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Erri De Luca

Editore: Feltrinelli
Collana: Fuori collana
Anno edizione: 2015
Pagine: 62 p. , Brossura

5 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Controllo politico e libertà - Diritti umani

  • EAN: 9788807421389

Recensioni dei clienti

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    marpil

    08/06/2015 16.16.39

    Phamplet che si legge in poco più di un'ora. Utile per conoscere più da vicino un così importante fatto di attualità. Letto da studente di Giuridprudenza, vi ho trovato interessanti spunti di riflessione su quanto sia, o meno, oggetto di un diritto.

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    francesco v

    23/04/2015 09.06.08

    In effetti è vero, più che un libro può considerarsi un articolo di giornale in copertina rigida. Si legge in venti minuti, ma (usando parole non mie) non serve ad ammazzare il tempo: è tempo vivo. Iostoconerri

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    marcello

    18/03/2015 16.42.48

    Evviva ad un Uomo coraggioso ! Iostoconerri Scritto molto bene

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    Letizia

    11/03/2015 22.55.49

    La posizione di Erri de Luca è condivisibile, ma il libro l'ho trovato inconsistente e non necessario, si poteva dire tutto in un'articolo di giornale.

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    Alessandro

    12/02/2015 08.10.16

    Testimonianza di un Italia ancora dominata da una classe dirigente controllore. Erri de Luca denunciato per aver parlato di una questione che sta durando decenni.

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    nicoletta

    31/01/2015 21.05.30

    Erri De Luca spiega le proprie ragioni, e confuta l'accusa, per il processo per istigazione a delinquere, e siccome l'istigazione l'avrebbe commessa con alcune dichiarazioni fatte in un paio di interviste sul tema della Tav, si discute se sotto processo non sia, in realtà, la libertà di espressione.

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    Cinzia Cavallo

    17/01/2015 08.24.33

    Alla sbarra la libertà di pensiero di un intellettuale la cui veduta lunga denuncia gli esiti nefasti di un'infrastruttura caldeggiata con ostinazione dalla politica e dai poteri economici. Si vorrebbe trasformare in reato il racconto di una popolazione disperata e tenace nel difendere il proprio territorio da insensati appetiti esterni. È compito di tutti raccogliere il grido di dolore di quella terra, affinché non diventi la croce solo di uno scrittore che l'abbia amplificato con generosità. Nel saggio Erri De Luca cerca di difendere la propria libertà di opinione da chi la vorrebbe tacitare, comminando punizioni esemplari per tutti quelli che insistano nel vedere l'orrore e nel denunciarne le mostruosità. E questo nell'ingenuo tentativo di frenare un'epidemia di ragionevolezza e di buon senso. Qui lo scrittore organizza la sua difesa, suggerendo l'operazione semantica di recupero dei tanti significati di una parola, riconosciuta nella sua capacità di descrivere il mondo sia in senso reale che figurato. Nelle pieghe dei significati, si scopre che il verbo - sabotare - cardine dell'accusa contro De Luca, non sia da intendersi come il martello brandito nel luddismo al tempo della rivoluzione industriale inglese, ma piuttosto nel suo senso figurato di - ostacolare -, quasi una forma di resistenza passiva, anche solo messa in atto con il proprio corpo, alla violenza con cui una politica poco attenta ai rimandi dei cittadini proceda a mettere a rischio zone di territorio italiano, incurante degli studi dettagliati presentati da esperti proposti dai cittadini stessi e attestanti l'inutilità e dannosità delle opere in cantiere. Il saggio diventa dunque testimone della libertà di dissenso, un diritto previsto in ogni democrazia fondata sulla dialettica delle idee e sul controllo verso il potere esercitato dal basso.

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