Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 4 marzo 2009
Pagine: 168 p., Brossura
  • EAN: 9788845923586
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Descrizione
"Vrades pro sempere!", fratelli per sempre: questo si giurano Zosimo e Nemesio il giorno in cui quest'ultimo lascia il paesino di Crapiles per andare a iscriversi all'università. Zosimo, che a Crapiles ci è nato, rimarrà a fare il pastore: come suo padre, come il padre di suo padre. Sebbene così diversi, i due ragazzi sono stati amici dal giorno in cui la famiglia di Nemesio è arrivata in paese dal "continente". Da quel momento sono stati inseparabili: Zosimo ha portato Nemesio a casa sua, dove lo hanno accolto come un figlio, gli ha insegnato a mangiare formaggio di pecora con il pane crasau, e a cercare nei boschi i nidi dei colombacci. Nessun dubbio, nessun sospetto, nessun cattivo pensiero può scalfire nell'animo puro di Zosimo l'amore per l'amico. Così come nessuna malalingua potrebbe gettare un'ombra su quello per la bella Columba, di cui fin da piccolo è innamorato e che sta per diventare sua moglie. Dopo la partenza di Nemesio le loro strade si divideranno, ma solo per tornare a incrociarsi molti anni dopo: e allora, cadute le maschere, scoppierà il dramma. In questo romanzo Niffoi racconta con mano sicura una vicenda di amore e di amicizia che conferma le sue straordinarie doti di narratore di storie, anzi, di vero e proprio cantastorie: uno di quelli ancora capaci di incantarci con una fantasia lussureggiante - e con la musica di una lingua potentemente suggestiva.

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    simonetta mariotti

    11/12/2009 23:29:15

    è vero si legge tutto d'un fiato, la forza e autenticità delle passioni, amori e odii sono un tutt'uno con la durezza e i colori della terra che non lasciano spazio a fronzoli e incertezze..la fisicità del tutto e nel tutto.. E' il secondo romanzo dell'autore che leggo ed è sempre un grande entusiasmo.

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    luca

    12/10/2009 10:11:12

    E'il primo Niffoi che leggo; direi che è un ottimo libro. La storia narrata è antica quanto il mondo ( non ve la svelo )però la si legge con passione e tutta d'un fiato. Sicuramente leggerò altri suoi romanzi.

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    laura g.

    04/10/2009 16:21:06

    Si conferma scrittore geniale il grande Niffoi. Unico, ipnotizzante, suggestivo, crudo e al contempo romantico. Il racconto, cantato con note forti e profondamente poetiche, regala emozioni profonde. Aspetto con ansia il prossimo titolo che, spero, arrivi al più presto.

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Consueta la collocazione barbaricina dell'ultimo romanzo di Niffoi, ambientato in una Sardegna ancora prevalentemente agro-pastorale verso gli anni cinquanta, quantunque le coordinate temporali siano lasciate nel vago. ╚ insomma come sempre una Barbagia dai tratti arcaici e tradizionali, sebbene affiorino tracce di modernitÓ: nello sperduto paesello di Crapiles (ôisola nell'isolaö), dove si svolge la vicenda narrata, per i trasporti si utilizzano ancora i carri, ma qua e lÓ rilucono i primi bagliori catodici dei televisori in bianco e nero.
Due sono i personaggi principali di questa storia all'insegna di una amicizia minata da una gelosia devastante. Il ragazzo Zosimo: pastorello pago del suo pur duro mestiere, con il viso ôche sembrava scolpito a bulino sopra una scorza di querciaö, e il coetaneo Nemesio: ex cittadino catapultato in Barbagia causa il trasferimento coatto del padre, segretario comunale beone e giocatore incallito. I due adolescenti si incontrano per caso e subito fanno amicizia, pur essendo diversissimi tra loro o giusto a causa di ci‗. Ed Þ Nemesio ad adattarsi al compagno di giochi, apprendendo l'idioma locale e passando pomeriggi interi con l'amico in uno scambio di conoscenze destinato ad arricchire entrambi. Il pastore insegna al ragazzo di cittÓ ôa potare e scuoiare, a mungere e marchiareö e Nemesio lo ricambia istruendolo ôsulle cose di scuolaö.
Nasce subitanea una sorta di idillio, fra scorribande nei campi, caccia alle tortore e disvelamenti reciproci di inclinazioni e passioni. Ma Þ appunto l'amore per la stessa fanciulla a far sý che tra i due ôgemelliö qualcosa si incrini; per quanto Nemesio con abnegazione cerchi di soffocare i propri sentimenti affinchÚ il rapporto fraterno con Zosimo non abbia a guastarsi. Quindi, cogliendo al volo la possibilitÓ di iscriversi a una facoltÓ universitaria romana, l'ex ragazzo di cittÓ si trasferisce di nuovo nel continente. Per‗ la distanza e il tempo passato lontano non sembrano aver spento la brama di Nemesio che, tornato in Sardegna anni dopo per la sua attivitÓ politica, rincontrerÓ la vecchia fiamma, e ci‗ sarÓ motivo di conseguenze inquietanti e dolorose destinate a sfociare nello scontro e nel lutto. Ma lasciamo al lettore il prosieguo di questa vicenda dai toni cosý intensi e sanguigni, benchÚ assai pi¨ venata dal disincanto che non le narrazioni precedenti di Niffoi: fabulatore in grado come pochi di fabbricare storie che catturano dalla prima riga all'ultima; malgrado questa volta sia un po' feuilletonistica la trama in cui rimangono invischiati i due ôvrades pro sempereö: gli amici fraterni divenuti poi avversari.
Ben oltre l'intreccio prevedibile, infatti, la forza del romanzo e la maestria peculiare del registro narrativo (a parte certe ridondanze barocche) stanno nel saper esprimere la visceralitÓ e le emozioni ancestrali di personaggi rusticani sempre cosý ben scolpiti a tutto tondo: dai protagonisti alle innumerevoli comparse. Com'Þ consuetudine nei libri dello scrittore, varie storie e figure laterali si vengono a innestare nel filone principale via via che il racconto procede (vedi il gustosissimo capitolo sul rapporto insieme candido e carnale fra il prete don Ottavio e Maria Vola-Vola), con una vis creativa davvero travolgente, cui fanno da sfondo variegato e superbo le atmosfere paesane della Barbagia d'un tempo, dove tutto, dalla natura alle persone, appare pregno di un'istintualitÓ sensuale e dirompente che Niffoi sa narrare attraverso una prosa metaforica, caleidoscopica e vivace.
Francesco Roat