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    Alessia

    06/10/2003 11.23.36

    questo romanzo è stato una sfida. In primo luogo perchè avendo letto "Il bell'Antonio", romanzo più delicato e sobrio, mi aspettavo lo stesso stile di scrittura; invece la versatilità di Brancati mi ha ancora una volta sorpreso. Questo è un romanzo sì delicato ma anche profondamente introspettivo, perchè tratta della psiche umana labile a tal punto da poter sfociare nella schizofrenia. Paolo è un ragazzo che fin da giovanissimo alimenta i propri sensi alla luce del sole, senza freni. Fin da adolescente non ha problemi a dichiarare le proprie virtù sessuali alle donne a lui vicine ( la cameriera di casa, la cantante, ecc.) e crescendo, diventando adulto, questa diventa per lui un'ossessione, fino a quando ormai giunto a un'età più matura, egli vorrebbe redimersi cercando nella verginità della futura moglie il suo momento per purificarsi da una vita trascorsa nel sesso sfrenato e che non gli ha lasciato nulla. Al contrario di ciò che molti possano pensare, questo romanzo non è per niente volgare, anzi. La bravura con la quale Brancati ne descrive alcuni passi della "malattia mentale" di Paolo, mi ha fatto ricordare un pò lo stile asciutto di Thomas Mann che i suoi romanzi li ha sempre scritti con uno spessore inconfondibile. In questo romanzo vi sono rappresentate tutte le tappe di una intera vita, dall'adolescenza di Paolo fino alla sua sconfitta di uomo virile. E quello che spezza questo profondo legame è la presa di coscienza da parte di Paolo che fermandosi riflette sulla cosa per lui più importante della vita. Non più quindi le pulsioni erotiche senza freni, non più le gonne corte e le gambe lunghe delle donne, bensì la salute del corpo e la purificazione dell'anima. Paolo, a un certo punto della sua vita, si sente profondamente in colpa con se stesso, perchè si rende conto del fatto che non ha adempiuto ai suoi compiti fino in fondo. Ecco così che l'aspetto sessuale acquisisce un ruolo secondario, aspetto al quale egli aveva dedicato il novanta per cento della sua esistenza. E' questa

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    Bianca B.

    09/04/2003 10.04.51

    Il libro gode di un ricco contenuto descrittivo e ovviamente è impeccabile la fedeltà con la quale Brancati descrive i territori e le situazioni.L'unica cosa che mi ha colpito negativamente è il pessimismo con il quale i protagonisti affrontano la loro condizione di "sensuali" e ritengo che se avessi letto questo libro a 40 anni sarei piombata in una delle più assurde depressioni. Per fortuna ho 20 anni.

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