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Vito M. Bonito

Editore: Liguori
Collana: Script
Anno edizione: 2007
Pagine: 104 p. , Brossura
  • EAN: 9788820740832

Una vita e la sua scrittura. Una mitobiografia. Lo stile severo e poetico di Vito M. Bonito traccia un cammino intenso dentro l'opera Giovanni Pascoli. Da Myricae ai Canti di Castelvecchio ai Nuovi poemetti, attraverso le grandi pagine della prosa saggistica si dipana l'opera straziata e crudele di uno dei più grandi e commoventi poeti della nostra letteratura. I temi canonici della poesia pascoliana vengono interpretati tenendo ferme le parole di Paul Celan per cui il «Pur-sempre» del poema vive solo «nel poema di colui il quale non dimentica che sta parlando sotto l'angolo d'incidenza della sua propria esistenza, della sua condizione creaturale». La condizione creaturale per Pascoli sta forse nella dismisura psichica e ritmica attraverso cui canta l'universo e l'umano, il visibile e l'invisibile. Da questo punto di vista, Pascoli ha edificato una straordinaria e sensibile camera acustica per accogliere la lingua aldilà, dove chi muore si specchia nello sguardo e nella parola di chi vive, e chi vive sta nell'infanzia di fronte alla morte. Dentro un'orfanità intransitabile. Ed è proprio la poesia come non-luogo dell'orfanità a farsi istmo, terra esile tra i vivi e i volati. Parola dell'incontro, voce nella voce tra il cielo e la terra. Nido, infanzia, madre, morte, canto, vagito. A tanto la parola deve rendersi. Nella luce oscura di un colloquio disperato con un aldilà già consegnato alla vita.