Parole vecchie, parole nuove. Ottocento francese e modernità politica -  Cristina Cassina - copertina
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Parole vecchie, parole nuove. Ottocento francese e modernità politica
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Descrizione

Tutti oggi fanno uso del termine "individualismo"; ma ancora si discute sul contesto d'origine. E quale significato ha assunto la parola "gerarchia" dopo la Rivoluzione del 1789? A che cosa rimandava, invece, "plebeismo"? Difficile dirlo, in quanto la parola non è entrata a far parte del lessico politico corrente. Sono queste alcune delle domande che attraversano il volume. Ciascun capitolo prende in esame una categoria dell'orizzonte politico: attraverso un tragitto fra neologismi e lemmi in via di trasformazione, ne indaga le origini nella cultura francese dell'Ottocento.
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2007
31 ottobre 2007
158 p., Brossura
9788843043446
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Indice

Premessa Parte primaParole nuove1. Individualismo, appunti intorno alle origini di unaparola 1.1. Qualche cenno alla letteratura 1.2. Frénilly, l'inventore' 1.3. L'ambiente d'origine 1.4. L'affermazione della parola 2. Ballanche, teorico del plebeianismo 2.1. Minore, ma non troppo 2.2. Alla ricerca di una nuova epica 2.3. 'Arriva, la grande catastrofe' 3. Oltre il cesarismo. Tocqueville e i 'vizi naturali' dellademocrazia 3.1. Le opere e il loro contesto 3.2. Difficoltà interpretative 3.3. Tipologia del dispotismo 3.4. Il rifiuto del cesarismo 3.5. Sulle orme dei classici 3.6. Un destino ineluttabile' Parte secondaParole vecchie per un contesto nuovo4. Nodi della sovranità: Joseph de Maistre e Louis deBonald 4.1. Sui generi espressivi 4.2. Bonald e la molteplicità del reale4.3. L'unicità per Maistre 4.4. Nodi diversi 5. Gerarchie senza privilegi: una ricetta sansimoniana5.1. Le radici dottrinarie 5.2. Dalla scuola alla Chiesa 5.3. Una dottrina sfuggente 6. Antisemitismo ante litteram: Toussenel e l'immaginedel giudeo 6.1. I re della finanza 6.2. L'analogia passionale 6.3. Il giudeo e i suoi emblemi 6.4. Una logica razziale' 7. 'Una pratica senza nome': quasi una storia del plebiscito7.1. Oggetto e confini 7.2. Votare la costituzione 7.3. Procedure di voto e risultati: un'impasse' 7.4 Perché indire il plebiscito'7.5. La consacrazione7.6. Una questione a margine (ma non marginale) 8. La decadenza nel pensiero francese dell'Ottocento di Regina Pozzi8.1. Posizione di problemi 8.2. Il mito della decadenza nel pensiero politico 8.3. Dopo il 1870: torsioni tematiche 8.4. 'Politicità' della letteratura decadente'

Voce della critica

In un libro sull'Idée républicaine en France dal 1789 al 1924, Claude Nicolet ha parlato dei "mots voyageurs", di quelle parole della politica, cioè, oggetto di fluttuazioni semantiche lungo l'Ottocento francese, secolo tumultuoso quant'altri mai, che vide l'avvicendarsi dei Bonaparte e il costituirsi di due diverse repubbliche, dopo quella rivoluzionaria sorta alla fine del secolo XVIII. Dalla nascita della Prima al costituirsi della Terza, ma anche successivamente, in Francia furono spesso proprio i controrivoluzionari a strutturare le analisi più penetranti intorno a taluni concetti cardinali. In questo studio sul lessico politico francese, Cristina Cassina prende le mosse dal termine "individualismo", oggi spesso impiegato a sproposito. Suo primo utilizzatore in un'accezione politica fu il barone ultra Fauveau de Frénilly. Passando attraverso le teorie di un altro controrivoluzionario, Pierre-Simon Ballanche (l'autore di L'homme sans nom, storia di un regicida pentito) e di Tocqueville, fra plebeianismo e cesarismo si perviene poi ad affrontare una serie di "nodi della sovranità". A essere illustrate sono qui le già note teorie di Maistre e di Bonald, ma anche di un Toussenel sottratto alla comune lettura, che ne mette in evidenza il solo versante antisemita. Gli scritti di Voltaire e quelli di Proudhon contengono invece alcune riflessioni sul tema del plebiscito, che l'autrice mette a frutto per operare una ricognizione circa gli slittamenti semantici di questo termine. Le ultime pagine sono riservate allo studio di Regina Pozzi sull'idea di decadenza nella letteratura politica francese e prendono in esame Raudot, Prévost Paradol, Bourget. Daniele Rocca

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