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Il passato è una terra straniera - Gianrico Carofiglio - copertina

Il passato è una terra straniera

Gianrico Carofiglio

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Collana: Burextra
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 297 p., Brossura
  • EAN: 9788817023627

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Premio Bancarella 2005. Giorgio, studente modello figlio di intellettuali borghesi, ha ventidue anni e una vita normale e un po' noiosa. Senza crepe, in apparenza. Francesco è torbido, misterioso e affascinante. E baro. Le loro vite viaggiano separate fino all'incontro che segnerà il destino di entrambi. I due diventano amici e passano da una partita di carte truccata all'altra, da una bravata all'altra, in un vortice ubriacante che a poco a poco diventa un'inarrestabile discesa agli inferi. In parallelo corre un'indagine dei carabinieri su una serie di misteriose violenze. Una storia struggente sull'amicizia e il tradimento. Un'avventura picaresca in una Bari segreta e allucinata.
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    nanni

    25/01/2015 19:11:19

    Il libro si legge bene ed in fretta e dà anche soddisfazione. Però non sono riuscito ad amare i protagonisti, che vivono al di là della legge, e mi ha fatto anche un po' rabbia (ed ecco il motivo di una votazione più bassa di quanto forse il libro potrebbe meritare)l'autore che ho l'impressione che in qualche modo voglia valorizzare le azioni del protagonista. Cioè pur affermando che è debole che ha sbagliato ecc, sembra voler lanciare un messaggio di approvazione per una vita che è stata condotta al di fuori della banalità degli schemi: per la capacità di riscatto. In relazione a quest'ultima non vedo come possa giustificarsi una persona che solo all'ultimo momento senza nemmeno rendersene tanto conto impedisce un reato ed un'azione estremamente vile. Mi pare invece che l'autore in fondo ci dica: guarda il protagonista, è intelligente e abilissimo e anche bravissimo a scuola senza nemmeno studiare è riuscito a farsi un sacco di ragazze e a fare un sacco di soldi; poi è anche diventato bravo tant'è che diventa giudice. E tutto sommato la precedente vita immorale e vergognosa si purifica in qualche botta meritata da parte della polizia (che rimane l'unica vera cattiva della storia).Ora io invece penso guarda questo delinquente, commette una moltitudine di azioni scorrette ed immonde, è un farabutto e lo fanno diventare anche giudice: ma guarda chi ha in mano la giustizia!

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    Pierxx84

    17/02/2014 09:05:09

    Un bel libro dai ritmi incalzanti con forse l'unica pecca data dal fatto che l'intreccio delle storie è un po' prevedibile....anche se non lo sarà il finale. Consigliato.

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    francesco c.

    31/08/2013 14:23:04

    Per descrivere questo libro basterebbe riportare la citazione del Times sul retro della copertina "un romanzo indimenticabile". Con una magistrale cronaca in prima persona Carofiglio ci racconta la parabola discendente di uno studente modello fatalmente attratto dall'illusione di una vita agiata e spensierata. Giorgio è debole ed insicuro e perciò facilmente modellabile dalla capacità manipolatoria di Francesco che gli offre sempre un'interpretazione della realtà che finisce per sembrare giusta ed incontrovertibile. In questa realtà fittizia creata da Francesco vincere soldi a poker con l'inganno diventa per Giorgio una sorta di giustizia privata. Ma quando si smarriscono le proprie convinzioni il passo dall'immorale all'illegale è brevissimo e Giorgio si ritrova così invischiato in qualcosa che non avrebbe mai immaginato, complice e colpevole nella stessa misura di Francesco. Credo che la forza di questa storia sia il suo bagaglio di realismo e attualità; Giorgio e Francesco sono due personaggi di fantasia, ma di ragazzi in gamba che sono stati rovinati dalle cattive compagnie ne è pieno il mondo. Carofiglio è stato bravissimo ad entrare nella psicologia dei protagonisti e a restituirci questo senso di precarietà della nostra vita perennemente sospesa tra giusto e sbagliato. Una storia coinvolgente, che fa riflettere....una storia indimenticabile!

