Il paesaggio cosmico. Dalla teoria delle stringhe al megaverso

Leonard Susskind

Traduttore: F. Ligabue
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 2 maggio 2007
Tipo: Libro universitario
Pagine: XII-384 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845921537
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Descrizione
Nelle leggi e nelle costanti di natura vi sono molte coincidenze che non si sanno ricondurre a principi generali: sono dati empirici. Secondo alcuni queste coincidenze sarebbero stabilite in modo da permettere la nostra esistenza. Tale idea, detta Principio antropico, è invisa alla maggioranza dei fisici, che tuttavia sono ora obbligati a riconsiderare le proprie posizioni. A dare spazio al ragionamento antropico è la teoria delle stringhe, che si è rivelata in grado di trovare un denominatore comune tra visioni del mondo antitetiche ma irrinunciabili. La mossa decisiva fu l'aver sostituito alle particelle puntiformi un filamento unidimensionale: la stringa o corda. Tutta la varietà presente nell'universo era riconducibile ai differenti modi di vibrazione di queste minuscole stringhe. Il prezzo da pagare consisteva nel fatto che queste vibrazioni avvenivano in uno spazio a dieci dimensioni: ciò significa che vi è un numero enorme di modi in cui passare dalle diverse dimensioni accessibili, e ciascuno conduce a un "universo" con proprietà fisiche differenti e valori diversi delle costanti fondamentali. La teoria, almeno per ora, non riesce a privilegiare un singolo modo che ci porti all'universo da noi osservato. Per uscire dall'impasse, Susskind ha proposto che il "paesaggio" formato da questa moltitudine di universi abbia esistenza reale. Questo mutamento di prospettiva assurge oggi a nuovo paradigma.

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    Marco B.

    11/11/2017 16:00:14

    Un libro molto interessante per entrare negli intimi aspetti della fisica teorica che e' tutto meno che definita come erroneamente si crede finita la scuola. Copre diversi aspetti della fisica sconosciuti ai piu' che si accontentano di sapere che l'atomo e' una pallina con qualcosa che le ruota attorno. Forse sbava un po' quando insiste troppo sul tema dell'ateismo. Meglio che si limiti alla scienza.

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    Andrea

    26/02/2009 21:22:11

    Il libro affronta il dilemma ultimo della fisica e della cosmologia e, in fondo, di tutti coloro che alzando gli occhi al cielo in una notte limpida si sono posti la domanda: "ma come è stato possibile tutto questo? Come, chi, e perché?" Ovviamente la base di partenza è la teoria delle stringhe, ma il lettore è portato oltre, molto oltre, da una serie di riflessioni e dati proposti ed esplicati con molta chiarezza, dimodoché anche i non addetti ai lavori possano seguire l'autore in questo viaggio tra le dimensioni e gli universi. Solo una cosa non mi è chiara. L'autore sostiene di essersi convertito al principio antropico, definendolo "un principio organizzatore che è anche potente e semplice". Più avanti egli sostiene che "le leggi della gravità, la meccanica quantistica e l'esistenza di un ricco Paesaggio, assieme alla legge dei grandi numeri, sono tutto ciò che serve per spiegare le condizioni favorevoli del nostro scampolo di universo". Ora, essendo la definizione del principio antropico, per di più la definizione debole - cioè meno restrittiva - quella secondo cui "i valori osservati di qualunque grandezza fisica e cosmologica non sono tutti ugualmente probabili, ma sono soggetti alla restrizioe che esistano luoghi dove possa evolversi una vita basata sul carbonio e che l'universo sia vecchio abbastanza perché ciò sia già avvenuto", non capisco in che senso e quanto profondamente S. sia "antropizzato", visto che le "regole del gioco" che pone l'autore come necessarie per l'esistenza del nostro universo sono tutte non finalistiche, mentre il cardine del principio antropico risiede proprio nel requisito primario secondo cui l'universo esiste allo scopo di permettere l'esistenza e l'evoluzione di forme di vita che possano poi riflettere sull'universo stesso (oserei dire il Creato!). Comunque, al di là di questa perplessità, ne consiglio vivamente la lettura.

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    Michele Colalillo

    05/03/2008 15:21:50

    Aprire la mente. Collegare l'estremamente piccolo con il cosmo e il concetto di megaverso con l'ipotesi delle dimensioni nascoste. La meccanica quantistica e la gravità unite dalla teoria delle stringhe di cui l'autore è stato un pioniere ed è tuttora un importante e fecondo esponente. Tutta la varietà che è presente nell' universo è generata da differenti modi di vibrare delle stringhe. Il principio antropico spiegato in modo da non lasciare spazio a speculazioni non scientifiche (o pseudo religiose). Un libro che, scritto in maniera chiara, lineare, porta il lettore a scoprire, "passeggiando", le meraviglie del Paesaggio Cosmico.

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