Recensioni Un pallido orizzonte di colline

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    17/05/2020 09:24:08

    Defilato e pallido come l'orizzonte di colline che porta nel titolo. Una trama eterea come un filo di ragnatela, come unico sostegno degli avvenimenti, i labili e mutevoli ricordi della protagonista, legati a un prima e un dopo a Nagasaki e ad un prima e un dopo in Gran Bretagna.

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    14/04/2020 10:37:40

    Bellissimo e straziante questo piccolo libro di Hishiguro,dove, con toni pacati e malinconici,si affrontano diversi temi:la necessità del cambiamento e l'illusione di un futuro migliore,il rapporto madre e figlia ,che a volte si presenta come una dura lotta,in cui una sola può sopravvivere,la trasformazione della società giapponese e dei suoi valori dopo la guerra, la difficoltà ad analizzare il passato.La conferma di un grandissimo scrittore.

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    25/10/2019 17:39:20

    Triste e delicato come solo la letteratura giapponese sa creare. Un'atmosfera grigia, piovosa e d'attesa. Una donna forte e sola. Bello. Consigliato.

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    22/10/2019 13:16:43

    Una madre (Etsuko) che ripercorre ricordi di tanti anni prima, legati ad un'altra madre (Sachiko), forse per affrontare il peso della morte per suicidio della propria figlia, o forse semplicemente per tornare ad un punto della propria vita in cui la tragedia non era ancora successa. Un tema pesante, affrontato però con la levità che spesso i romanzi giapponesi dimostrano (e che spesso trovo eccessiva) a cui si affiancano altri temi parimenti tragici (i ricordi della bomba su Nagasaki, le turbe psichiche della figlia di Sachiko). Inutile chiedersi come si faccia a raccontare tutto questo senza gridare, senza lasciarsi trasportare da passioni che "escano" dalle righe: Ishiguro è la dimostrazione che si può, evidentemente. Rimango però attonita di fronte a tutto ciò, e se ricorro all'inadeguata definizione "molto giapponese" lo faccio per riassumere appunto, questa discrasia tra temi e toni. Gli unici momenti in cui mi sono sentita partecipe delle vicende sono stati quelli che ritraevano l'inutile attesa di Frank da parte di Sachiko: una storia già nota (come non ricordare Butterfly e Pinkerton, ben sapendo che, come un novello Godot, questo Frank non sarebbe stato altro che una delusione ?) ma non per questo meno fremente. Per il resto: calma piatta. Almeno per me, naturalmente. "Quel che resta del giorno" e "Non lasciarmi" mi sono piaciuti molto molto di più.

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    23/09/2019 17:20:21

    Tutta la lettura di questo libro è impregnata di un fortissimo senso di sospensione: sembra di essere sempre vicini ad una rivelazione, un avvenimento chiarificatore ma si rimane sempre un passo indietro immersi in un passato fumoso e incerto, un presente che ha tutto il peso del dolore, il desiderio di un futuro migliore. Alla strategia di pensare ad un futuro migliore per sopportare il presente si contrappone (in modo consapevole?) la protagonista che cerca di dare senso al presente partendo da ciò che è avvenuto nel passato. Ne risulta un'aspettativa di risposte che rimane insoddisfatta, un libro dove ogni questione resta aperta, insoluta. Eppure terminando la lettura non rimane un senso di vuoto, di mancanza di significato ma la sensazione di essere al cospetto di una complessità che non può essere ridotta a semplici risposte.

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    19/09/2019 09:56:09

    Ambientato a Nagasaki una decina di anni dopo la fine della guerra, narra delle vicende di Sachiko, vedova con una problematica figlia di dieci anni, Mariko, che oscilla tra il dovere verso la figlia e il desiderio di abbandonare un ambiente che ormai le pesa troppo per andare negli USA con il fantomatico Frank, che non si vede mai in tutta la storia ma si capisce non è il massimo dell'affidabilità. La vicenda è narrata in retrospettiva da Etsuko, che all'epoca era una vicina di casa e amica di Sachiko, ma adesso, ormai anziana, vive da anni in Inghilterra, in cui si è trasferita con il secondo marito. E' un bel libro, che riconferma l'abilità di Ishiguro di delineare le psicologie dei personaggi in un suo modo tutto particolare ma molto efficace. Lascia un po' storcere il naso il fatto che non ci viene detto come si conclude la storia di Sachiko, ma era probabilmente una scelta voluta, visto il parallelismo tra le vicende delle due protagoniste che viene reso evidente solo nelle ultime pagine, in pochi paragrafi agghiaccianti, per quello che il lettore sa già avverrà in seguito.

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    24/06/2019 13:55:16

    Non ho altre parole se non bello. Consigliato.

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    07/03/2019 18:40:32

    Mi aspettavo che questo libro descrivesse la situazione di Nagasaki e del Giappone in generale subito dopo lo sgancio della bomba atomica da parte degli americani. Invece il libro è il flusso incessante dei ricordi della protagonista, ed è sì ambientato a Nagasaki, ma racconta poco o nulla di ciò che accadde alla città dopo il catastrofico evento. Il romanzo è ambientato negli anni '60 e '70, ed emerge chiaramente che gli orrori della guerra sono ancora vivi nella mente di coloro che sono sopravvissuti; lo stato d'animo dei giapponesi, e il fortissimo impatto che la guerra ha avuto sulle loro vite, si riesce infatti a percepire attraverso la descrizione dei personaggi, delle loro vite e delle loro esperienze. Ciò su cui però si focalizza veramente il racconto, è la vita della protagonista, che viene narrata appunto attraverso i suoi ricordi. In questo modo sorgono, nel corso della lettura, numerosi dubbi, i quali però non trovano mai risposta: lo scrittore si limita a suggerire soluzioni lasciando al lettore il compito di immaginare il resto. Indubbiamente si tratta di uno stile interessante, molto suggestivo, che costringe inevitabilmente il lettore a mantenere alta l'attenzione perché, non essendoci una narrazione lineare degli eventi, si passa da un episodio del passato ad uno del presente senza preavviso ed il rischio è quello di perdersi tra le pagine.

