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Gaetano Cappelli

Editore: Marsilio
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 492 p., Brossura
  • EAN: 9788831709040
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Recensioni dei clienti

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    elio

    21/11/2013 08.12.38

    Mi sono imbattutto con questo libro quasi per caso, spulciando nella sezione dedicata all'emigrazione nella piccola biblioteca del mio Paese... nel complesso un bel libro, anche con qualche riserva. Secondo me l'autore poteva evitare, per esempio, di essere così esplicito nelle numerose situazioni di sesso che lo vedono protagonista, anche se la figura che mi rimarrà più impressa di tutto il romanzo è sicuramente Jennifer, la donna del cugino americano. Il finale, però, è veramente bello, quando inaspettatamente rincontra l'amico d'infanzia Pit.

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    Victor Royo

    26/08/2013 16.51.05

    E venne il giorno in cui mi incensarono Cappelli..inizio a leggere sul retrocopertina il giudizio molto lusinghiero di D'Orrico il quale enfaticamente saluta il ritorno del grande romanzo italiano e mi immergo nella lettura di questo presunto fenomeno letterario. Avevo un'immagine molto più nobile del romanzo di formazione all'italiana ( le Confessioni di Nievo ) ma anche qui si incontra un protagonista che dice IO col nome di Carlino. Solo una coincidenza. Peccato che la parte centrale del romanzo sia quasi totalmente occupata da episodi di iniziazione al sesso ed alla droga, solita esca per lettori di basso livello, e che tutta la sezione americana ( le ultime 100 pagine più o meno ) sfiori il ridicolo trasformando un ambizioso bildungsroman in un romanzone rosa per adolescenti sognatori e uomini mai cresciuti ed altrettanto illusi. Tutto il libro è caratterizzato del resto da una latente ma costante misoginia. Basti pensare che tutti i personaggi femminili attivi ( anziane escluse ) accettano di buon grado il ruolo di concubine a cui vengono relegate dal Don Giovanni meridionale protagonista. Quanto ai luoghi, stendiamo un velo pietoso soprattutto per quanto riguarda l'immagine estremamente convenzionale e cinematografica ( film di bassa lega ovviamente )che viene fornita degli Stati Uniti. Senza perifrasi, un libro insulso.

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    maria luisa

    09/07/2012 13.39.02

    Libro stupendo! L'analisi di una generazione, inoltre scritto in modo semplice, si legge con il sorriso sulle labbra. Chiunque sia nato negli anni 60 ci si ritrova. Bravo Cappelli, consigliatissimo luisa

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    liberpierre

    19/03/2012 14.05.02

    Semplicemente sublime, sia la storia che lo stile. Meno male che qualche scrittore italiano sia capace di scrivere lunghi periodi con un pò di frasi subordinate e concatenate fra loro in maniera corretta, consequenziale ma pur sempre essenziale come ci avevano insegnato a scuola. Oggi invece si scrivono frasi di massimo dieci parole e poi il punto e a capo. E guai usare i condizionali o altri tempi misteriosi. D'altra parte purtroppo è solo così che i libri spiccano il Volo nelle classifiche di Natale.

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    Fabio De Rosa

    16/02/2012 05.42.02

    Stupendo, per me il miglior libro di Cappelli

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    Luciano Stolfi

    01/09/2010 22.19.30

    Veramente bello questo libro di Cappelli, il più lungo dei suoi romanzi. E' la storia di Carlino di Lontrone che, dopo la prima parte della sua vita passata a vivere in un paese del Sud Italia, parte per l'America dove l'aspetta un futuro da manager... Veramente bello.

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    sala

    08/03/2009 12.37.19

    Sotto la sufficienza. Mi aspettavo molto di più, una delusione. S.

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    Fabio

    01/03/2009 10.06.04

    Be', magari addirittura "ridere da soli" no, anche perché un buon libro scritto in chiave umoristica dovrebbe far sorridere, nient'altro: questa è la lezione di Huxley, tanto per dirne una. Chi vuole ridere - sempre che ci riesca - vada a leggersi i libri dei comici di Zelig... Però "Parenti lontani", specie in questi tempi di caos calmi, sperimentalismi, psicologismi e baricchismi, si fa apprezzare. Cappelli è uno che sa raccontare - perché in fondo QUESTO si tratta di fare, e anche se a volte, anzi quasi sempre, specie nella seconda parte esagera con il sesso e le vicissitudini improbabili, il libro è ugualmente godibile. Molto azzeccato in particolare il finale. Giudico sintomatico il fatto che, nonostante l'autore sembra essere diventato un oggetto di culto o quasi, continui a pubblicare con una casa editrice non di primissima fila: come se fossero solo queste a non doversi preoccupare di DOVER vendere ad ogni costo... La vera letteratura, o quel che ne rimane, in mano ai medi e piccoli editori?

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    c.

    10/02/2009 00.47.22

    Decisamente sopravvalutato. Prolisso, senza mordente e decisamente costruito. D'orrico, il suo fan, farebbe bene a fare un mea culpa. MEDIOCRE.

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    Franzo

    06/02/2009 20.06.36

    Ultimamente è comparsa in tutte le recensioni dei libri di Cappelli un'ondata di acidume rivolta all'autore, ma sembrerebbe ancor di più, ad un critico che di lui spesso parla con entusiasmo. Che ci si trovi in presenza di piccole invidie di bottega ? I libri di Cappelli in verità sono belli, particolari e godibili e, per questo, rari nel panorama degli scrittori italiani. Si parla della provincia con amara ironia, ma anche con vere esplosioni di comicità ben distribuite. Vi pare poco ???

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    mirco

    20/01/2009 20.03.12

    Sembra uscita da una scuola di scrittura dove ti insegnano cosa sono i colpi di scena. Più che un romanzo questo è lunghissimo verbosissimo compitino genere scrivi un racconto a piacere.

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    lucamilano

    05/12/2008 10.20.26

    è certamente un ottimo libro e Cappelli è un narratore sopraffino, da qui a incensarlo periodicamente sul magazine del corriere come fa Il sig. D'orrico ce ne corre, eccome...

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    Marilisa

    10/11/2008 15.20.08

    Davvero un bel libro. Presa anch'io dal provare questo romanzo lungamente consigliato sul Magazine del Corriere da D'Orrico finalmente mi sono decisa a fare il grande passo ed eccomi qui delusa un po' per il finale ma entusiasta per tutto il contenuto di questo racconto in prima persona. Forse qualche sboccatura nei termini poteva essere evitata, alcune volte spuntano espressioni un po' volgarotte che lasciano un po' l'amaro in bocca per avere distolto dal sogno della lettura. Mi auguro nella continuazione e lancio un appello a Cappelli perchè ci faccia sapere la fine della saga dei di Lontrone ed in particolare quella di Carletto.

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    fabio

    31/10/2008 19.46.02

    Francamente non ho capito tutto l'entusiasmo ricevuto da questo libro. mi è sembrato prolisso, pieno di ammicchi a cose già dette e scritte mille volte, senza vera energia, troppi personaggi e storie che si incastrano come in un manuale di scrittura. sopravvalutato

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