I paesaggi perduti. Romanzo di formazione di una scrittrice

Joyce Carol Oates

Traduttore: K. Bagnoli
Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 giugno 2018
Pagine: 315 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788804688396
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Descrizione

"Nessuna storia d'amore è profonda e duratura come quella della prima infanzia. Per tutta la vita abbiamo nostalgia dei nostri genitori, giovani, attraenti e misteriosi, che ci erano così fisicamente vicini e al tempo stesso così distanti e inaccessibili, imperscrutabili. È questa l'origine dell'"amore", che colora e determina tutto ciò che verrà dopo?"

Cosa accade quando una delle più importanti scrittrici contemporanee, autrice di romanzi dalle trame avvincenti e personaggi memorabili, decide di abbandonare la finzione per raccontare di sé? Non un memoir sulla sua vita di scrittrice e nemmeno una classica autobiografia. Joyce Carol Oates non racconta tutto, ma solo quello che è decisivo, gli anni cruciali per la persona (e la scrittrice) che sarebbe diventata. Addentrandoci nelle pieghe dell'infanzia e dell'adolescenza scopriamo tanti misteri e capiamo dove nasce l'immenso serbatoio di storie che è la mente di Joyce Carol Oates. Il padre e la madre che sono personaggi da romanzo, il pollo "un po' speciale" come migliore amico, il primo incontro con la morte quando la migliore amica si suicida, una sorella che è un enigma pericoloso e triste, gli amori e i libri, Alice nel paese delle meraviglie. Ma il vero protagonista è il paesaggio, quell'America rurale fatta di fattorie e avventure all'aria aperta, duro lavoro e perdita, felicità estive, un paesaggio che diventa molto più di uno sfondo per i romanzi futuri. È l'origine stessa del desiderio di scrivere. Ci sono molte foto in questo romanzo, sfilate dall'album di famiglia e mostrate per la prima volta ai lettori. Istantanee di tanto tempo fa e ritratti recenti, tutti ugualmente animati da un fascino mitico che ci fa riconoscere in quei volti lontani e imperscrutabili i fantasmi della nostra infanzia, gli stessi che potremmo ritrovare nei bauli dimenticati nelle soffitte delle nostre case di famiglia. Queste foto, assieme ai ricordi dell'autrice, a volte commoventi a volte irriverenti e teneri, ci dicono che quei fantasmi sono gli stessi per tutti noi e ci stanno vicini per tutta la vita, fino a quando non finiamo per diventare noi stessi questi fantasmi che abitavano il paesaggio e il tempo perduto della nostra infanzia.

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    Carol

    21/07/2017 19:20:27

    Un bellissimo memoir con cui la famosa scrittrice ripercorrere i momenti salienti della sua infanzia e giovinezza. Non aspettatevi un'autobiografia precisa e dettagliata di questa parte della vita (del resto l'autrice spiega bene il suo intento nella postfazione), ma semplicemente una serie di ricordi ripescati dal passato, quasi tutti legati a forti emozioni, con cui la Oates cerca di far luce su che tipo di persona era allora, di capire meglio i suoi genitori (verso cui questo libro è un vero inno di amore e riconoscenza), ricordando eventi e persone che ha incrociato sulla sua strada e che sono stati determinanti per la sua crescita e in alcuni casi anche per la sua carriera di scrittrice. Non fatevi scoraggiare dal capitolo iniziale sul pollo Happy, in cui la Oates cade nel suo frequente difetto di diventare ripetitiva fino all'ossessione, e andate oltre, perché dopo ci sono pagine di rara bellezza, lucidità e poesia.

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