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    Alessandra

    09/01/2013 18:16:09

    Mi è piaciuto e perciò ecco un bel voto alto.. certo i capolavori sono altre cose ma mi ha coinvolto molto e in fondo è ciò che conta. L'ho trovato simile, come narrazione a Il silenzio dell'onda, con due storie parallele, che anche in questo caso si incrociano: probabilmente è Carofiglio' style.

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    Alce67

    30/04/2012 12:02:46

    Il racconto sul repentino inabissarsi nel vortice del vizio, in una Bari cupa e annoiata. Molto avvincente e godibile

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    kine

    27/02/2012 23:54:50

    Discreto libro, ma come al solito una scrittura anonima, che non lascia ricordo, se non le per le vicende della storia.... Il cambio di prospettiva della narrazione (un po' prima persona e una po' in terza) non lo comprendo... Lo vedo come un escamotage, scorciatoia, non mi è piaciuta... Dopo tutto questo, è il suo libro migliore... Voto 3

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    chiara

    25/10/2011 21:27:02

    Dostoevskji fa dire in delitto e castigo: in verità, commettere violenza non è affatto naturale per un uomo. non si tratta di controllarsi per impedirsi di degenerare in "mostri" ma al contrario, di farsi violenza per scendere sempre più in basso, un passo dopo l' altro. leggere questo bellissimo romanzo mi ha ricordato questo.

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    umberto

    10/10/2011 17:33:55

    Bravo Carofiglio! per me, la conferma, dopo la trilogia dell'avv. Guerrieri, di un "narratore" nel senso migliore del termine, leggibilissimo e godibilissimo

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    Chiara

    06/10/2011 20:52:04

    Bel libro, si legge scorrevolmente. Ci ho ritrovato molto dello stile della serie dell'avv. Guerrieri. Non che sia un "male" visto che era uno stile che mi piaceva...ma forse mi aspettavo qualcosa di piu' diverso. Comunque buona lettura. A parte la modalita' con cui Giorgio e Francesco, i due protagonisti, si conoscono...non mi e' sembrata molto realistica... Ora sono curiosa di vedere il film...

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    Tatiana

    09/01/2011 22:18:12

    Una storia travolgente, narrata in prima persona dal protagonista Giorgio, che accetta di entrare nel gioco, sempre più pericoloso, proposto da Francesco. Il protagonista passa da stati di euforia e di ebbrezza, associati al poker, all'ansia, quando si deve preparare per il viaggio, a depressione e incubi, di notte, alla noia, con le donne, infatti l'amore è inesistente e il sesso mai soddisfacente. Giorgio è uno strumento nelle mani di Francesco e lui ne è consapevole, anche se all'inizio delle varie situazioni non sa mai fino a che punto, lo viene a sapere sempre dopo. L'ultima parte è sempre più incalzante e drammatica e i passaggi un po' forti. Un romanzo da gustare, tutto d'un fiato.

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    elda

    18/09/2010 13:18:47

    Questo romanzo di G. Carofiglio, caratterizzato da un fine lavoro di scavo psicologico, mi ha appassionato dalla prima all’ultima pagina. Lo stile è lineare ed incisivo, l’impianto narrativo ben strutturato, la trama coinvolgente. Da leggere!

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    elisabetta

    05/06/2010 18:16:57

    premetto prima di tutto che la scrittura di carofiglio mi piace molto e la ritengo molto scorrevole. io avevo un'idea del romanzo diversa da quella che effettivamente poi ho letto. ben scritto.

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    Miro

    04/06/2010 10:27:16

    Una riflessione, struggente a volte, sulla memoria e sulla giovinezza. Vorrei consigliare poi al sig. Intrevado di imparare a scrivere in italiano, prima di formulare giudizi.

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    luc!a

    28/01/2010 22:00:17

    molto molto bello. Scrittura piacevole, lettura rilassante. Complimenti!

