenuto? I credenti dovrebbero mediatare anche sui numerosi dubbi espressi da personalità ecclesiastiche di grande valore e moralità (come A.Gemelli o Papa Giovanni), ed anche (a mio parere) sulla deprecabile attitudine recente di fare santi "a furor di popolo" ... Come dicevo, si tratta però anche di un'opera storica di indubbio valore, soprattutto nel descrivere le modalità di affermazione del fascismo nascente e degli ambienti che ne hanno favorito/incoraggiato l'ascesa, e le modalità anch'esse discutibili in cui é nato l'Ospedale di S.Giovanni Rotondo, sottraendo risorse all'intero paese ... Infine, ne emerge anche se defilata la figura del frate, a parole tutto intento a stornare da lui ogni attenzione, ma in realtà estremamente sensibile nel costruire la sua immagine, scaltro nel gestire la cerchia dei suoi fan, palesemente soddisfatto ed a suo agio nell'iconografia del santo ... In definitiva, un libro molto istruttivo.

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    Peter

    12/12/2007 08.23.54

    La dimensione storico-religiosa del libro è già stata messa in evidenza dai commenti precedenti, soprattutto da Gino, Filippo e dall' anonimo "un lettore". Mi limito ad aggiungere che l'opera è anche una indimenticabile e godibilissima galleria di personaggi del nostro '900: Agostino Gemelli, Angelo Roncalli (il futuro pacioso "papa buono" lo incontriamo tra l`altro nelle vesti di un pugnacissimo prete-soldato imbevuto di propaganda e convinto assertore della guerra italiana contro l`Austria), ma tra tutti giganteggia o meglio serpeggia la figura di Emanuele Brunatto: primo apostolo di Padre Pio (Luzzatto lo chiama "il suo San Pietro") e truffatore finanziario, primo (e, a quanto pare, finora insuperato) agiografo del frate e millantatore, cattolico ferventissimo e pescecane arricchito grazie alla borsa nera. I cattolici ora si schermiscono in coro dicendo: "ma noi sapevamo già tutto !"; sarà: ma finora le agiografie di Padre Pio (se ne prenda una qualunque: son tutte copiate una dall'altra...) hanno dedicato a Brunatto solo mielosissime paginette che lo descrivono come "l'uomo nuovo" toccato dalla Grazia dopo un passato un po' oscuro e convertito alla buona causa del Frate. Degna di una spy-story è poi la vicenda della costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza: in sintesi, quando nell'immediato dopoguerra gli americani misero a disposizione dell' Italia un miliardo di lire per la ricostruzione del sistema sanitario nazionale, i fratelli Lodovico & Giovanni Battista Montini (il futuro Paolo VI) riuscirono a dirottare 250 milioni a favore dell' ospedale di padre Pio, per cui il miliardo a disposizione venne cosi' distribuito: 130 milioni alla Croce Rossa, 250 milioni a padre Pio, il resto da suddividere tra tutti i rimanenti ospedali d'Italia. Come fu possibile questo ennesimo "miracolo"? be', come per ogni spy-story, è buona educazione non svelare il finale: leggete il libro!

