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Patria - Fernando Aramburu,Bruno Arpaia - ebook

Patria

Fernando Aramburu

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Traduttore: Bruno Arpaia
Editore: Guanda
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,64 MB
Pagine della versione a stampa: 640 p.
  • EAN: 9788823519978
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ROMANZO VINCITORE DEL PREMIO STREGA EUROPEO 2018

«Pelle d’oca: una delle sensazioni che ho provato leggendo Patria. Importante davvero perché ci vaccina da quelle malattie che sono le piccole patrie (e relative rivendicazioni). Un grande romanzo davvero.»
Pietro Cheli

«Patria non racconta solo la guerra con le sue crudeltà. Rievoca gli usi e i costumi di quegli anni e di quei luoghi, in un grande romanzo corale.»
Vanity fair - Irene Bignardi

«Il fenomeno letterario degli ultimi mesi.»
La Stampa - Francesco Olivio

«In Spagna è già diventato un caso: 20 ristampe, 400.000 copie vendute, undici traduzioni.»
Il Venerdì di Repubblica - Marco Cicala

«Da molto tempo non leggevo un romanzo così persuasivo, commovente, e così brillantemente concepito.»
Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura

«Un libro che ha spinto i critici a parlare, nientemeno, di un Guerra e pace iberico.»
Il Sole 24 Ore - Guido de Franceschi

«Patria ha la grandiosità dei Buddenbrook e la passione per la verità di Orwell.»
GQ Life

«Non importa avere la lacrima facile. È in ogni caso difficile restare con gli occhi asciutti leggendo Patria.»
Il Corriere della Sera - Paolo Lepri

UN ECCEZIONALE SUCCESSO CRITICO
 
 
Due famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián, vicini di casa, inseparabili nelle serate all’osteria e nelle domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Miren e Bittori, erano legate da una solida amicizia, così come i loro figli, compagni di giochi e di studi tra gli anni Settanta e Ottanta. Ma poi un evento tragico ha scavato un cratere nelle loro vite, spezzate per sempre in un prima e un dopo: il Txato, con la sua impresa di trasporti, è stato preso di mira dall’eta, e dopo una serie di messaggi intimidatori a cui ha testardamente rifiutato di piegarsi, è caduto vittima di un attentato... Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto in cui le hanno ammazzato il marito, il posto in cui la sua presenza non è più gradita, perché le vittime danno fastidio. Anche a quelli che un tempo si proclamavano amici. Anche a quei vicini di casa che sono forse i genitori, il fratello, la sorella di un assassino. Passano gli anni, ma Bittori non rinuncia a pretendere la verità e a farsi chiedere perdono, a cercare la via verso una riconciliazione necessaria non solo per lei, ma per tutte le persone coinvolte.
Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.

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    Giuseppe Martini

    17/03/2021 08:08:13

    Lettura appassionante ma soprattutto necessaria. Il romanzo si apre con il comunicato di "scuse" da parte dell'ETA per il terrore seminato in Spagna nel corso degli anni, e il conseguente scioglimento della stessa organizzazione. Libro che ho consigliato a molti miei amici di estrema sinistra i quali, in quelle discussioni che si fanno davanti a una lasagna al forno e una bottiglia di Merlot, si sono pregiudizialmente rifiutati di leggere sostenendo e giustificando ancora oggi l'importanza della lotta armata messa in atto da questa organizzazione di paranoici assassini. Libro da leggere e consigliare.

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    Danielalibera

    16/11/2020 18:22:21

    Argomento spinoso e difficile raccontato con grande perizia e delicatezza. Quanto sono meschini gli amici di una vita, soprattutto nelle piccole realtà dove regna l'ignoranza e l'illusione politica! Non leggerlo è un delitto letterario.

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    Maqroll

    29/08/2020 21:01:41

    Le parole corrette per riassumere questo libro le ha già scritte Carmen un anno fa. Posso solo aggiungere che il fascino della scrittura e il coinvolgimento nella trama letteraria è pari al miglior Dostoevskij

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    W77

    12/08/2020 17:48:38

    Romanzo magnifico. Lo stile è molto originale, per il ricorso sapiente all'indiretto libero, i periodi troncati ad una preposizione, l'efficacia nel trasmettere stati d'animo e caratteri dei personaggi, tutti potenti, a tutto tondo, tutti comprimari di una vicenda che li divide e li unisce. Anche la struttura è originale, magistralmente concepita, con capitoletti brevi, di 4/5 pagine, che alternano punti di vista, episodi e piani temporali diversi, mai in modo meccanico, ma imprevedibile ed efficacissimo. Viene voglia di entrare nel laboratorio dello scrittore: come ha fatto a gestire più di 620 pagine in questo modo? In che ordine avrà scritto i vari capitoli? E quando e come li ha ordinati? E poi una dichiarazione di poetica a un certo punto (uno scrittore, alter ego dell'autore, che partecipa a un convegno di vittime dell'ETA) che fa molto romanzo ottocentesco e che capita di rado di trovare negli scrittori contemporanei. E infine un'umanità profondissima, che trascende giudizi e pregiudizi e fa pensare, come solo un capolavoro riesce a fare.

