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Robert Kagan

Traduttore: C. Lazzari
Editore: Mondadori
Collana: Frecce
Anno edizione: 2003
Pagine: 130 p., Rilegato
  • EAN: 9788804518051
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Recensioni dei clienti

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    Petronio Arbitro

    10/07/2007 06.44.22

    Il senso del libro è grossomodo questo: l'America è come Roma (Marte) proiettata, suo malgrado, a dominare il mondo ancora per qualche secolo; l'Europa è come la Grecia (Venere) sopraffatta dalle sue stesse mollezze... si tratta , in fondo, nonostante il libro sia semplice e divulgativo, di una fotografia della realtà! E' stupefacente come alcune recensioni, anche qui su IBS, lo commentino con tanta superficialità. L'impero americano è basato su di una società multietnica, la quale non ha eguali in Europa, e che ha forse il suo unico precedente – benché credo non l'abbia ancora raggiunto per complessità - nell'impero romano. L'Occidente guida il mondo almeno dall'inizio della seconda metà del secondo millennio dopo Cristo, e non è improbabile che Washington ne resti la capitale almeno fino al XXIII secolo. Ma al di là di ciò – e lo dico contro una certa critica semplicistica – , mi sembra ingenuo tacciare d'ignoranza chi è ai vertici della geopolitica e della geostrategia globale.

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    Riccardo

    09/07/2005 11.31.58

    L'uso che di Tucidide e Machiavelli viene fatto da Kagan e dagli ideologi d'accatto che lo seguono è abbastanza rivelatore. Né Tucidide né Machiavelli sono stati mai tanto sciocchi da dire che l'uso spregiudicato della forza è una legge di natura a cui si deve aderire entusiasticamente ("il fine giustifica i mezzi": questo è grosso modo il livello del machiavellismo di Kagan). Sia Tucidide sia Machiavelli basano invece il loro pensiero storico su un principio molto chiaro: la crescita smisurata di una potenza è la premessa per il suo ineluttabile (NB: ineluttabile) declino. Da questo principio semplicissimo del pensiero politico classico Kagan, i neoliberali etc. etc. avrebbero parecchio da imparare, se fossero solo capaci di capirlo.

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    gc

    26/10/2004 22.12.57

    un libro per euroentusiasti, pacifisti, cultori del diritto internazionale e teorici dell'idealismo internazionalista. ammesso che manchi una certa "raffinatezza culturale", il pregio del libro di kagan è la capacità di ricordarci con un linguaggio semplice quello che noi europei, con la testa fra le nuvole, abbiamo facilmente dimenticato o facciamo finta di non sapere. kagan non scopre nulla di nuovo, ma se non altro ha l'intelligenza di collocarsi sulla falsariga dell'eterna saggezza del realismo: sono i forti che comandano e i deboli, se fossero forti, si comporterebbero nello stesso modo (Tucidide docet). il diritto internazionale in sostanza non esiste, perchè le colonne portanti di Westfalia sono cadute. dunque l'enfasi posta sulla legalità, il dialogo, il negoziato, l'accordo a tutti i costi è solamente un sottoprodotto della propria impotenza, un modo per fare buon viso a cattivo gioco. E' questa l'essenza dell'Europa, che predica un mondo in cui tutti si vogliano bene stando seduta sugli arsenali statunitensi, che le permettono di risparmiare il 2% del PIL, di non ricadere in guerre interne distruttive e soprattutto di farsi pasionaria di un approccio "diverso" in politica internazionale. ecco cos'è l'Europa: ipocrisia e ingratitudine, unita a stagnazione economica, ecatombe demografica e debolezza militare. proprio solide le basi del futuro contendente degli Stati Uniti, non c'è che dire. gli USA perseguono i propri interessi con determinazione,(ma che strano, eh?), condivisibili o meno che siano, ma almeno si sappia che l'Europa farebbe la stessa politica se avesse gli stessi mezzi, che ha irrimediabilmente perduto. e tutti i profeti disarmati, come insegna Machiavelli, andarono in rovina. se non altro Kagan aprirà gli occhi a tanta gente che crede ancora alle favole, prima fra tutte quella sull'unione europea.

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    Paolo Miscia

    05/05/2003 18.55.29

    "Paradiso e potere" è preceduto da grandi aspettative. Robert Kagan viene dipinto come l'"ideologo" dei Neo-Conservatives, e questo gruppo è l'ispiratore della nuova "dottrina Bush": ce n'è abbastanza per affrontarne al lettura con trepidazione. Fin dalle prime righe, però, e per tutte le 117 paginette, si ha l'impressione di sorbire un brodo troppo allungato, di quelli dove da un osso e una cipolla si cerca di sfamare una famiglia. Forma e sapori a parte, la sostanza del pensiero di Kagan è che gli Europei si possono permettere pensioni, assistenza sanitaria e lunghe ferie (il "paradiso") grazie al basso livello delle spese militari, consentito dalla protezione Statunitense (il "potere"). E' l'immagine del "free ride" (prendere l'autobus senza pagare il biglietto): Kagan è paterno nell'accettare i "vecchi europei" a bordo, ma suggerisce con fermezza di non disturbare il conducente. In fondo - dice esplicitamente - finchè erano Francia, Gran Bretagna e Germania a dominare il mondo, l'uso della forza era frequente e ben tollerato (e il meglio che hanno saputo farne è stato distruggersi a vicenda per due volte in cinquant'anni). Agli Americani, che quasi controvoglia si ritrovano superpotenza, non pare giusto che si cominci a credere nel diritto internazionale e negli accordi multilaterali proprio ora che a comandare tocca a loro. I deboli favoriscono sempre la mediazione e la diplomazia, perchè sono gli unici strumenti che hanno. All'Unione Europea non si porrà mai la questione del quando e come attaccare un altro paese, per la fondamentale ragione che non ha i mezzi per farlo. In queste condizioni, credere nella pacifica convivenza è questione di mancanza di alternative prima che di principi. Su questo, difficile dare torto a Kagan: non ci illudiamo che esista una superiore moralità da questo lato dell'Atlantico. Se la Francia - ed è solo un esempio - avesse le armi e la tecnologia per sottomettere una media potenza in due settimane con perdite umane minime lo farebbe, perchè sottoposta alle stesse

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