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    Giulio Saba

    08/12/2007 10.53.42

    Chi si prende la briga di pubblicare un lavoro su padre Pio, sia egli un grande storico, studioso, religioso o un semplice interessato alla straordinaria vita del frate garganico si deve prendere una grande responsabilità, non tanto nei confronti dei milioni di devoti sparsi per il mondo, non nei confronti della Chiesa, non nei confronti del mondo francescano e neanche dei lettori: si deve prendere una responsabilità su se stesso. padre Pio non si può maneggiare in nessun modo. E' impossibile inquadrarlo. Luzzatto pretende di scrivere un quadro storico (come tra l'altro fece Carlei nel bellissimo film sul frate) quasi ripetendo in trans continuamente 'sono uno storico, a me interessano i fatti, i documenti'! Bene, tanto di cappello! E dopo aver scritto quest'opera, tra l'altro interessante davvero, cosa ha portato alla luce? Che cosa ha scoperto lo storico Luzzatto? Si era presfisso di non fare la solita cronologia miracolistica sul frate e allora cos'è che ha portato di nuovo? Quali dati, notizie, sorprese? NIENTE! ho letto tanti di quei libri su Padre Pio e leggere anche questo, spinto dal fatto che potessi trovarvi qualcosa di nuovo, non mi ha creato nessun fastidio! Confrontando ciò che scrive Luzzatto con tutto ciò che si sa di Padre Pio non viene a galla nulla di nuovo, tranne l'originale attitudine velata dello storico Luzzatto di screditare l'aspetto miracolistico del frate, involontariamente presente nel malloppo! Non serviva Luzzatto per farci conoscere chi era il Brunatto, non serviva Luzzatto a farci scoprire la provenienza di alcuni fondi per le opere...tutta roba già nota! Padre Pio, dicevo, non può essere maneggiato a piacimento. L'hanno fatto per quasi un secolo: medici, inquisizione, papi, attori,grandi personaggi dello sport e dello schermo e non hanno capito nulla. Perchè siamo destinati a non capire nulla di Padre Pio. Egli era e resterà sempre un segno di contraddizione, un mistero!

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    luigi

    17/11/2007 10.31.22

    il libro è interessante,ma non voglio schierarmi nè dalla parte di chi crede,nè dalla parte degli scettici,ma volevo solo esporre una mia osservazione,e cioè che,nel momento in cui si va oltre la credenza metafisica di ognuno di noi,ma si avallano certi fenomeni paranormali,si commette un grave errore,perchè si getta nel discredito per esempio un miliardo di cinesi,fra buddhisti e taoisti,che non hanno niente a che fare con queste cose.E allora,che vogliamo dimostrare? che questi poveri cinesi,o altri sostenitori di altre fedi o filosofie religiose,sono una massa di poveri dementi che non hanno capito niente? mi spiace ma c'è troppa presunzione in questo.

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    Filippo

    16/11/2007 13.11.32

    Il libro non è esente da qualche neo, in quanto, su un terreno propriamente storico-religioso, mostra qualche incertezza: a pag. 47 definisce l'eucarestia "una metafora" (mentre, secondo la credenza cattolica, si tratta di presenza reale, non metaforica), usa poi le parole "cosmogonia, cosmologia" in senso improprio o addirittura fuori luogo, e, nella nota 43 di pag. 32, definisce un pubblicista come Élemire Zolla "uno degli studiosi piu' autorevoli della mistica occidendale". Si tratta comunque di un libro fondamentale su un tema lasciato finora in balía di agiografi e "biografi" di dubbia serietà, un libro che ci porta ad interrogarci sulla nozione stessa di santità: sembra che la Chiesa cattolica, per motivazioni dottrinali, politiche, pastorali (quindi per esigenze legate alla sua sussistenza e alla sua ragion d'essere) estragga da certe persone (i Santi, appunto) come un distillato di virtu' (la santità) da presentare poi alla venerazione dei fedeli: ma esiste ancora una persona dietro l' immagine retorico-dottrinale del "Santo"? esiste davvero qualcosa, un quid, che puo' essere definito santità? in sintesi: non sarebbero forse i Santi altro che un' invenzione della Chiesa?