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    primbo48

    02/08/2020 12:04:33

    Da leggere assolutamente per capire di più la differenza fra lotta di popolo e terrorismo. Il libro ti porta dentro a questo problema che ha riguardato anche il nostro Paese.

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    FT

    28/07/2020 11:49:11

    Un lungo romanzo che nonostante il tema e le oltre 600 pagine non pesa per nulla. Scritto magistralmente, i capitoli si riversano uno nell'altro in un continuum tra presente narrativo e flashback che non interrompono la narrazione ma anzi la rendono più ricca e tratteggiata. Una storia impegnativa e difficile da raccontare, a cavallo tra memoriale e quasi-saggio politico; commovente e molto umana.

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    Fede

    26/05/2020 19:50:25

    A me è piaciuto, conoscere meglio la storia di altri popoli fa crescere.

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    Gianluca

    16/05/2020 13:57:03

    Vite convergenti e parallele: due famiglie all’inizio piacevolmente cordiali nella loro quotidianità si trovano ad un certo punto su due barricate contrapposte. Vittime e carnefici di una lotta assurda - come ogni guerra fratricida, civile - carnefici e vittime. Ne usciranno tutti cambiati: i ribelli si normalizzeranno; le vittime porteranno nella tomba il peso del dolore, ma saranno i veri vincitori. Un vittoria di cui si poteva francamente fare a meno.

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    GIANLUCA NEGRINI

    26/03/2020 15:11:44

    Stupendo, mi è proprio piaciuto tanto questo romanzo triste, realistico e crudele che descrive la vita quotidiana di due famiglie ai tempi dell’Eta nel Paesi Baschi. Capitoli brevi che cullano il lettore perché vanno avanti e indietro nel tempo, ondulando nel frattempo le storie dei protagonisti di una vicenda tanto dolorosa. Ambientata in tempi in cui l’adesione alle ideologie portava anche a compiere azioni esecrabili, crimini inauditi. Storia triste di gente come tanta se ne vede guardandosi attorno. Fernando Aramburu sembra non prendere una posizione nei confronti dei fatti terroristici accaduti e delle nefandezze, da chiunque siano state compiute. Leggendo le pagine di questo corposo volume, rimane l’amaro sapore di tutta la crudeltà che c’è stata e del dolore inferto alle persone. I protagonisti di questo romanzo capolavoro sono finzione, ma il contesto storico in cui sono collocati è veramente esistito e questo rende molto credibili le due famiglie e le loro azioni quotidiane.

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    Pino Lombardi

    13/01/2020 13:42:02

    Un affresco riuscitissimo che racconta dall'interno gli aspetti meno conosciuti e più ossessivi del nazionalismo basco. Tiene incollati come le migliori saghe familiari e non sfigura davanti a romanzi storici di maggior fortuna. Inevitabilmente, la lunghezza del romanzo conosce momenti farraginosi che però si riscattano subito. Molto riuscita la caratterizzazione dei personaggi e mai scontate le reazioni reciproche. Un vero capolavoro.

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    Maria Rita

    22/09/2019 16:39:56

    Bellissimo romanzo corale che racconta la storia del popolo basco dal punto di vista di due famiglie. Personalmente conoscevo poco la storia di questo popolo e la lettura é stata veramente appassionante coinvolgendomi fino in fondo. E' uno di quei casi in cui la Storia e la storia si fondono magistralmente creando continui spunti di riflessione per il lettore. Fa parte di quei libri particolari che dispiace aver finito di leggere.

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    Monica

    22/09/2019 14:45:32

    Il romanzo più bello che ho letto negli ultimi anni. Aramburu, spennellando con maestria i ritratti di diversi personaggi, tutti relazionati tra loro, riesce a comporre un mosaico preciso e completo per raccontare al lettore un periodo oscuro della storia spagnola, quello cioè del terrorismo dell'ETA. Poco a poco conosciamo i protagonisti di Patria: li conosciamo attraverso le loro parole, i loro pensieri, le loro piccole storie, che si sfiorano tra loro, si intrecciano, si scontrano in questo scenario sociale e politico che è stato così violentemente segnato dalla stagione del terrorismo basco. E così ci si affeziona a Bittori, al Chato, e a tutti gli altri, alle loro vite, alla loro quotidianità, alle loro spigolosità, e non si vorrebbe perderli mai più, pagina dopo pagina di questo potente romanzo, che scivola via accompagnandoci in questo pezzo di storia...

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    claudia

    24/08/2019 10:00:44

    Bellissimo. Uno di quei libri che non vorresti chiudere, per non lasciar andare i personaggi. Insegna a considerare l'esistenza di ogni punto di vista, in ogni situazione: non esistono il bianco e il nero, chi sembra carnefice è anche vittima e la natura umana è complessa e mutevole.

