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Un paese di baroni. Truffe, favori, abusi di potere. Logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l'università italiana
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Un paese di baroni. Truffe, favori, abusi di potere. Logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l'università italiana - Davide Carlucci,Antonio Castaldo - copertina

Descrizione


Questo libro racconta l'università dei privilegi e anche l'università di chi lavora seriamente tutti i giorni e per pochi soldi. Le storie e le testimonianze di chi si è ribellato contro i concorsi truccati rivelano un sistema fortissimo, basato molto sull'obbedienza e molto meno sul merito: esistono delle vere e proprie gerarchie nazionali per ogni disciplina, chi occupa il vertice comanda su tutti. Un sistema tanto chiacchierato, e oggetto di generale indignazione, ma che fino a oggi tutti hanno accettato. Importante era non fare i nomi. Funziona così l'università. Stipendi d'oro assegnati con un criterio gerontocratico (basta qualche anno di anzianità per guadagnare più del 90 per cento dei professori americani). L'impegno spesso è risibile (il "tempo pieno" di un professore ordinario è 3 ore e 39 minuti al giorno, mentre i ricercatori spesso si dedicano totalmente alla didattica), i più furbi arrotondano bene con le consulenze. E poi le lobby: "bianche", "rosse" e "nere" (senza dimenticare Comunione e liberazione e l'Opus Dei). Chi non sta alle regole, è fuori. Studenti, dottorandi e ricercatori, magari dopo una vita di studio, esperienze all'estero e pubblicazioni in riviste autorevoli, aspettano il loro turno. Ma non è detto che ce la facciano. Anzi. Nascono blog e siti internet che danno voce alla loro frustrazione: per difendere l'università pubblica e la voglia di un futuro più onesto e più giusto.
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Dettagli

2
2009
28 maggio 2009
309 p., Brossura
9788861900158

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Stella Alpina
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Non vedo perché il figlio di un docente non possa essere docente al di fuori dell' ateneo del padre, se è bravo. Perché i docenti universitari devono battersi affinché i loro figli che sono fuori a lavorare, come tanti altri figli bravi, forse anche più di loro, ma i cui padri non sono docenti, devono tornare a Messina? Credo esistano battaglie molto più nobili e nobilitanti di questa da combattere e credo anche che chi possiede veramente un talento riesce ad emergere ovunque. Ma ancora di più credo che una volta che un talento va all'estero, difficilmente fa ritorno in Italia per vincere il concorso nell'ateneo dove insegna il padre, accontentandosi di un ruolo che, in teoria, gli dovrebbe andare stretto, date le sue competenze. Secondo i dati rilasciati dal sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità delle Università e degli Enti di ricerca, nel periodo che va dal 2004 al 2010, l'ateneo peloritano è risultato essere all'ultimo posto, per la ricerca, tra gli 80 atenei italiani e rischia addirittura la bancarotta, così come altre sventurate università italiane che adottano gli stessi meccanismi di selezione e reclutamento di "eccellenze". Il risultato di questo stato di cose è che mentre i nostri migliori cervelli vanno ad arricchire le università veramente meritocratiche degli altri paesi, con le loro competenze che, essendo autentiche, riescono a mettere a frutto anche se non sono figli di nessuno, rendendole così sempre più prestigiose e all'avanguardia, noi arretriamo irreversibilmente, accontentandoci di quello che ci viene imposto da un sistema clientelare di stampo politicante-massonico o, in altri termini, di una mediocrità che ovunque - tranne che in Italia - con tutta probabilità è stato o sarebbe stato scartato al primo turno. Tristezza assoluta.

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Marco
Recensioni: 2/5

Il titolo prometteva molto meglio. E' un libro piuttosto noioso, lento, un copia e incolla di molti fatti riportati sulle cronache o in sentenze. Lo stile non è dei migliori. A volte ripetitivo non riesce a catturare l'attenzione del lettore su un tema così importante. Peccato.

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Gabriele Jorio
Recensioni: 5/5

Un aggiornato elenco di schifezze accademiche, con alcune chicche davvero inedite, come la storia della consorteria del Diritto Pubblico che si spartisce cattedre e posti nei cda di una famosa casa editrice, oppure la macchina diagnostica universitaria pagata con i soldi delle collette di beneficenza e parcheggiata nella clinica del professorone di turno. Ma di storie ce ne sono davvero tanto e sono gustosissime Gabri

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Davide Carlucci

1969, Acquaviva delle Fonti (Bari)

Davide Carlucci, giornalista, ha collaborato con L’espresso, Il manifesto, Avvenimenti. Attualmente si occupa di cronaca giudiziaria nella redazione di Milano di Repubblica. Ha pubblicato Un paese di baroni (con Antonio Castaldo, Chiarelettere) e per Ponte alle Grazie Banche e mafia il grande affare, Magna Magna, A milano comanda la 'Ndrangheta.

Antonio Castaldo

1975, Italia

Antonio Castaldo è un giornalista. Laureato in Lettere moderne, redattore del «Corriere del Mezzogiorno», prima a Caserta e Napoli, poi a Bari, dove dal 2003 si occupa di cronaca giudiziaria. Nell’estate del 2004 ha vissuto così, in trincea, l’esplosione dei primi casi di corruzione universitaria che dalla facoltà di Medicina hanno poi contagiato l’intero ateneo barese.Ha collaborato con «Panorama», «Il Sole 24 Ore», «Diario», «Il Nuovo» e diverse altre testate. Dal 2006 vive a Milano. Scrive per il «Corriere della Sera».

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