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    Nicola Intrevado

    17/09/2009 18:53:06

    Assolutamente per caso mi sono imbattuto in questo testo e ho prodotto , dopo averlo letto molto attentamente , questo mio giudizio critico che , vi propongo e sul quale mi piacerebbe confrontarmi con altri lettori. Eccolo. Se per scrivere una storia leggibile abbiamo bisogno di qualche ulteriore tentativo e un bel po' di carta accumulata nel cestino sotto la scrivania , allora , vuol dire che siamo del mestiere. E basta. Se invece , riusciamo a catturare l' attenzione e l' interesse di piu' di un lettore che in virtu' di questa sua lettura personale del nostro lavoro ci promuove ai suoi conoscenti con convinzione , e accorata raccomandazione , allora si ha certamente del talento. Se infine , non senza fatica , riusciamo a mettere insieme un lavoro letterario che incide con un segno inedito , o almeno altamente interessante , nell' immaginario del pubblico - lettore , nella critica letteraria accreditata e seriamente disposta all' analisi di un opera e sopratutto , nel perduraturo ricordo di chi ci legge. E...allora si e' sicuramente un genio. Carofiglio e' a mio modestissimo parere , di lettore malato di lettura , senza alcun dubbio : del primo dei tre gruppi . Scrittori di mestiere. Vale a dire che , conosco tantissima gente che scrive come lui scrive , stessa tecnica , stesso intreccio di fabula , stesso argomentare , e che molto onestamente , almeno la maggior parte di loro , riconosce i propri limiti nell' attribuirsi supposti talenti. Ora , come si spiega il non trascurabile , quanto interessante , particolare che , alcuni di costoro arrivano , addirittura , a ricarvarci un profitto tale da consentirgli di vivere di questa loro scrittura e' per me un grande mistero. Un enigna molto piu' arcano e intricato e complesso di qualsiasi giallo o simili che Carofiglio potra' , vorra' , proproprmi. Senza lasciare in me : alcuna traccia. Duratura.

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    umberto73

    13/09/2009 21:26:33

    Un bel romanzo sopratutto perche scorrevole e con personaggi veritieri.Essenziale e senza tanti fronzoli, bello e inquietante il protagonista Francesco!

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    Marco

    18/12/2008 13:27:56

    Ottimo romanzo; si rischia di non interromperne la lettura fino alla fine.Alcuni personaggi sono però solo abbozzati e di essi mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più. Ho avuto anch'io la sensazione che lo scrittore ha dovuto in qualche modo ridurre la lunghezza del romazo.Peccato! Aspetto ore di vedere il film che è uscito da poco.

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    Picasso

    14/12/2008 11:25:13

    Dopo “Economia all’idrogeno” di J. Rifkin, Carofiglio mi ha allietato le mattinate in spiaggia questa estate. Il libro si legge bene anche se la sensazione è che sia stato un po’ tirato via. Leggendo ho avuto la netta sensazione che lo scrittore dovesse rispettare una scadenza per la consegna del lavoro. Francesco il torbido paradossalmente è più verosimile che Giorgio, l’ex studente modello che viene risucchiato dall’attrazione del peccato, del male. E’ il secondo romanzo che leggo di Carofiglio (dopo Testimone Inconsapevole) ma credo che sarà anche l’ultimo. Si può leggere di meglio. 3/5. Ora proverò a recuperare con “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.

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    Antonio4tacche

    27/10/2008 18:01:32

    La storia e' interessante anche se parzialmente prevedibile. La forza della narrazione ti porta a leggere il libro in un soffio.

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    roberta

    20/10/2008 14:05:52

    il migliore dei libri di gianrico carofiglio, non c'e' dubbio: un libro complesso e ambizioso dai molti livelli di lettura, un racconto avvincente e teso come pochi e insieme una riflessione umanissima e profonda sulla perdizione, la memoria, la salvezza (ma e' mai possibile la salvezza, laddove resta la memoria?). straordinario.

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  • Gianrico Carofiglio Cover

    Magistrato dal 1986, ha lavorato come pretore a Prato, Pubblico Ministero a Foggia e come Sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Bari. È stato eletto senatore per il Partito Democratico nel 2008. Il suo primo romanzo è del 2002, Testimone inconsapevole, edito da Sellerio. Con quest'opera Carofiglio ha inaugurato il legal thriller italiano. Il romanzo, che introduce il personaggio dell'avvocato Guido Guerrieri, ottiene vari riconoscimenti riservati alle opere prime, tra cui il Premio del Giovedì "Marisa Rusconi", il premio Rhegium Iulii, il premio Città di Cuneo e il Premio Città di Chiavari. Sempre con protagonista Guerrieri, da Sellerio seguono nel 2003 Ad occhi chiusi (premio Lido di Camaiore, premio delle Biblioteche di Roma... Approfondisci
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