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    Carmen

    20/08/2019 17:54:37

    Patria è un buon romanzo soprattutto nella rappresentazione, direi nella disarticolazione del terrorismo, nella sua stupidità, nella ferocia mafiosa che produce retorica insopportabile, vigliaccheria, conformismo assoluto nel totale distacco dalla realtà. Di tutto il terrorismo di quegli anni aggravato, nel caso dell’Eta, dal nazionalismo razzista di una minoranza che dopo il franchismo godeva di ampia autonomia. Racconta come niente prima la mediocrità dei poveracci che si inventavano destini gloriosi, motivazioni immortali per giustificare la propria manovalanza di assassini seriali. Mafiosi, in tutto e per tutto. Ma è un romanzo che va oltre questo, raccontando una provincia ignorante, conformista, piccina nelle sue miserie e nelle sue umanità, negli odori di cibo stratificati in cucine modeste, nei soldi contati, le aspirazioni limitate, le invidie meschine. Gente qualunque di qualunque provincia, casualmente protagonista di tragedie, in famiglie e vicinati in cui ci si vuole bene e ci si distrugge, quasi mai ci si capisce. E soprattutto racconta due donne terribili, implacabili, dure, limitate, tirchie in soldi e affetti, Miren soprattutto, ma anche la vittima Bittori, devastanti per i figli, temibili per i mariti. Due madri basche, casualmente, ma anche archetipi di madri di una certa generazione, un certo ceto sociale. Plausibili tutti i profili psicologici, i dialoghi scarni, la complessità delle relazioni. Non si leggono spesso libri così ben costruiti

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    Ciro D'Onofrio

    01/07/2019 15:30:24

    Patria è un romanzo importante, di grande respiro, che affronta con coraggio e determinazione una delle pagine più fosche della storia spagnola: la questione basca ed il terrorismo dell’Eta.Dando voce a tutti gli attori di questo grave palcoscenico, Aramburu racconta la storia di due famiglie legate da una profonda amicizia ma che lo scontro ideologico, portato al sacrificio più estremo, lacererà nella maniera più dirompente. L’autore offre la faticosa prova dell’equilibrio tra le parti in un contesto di furore ideologico, in una Spagna insanguinata dallo scontro tra chi pretende la lotta di liberazione della propria terra, di autodeterminazione, anche attraverso il sangue, per affrancare la propria patria, e la resistenza e l’opposizione attraverso lo stato di diritto, le Leggi ,e più ancora attraverso il buonsenso, ad un terrorismo cinico e sanguinario che non conosce pietà. Un libro di oltre 600 pagine ma che si legge con grande piacere; una storia appassionata, di orgoglio e di dolore, convincente,a tratti commovente, e dal finale significativamente sofferto. Un libro a dir poco consigliato per il segno importante che lascia nel lettore.

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    Giuseppe 1940

    15/06/2019 17:04:56

    Questo libro han solo difetto, ma importante: é terribilmente lungo, circa 1400 pagine. La lunghezza mi ha spinto a leggerlo in fretta e quindi a non gustarlo. Ho scoperto a posteriori che l' l' ETA si é sciolta ufficialmente lo scorso anno. Non ne sentivo parlare da decenni e pensavo che non fosse stata più un problema per la Spagna.

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    ilaria

    02/06/2019 19:34:49

    Bello complesso i salti narrativi destabilizzano un po’ ma i personaggi sono ben delineati.e’una storia Incentrata sulla importanza della famiglia sulla perdita e sulla rinascita e il perdono

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    Elena

    22/05/2019 13:57:39

    Fernando Aramburu fa grande letteratura. Riuscire ad appassionare il lettore per più di 600 pagine raccontando la storia di persone "comuni" può riuscire solo ad un grande scrittore. E' vero che il collante delle vicissitudini che Aramburu racconta è un periodo buio, complicato e che ha travalicato i confini della Spagna, ma non è questo periodo il protagonista del romanzo. I protagonisti sono i componenti di 2 famiglie che subiscono, in modi diversi, questo periodo. Anzi: in questo romanzo i protagonisti sono le donne. Donne giovani, anziane, istruite, semplici ma sempre forti e orgogliose. Romanzo semplicemente stupendo.

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    n.d.

    06/05/2019 17:51:36

    È una storia particolare ma avvincente

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    Lorena

    30/04/2019 12:21:07

    Un romanzo straordinario, una scrittura per me nuova, talmente vorticosa e viva che induce ad una lettura senza sosta o pause. Meravigliosamente descritti i personaggi, tutti estremamente caratterizzati. Alcuni li ho odiati, altri li ho amati, altri rispettati e compresi. Faticose le due madri. Consigliatissimo.

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  • Fernando Aramburu Cover

    Fernando Aramburu, nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, che sono stati tradotti in diverse lingue e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Patria (Guanda, 2017), uscito in Spagna nel settembre 2016, ha avuto un successo eccezionale e un vastissimo consenso, conquistando – fra gli altri – il Premio de la Crítica 2017. In Italia ha pubblicato Vita di un pidocchio chiamato Mattia (Salani, 2008), I pesci dell'amarezza (La Nuova Frontiera, 2007), Il trombettista dell'utopia... Approfondisci
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