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    Un lettore

    15/11/2007 10.32.54

    Nonostante lo stile scorrevole e vivace, il libro di Luzzatto non e` ne` "facile" ne` divulgativo: non e` facile perche` presuppone nel lettore una buona cultura storico-letteraria, non e` divulgativo perche` si presenta come un`originale indagine storico-critica su Padre Pio basata su materiale d` archivio (e come tale destinata a fare terra bruciata delle innumerevoli agiografie pubblicate finora e magari spacciate come "biografie definitive"). Dallo studio di Luzzato emerge innanzitutto l'angustia dell`esperienza interiore di Padre Pio, che si riduce a poco piu' che a una dolorante identificazione con la Passione di Cristo, una spiritualita` talmente terra terra che si sarebbe tentati di condividere, se non proprio il giudizio di padre Gemelli (cfr pag. 182: "una poverta` spirituale disperante" ), sicuramente quello espresso in forma interrogativa da monsignor Maccari nel 1960 : " Perche` un uomo non eccezzionale per le sue qualita` e tutt`altro che esente da ombre e difetti, e` riuscito a crearsi una popolarita` che ha pochi riscontri nella vita religiosa dei nostri tempi? Come si spiega il fascino di  (...) questo religioso dall` aria stanca, dai modi rozzi e dalla voce sgradevole?" (pag. 376). La risposta alle domande di Monsignor Maccari è nota a tutti: sono i "miracoli" la determinare il successo di Padre Pio, e non solo tra la massa anonima dei fedeli accomunati da cio' che Luzzato definisce "l'incultura del miracolo", ma anche presso i vari poteri religiosi e civili decisi a trarre vantaggio dal fenomeno. L'attività taumaturgica di Padre Pio è immensa: le celeberrime stimmate, certo, e le guarigioni, ma anche fenomeni straordinari di ogni tipo: ipertermia, bilocazioni, levitazioni... proprio come uno yogin tibetano o uno sciamano siaberiano (spero a questo proposito che qualcuno intraprenda uno studio antropologico sul santo da Pietralcina, magari con un approccio comparativo).

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    umberto ferrari

    13/11/2007 19.51.49

    raramente ho letto un libro di storia così scorrevole e nel contempo documentato . L'autore , che segue un modo di scrittura anglosassone , rende lieve una interessantissima ricerca su un fenomeno del XX° secolo . L'argomento è poi trattato con grande delicatezza , sottile ebraica ironia e distacco accademico . Un libro per ragionare sulla santità, sul complesso rapporto fra la mistica e le gerarchie religiose , fra la politica e la religione , fra il sacro ed il profano . Padre Pio ne esce fortemente umano ; sarà poi il lettore a valutare cosa sia stato quest'uomo, data la descrizione di fatti svolta senza pregiudizi ed intenti che non siano quelli della corretta ricerca storica.Una lettura consigliabilissima ed estremamente gradevole .

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    Gino

    13/11/2007 12.52.17

    Nell` ambito di una "Storia religiosa d'Italia" (che spero qualcuno un giorno scriverà) il Gargano occupa sicuramente un posto specialissimo, dato che il promontorio pugliese offre un' impressionante continuita` di fenomeni appunto religiosi: dalle pratiche divinatorie nella grotta dell' indovino Calcante alla venerazione medievale per San Michele, dal culto di Asclepio alla miriade di fenomeni mistici e profetici di eta` moderna e (quasi ) contemporanea; a questo proposito consiglio di leggere in "Furore, Simbolo, Valore" (Feltrinelli) l'articolo di De Martino "Un arcangelo sul Gargano" quale miglior introduzione allo studio di Luzzato su Padre Pio, uno studio destinato a diventare una un capitolo fondamentale di quella "Storia religiosa d'Italia" cui accennavo prima. Luzzatto studia il fenomeno Padre Pio dal punto di vista della storia culturale e civile dell` Italia novecentesca, punto di vista quasi inevitabile, dato che la vicenda del frate di Pietralcina si riflette in quella della nazione, e viceversa: dall` Italia della Grande Guerra a quella della Guerra Fredda, dal fascismo alla Democrazia Cristiana e oltre. A questo proposito i capitoli piu` interessanti  (almeno per chi come me e` interessato alle problematiche storico-religiose) sono quelli relativi alle prime fasi del fenomeno Padre Pio: Luzzatto studia i primi dibattiti attorno al frate del Gargano e alle sue stimmate sullo sfondo del clima culturale all` indomani della Grande Guerra (nella quale tanta parte dell'opinione pubblica vedeva un'esperienza di Passione redentrice) e delle discussioni post-positiviste sul rapporto tra santita` e follia, estasi e isteria. Dopo aver ricostruito (su materiale d'archivio) le vicende a dir poco rocambolesche che portarono alla diffusione nazionale del culto garganico di Padre Pio, il libro si chiude con un "Epilogo" in cui Luzzatto considera il culto odierno del Santo di Pietralcina come un terreno privilegiato per una "fenomenologia dell' umanita` italiota di oggidi`" (pag. 399).

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