Il paese dei buoni e dei cattivi. Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare

Federica Sgaggio

Editore: Minimum Fax
Collana: Indi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 2 settembre 2011
Pagine: 301 p., Brossura
  • EAN: 9788875213510
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Descrizione
Siamo sommersi dalle notizie: fra quotidiani, televisione, Internet, ciascuno di noi riceve ogni giorno migliaia di dati. Eppure non ci sentiamo più informati; anzi, questo immenso flusso è dispersivo, ci lascia confusi, ci fa sentire la mancanza di qualcuno che ci aiuti a non naufragare. Così da un po' di tempo in qua i mezzi di informazione hanno preso alla lettera questo bisogno e, invece di darci le notizie, ci dicono direttamente qual è la parte per cui tifare. Dagli appelli-petizioni che sostituiscono gli approfondimenti, ai racconti emotivi, ai dibattiti Tv che prendono il posto delle inchieste: il giornalismo ha risolto il problema del mappare la sempre maggiore complessità del nostro mondo, semplicemente dividendolo in buoni e cattivi. Tanto a noi, invece di capire qualcosa in più della realtà, basta sentirci dalla parte giusta. "Il paese dei buoni e dei cattivi" mette in discussione la voce dei media, che ci fa riscoprire lo strumento migliore per orientarci nel mondo dell'informazione: la nostra libertà.

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    Il libraio di Firenze

    09/12/2015 17:53:25

    Una riflessione sul linguaggio giornalistico che coinvolge anche il linguaggio politico, sociale e pubblicitario, così pervaso di retorica. Attraverso numerosi ed attualissimi esempi (dai recenti casi di cronaca passando per modelli di giornalismo d'opinione come Santoro, Saviano, Travaglio fino alla mobilitazione scatenata dal caso Sakineh) l'autrice analizza il ruolo che il giornalismo ha assunto nella creazione di "una società cristallizzata in tifoserie avversarie" .

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