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    06/03/2019 16:10:11

    Tra queste pagine si incontra una delicatezza poco comune. Libri come questi ci ricordano quanta importanza diamo al sensazionalismo, alla ricerca ostinata di tinte forti in tanti momenti della vita. L'autore qui mostra, suggerisce, dipinge con colori davvero tenui, senza che qualcosa accada per forza e senza tuttavia consentirci di distogliere lo sguardo. Una narrazione lieve lieve, come un pallido orizzonte di colline.

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    19/09/2018 16:51:15

    Il libro parla di Etsuko, tormentata dal suicidio di sua figlia Keiko, che ripercorre a ritroso la sua vita quando si trovava a Nagasaki nel periodo post bomba atomica, da poco sposata e incinta e dove fa la conoscenza di Sachiko e sua figlia Mariko, che hanno una storia molto difficile alle spalle. Un importante tema è il contrasto tra il progresso nel dopoguerra, anche in conseguenza alla democratizzazione degli Stati Uniti, e la tradizione rappresentata dal suocero di Etsuko, restio ad accettare i cambiamenti. L'atmosfera sin dall'inizio è un po' inquietante e non fa presagire nulla di buono, ma la scrittura e lo stile mi hanno dato tanta calma, anche nella descrizione di eventi terribili. Il finale mi ha lasciata un po' perplessa perché ci sono tante cose lasciate all'immaginazione del lettore. Il libro è assolutamente consigliato.

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    18/09/2018 07:30:21

    Vi è mai capitato di leggere un libro e pensare "Se fossi uno scrittore, questo è il libro che mi piacerebbe essere in grado di scrivere!" ? Ecco, a me è capitato con Un pallido orizzonte di colline, di Ishiguro. Un libro breve ma straordinariamente corposo, insospettabilmente inquietante, enigmatico, incompiuto ed imperfetto, ma che ti lega alle pagine e non annoia pur raccontando una storia minima, scritto in modo magistrale e senza fronzoli, pieno di tematiche universali (scontro generazionale, culturale, rapporti familiari, ritratto sociale, raccolta di memorie, elaborazione del lutto, riflessione storica).

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  • Tornassi indietro, leggerei questo piccolo libro piano piano, accompagnandolo con del matcha e magari qualche mochi. E invece è andata così, l’ho letto in un sorso, più lungo e saporito di quello di una tazza di tè, quello sì, rimasto caldo e avvolgente per tutto il tempo. Ma pur sempre in un sorso. In questo primo romanzo del Nobel Ishiguro, Un pallido orizzonte di colline, è Etsuko che ci parla a mezzo di una scrittura nobile, calma e delicata. Ricordando la sua vita a Nagasaki, nel periodo della guerra, Etsuko corre con il pensiero a quella donna complessa, difficile e misteriosa che conobbe ai piedi di una collina e che assieme alla sua bambina, viveva precariamente sognando l’America, il cambiamento, la svolta. America che divide generazioni, ideali e linee temporali. Non molto lontano dalla morte della sua prima figlia, raccolta nel ricordo di una famiglia che l’ha salvata, Etsuko cerca di dare un senso a ciò che è stato e a ciò che poteva essere fatto diversamente rivivendo ad occhi aperti i momenti importanti al fianco del primo (discutibile) marito e del suo amabile padre. In un’atmosfera così lontana da noi, in case calme di tatami e bento profumati, i personaggi del romanzo sono descritti e introdotti con tale rispetto che è impossibile non amarli, ognuno con le sue caratteristiche. Un libro il cui punto di forza è indubbiamente la musica delle parole che, levandosi sopra una trama ad ampio respiro interpretativo, accompagna il lettore per tutta la storia. Delicatezza e magia. Leggero come un fiore di ciliegio.

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    04/09/2014 14:24:19

    Avendo letto altri libri di Ishiguro, ho cercato i restanti libri della sua bibliografia ad oggi... debbo premettere che con la narrativa pura, più avanzo con l'età e più divento selettiva e critica... quando poi come in questo libro comincio a non capire o trovar condivisibili le reazioni delle persone e mi suonano irreali o improbabili... e quando arrivi quasi a metà e ti rendi conto che del perchè sta tizia si sia suicidata continua ad non importartene nulla, e che comunque la madre mi par proprio aver già non poche colpe quando par che tutto il l8bro sia teso a dimostrare il contrario beh, allora è già il momento di mollarlo lì e passare ad altro. Con questo non dico che non leggeò altro dell'autore, ma questo non lo consiglio.

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    AGT
    26/10/2009 10:02:20

    Rimane tutto sospeso in questo romanzo del grande Ishiguro:tra il detto e il non detto,il passato e il presente,le attese,il tempo...da leggere più di una volta per cogliere quel che non è stato compreso a una prima lettura,sotto più di un punto di vista,per riuscire a capire la vita,la morte,la vita dopo la morte,dopo l'esplosione della bomba di Nagasaki,la fuga(?) in Inghilterra,il suicidio di Keiko,il tormentato essere della piccola Mariko...

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