Traduttore: B. Arpaia
Editore: Guanda
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 28 agosto 2017
Pagine: 640 p., Brossura
  • EAN: 9788823519107

12° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Marinella

    05/08/2018 16:32:51

    Ho iniziato a leggere questo ebook con grandi aspettative, sono faticosamente arrivata a pag. 100 e mi sono arresa. Probabilmente il libro è all'altezza delle recensioni estremamente positive, ma l'e-book è assolutamente illeggibile. Mi sembra di aver acquistato una pessima prima bozza di traduzione, vi porto qualche testuale esempio di frasi: - "Joxian era indietreggiato triste/attonito, intimorito/pusillanime" - "Era rimasta a guardarlo. Suo figlio. Qualunque cosa faccia, mi ero detta, sarà il mio Joxie" Mi domando come sia possibile vendere un testo tradotto in modo tanto terribile! E' vero che gli e-book costano poco, ma ho decisamente letto testi migliori. Peccato.

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    Andreina de Gregori

    29/07/2018 16:16:04

    Bellissimo:da leggere

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    New Gold Dreamer

    18/07/2018 14:16:58

    Un solo aggettivo per definirlo: bellissimo. Merito dovuto anche al fatto che l'autore ha posto in chiave letteraria un argomento mai sondato in letteratura (almeno, per quel che ne so): le stragi dell'ETA e le implicazioni psicologiche e sentimentali che esse causano a chi commette questi delitti e alla società basca tutta.

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    Nicoletta

    17/07/2018 18:05:34

    Romanzo avvincente e scritto benissimo,nonostante il difficile tema trattato.Tremendi i caratteri delle due madri che anziche'creare armonia ostacolano i rapporti familiari :l'unica possibilita'per i figli e'allontanarsi

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    Michela

    10/07/2018 20:27:33

    Finalmente un romanzo degno di questo nome. Una scrittura scarna ma commovente al tempo stesso. Vorresti che non finisse mai.

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    Lucio Forma

    06/07/2018 17:27:03

    BELLO...!!!

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    patrizia b.

    29/06/2018 09:16:21

    Veramente non c'è più niente da aggiungere, se non una voce in più che l'ha trovato bellissimo.

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    Sergio

    27/06/2018 15:37:25

    Che cos’è una Patria? Questo libro entra nel pieno della storia recente spagnola immettendo l’autore dentro alla complessa questione basca, raccontandola attraverso la voce di due famiglie. Due famiglie basche che per scherzo del destino, partendo dallo stesso orgoglio di patria, si troveranno in conflitto sul piano della storia. L’autore riesce bene a focalizzare i punti di vista ora dell’una ora dell’altra posizione dei protagonisti e questo è un merito da non sottovalutare. E’ un libro coinvolgente, ma non di facile lettura perché spesso i piani dei personaggi si accavallano anche durante lo stesso periodo narrativo. I richiami frequenti alla storia dell’Eta costringe il lettore attento a cercare da altre fonti nomi e luoghi di attentati per dare un quadro storico-concreto a quello che si sta leggendo. Lo consiglio vivamente.

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    Emanuele

    05/06/2018 15:56:01

    Patria è un romanzo corale, forte, appassionato e appassionante. Un romanzo costruito come un mosaico nel quale le diverse tessere si giustappongono formando, alla fine, un quadro nel quale la Storia (i Paesi Baschi e il periodo del terrorismo indipendentista dell’ETA) si fonde con le piccole (grandi) storie degli innumerevoli protagonisti. Spesso questa fusione avviene con una naturalezza estrema (ed è questa la grandezza di Patria), talvolta (raramente) alcuni rivoli si perdono e risultano un po’ rami secchi. Ecco, se posso trovare un difetto in questo romanzo, è che alcuni personaggi sono completamente sviluppati e la loro evoluzione descritta con una vividezza sorprendente. Altri (Xabier, ad esempio) risultano, invece, piuttosto statici. In ogni caso, un gran bel romanzo, assolutamente consigliato.

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    guido

    04/06/2018 09:40:18

    La storia ha potenziale e promette molto fin dalle prime pagine. Purtroppo non decolla mai e la qualità di scrittura non certo indimenticabile contribuisce a definire l'opera una occasione persa. Una piacevole lettura, nessun capolavoro

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    WILLIAM

    30/05/2018 15:34:05

    Mi unisco al coro dei recensori positivi. Il fatto di conoscere di persona i luoghi dove si svolge la vicenda e i baschi in generale rende ancora più positivo il mio giudizio. Grande.

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    Pablita

    24/05/2018 14:22:53

    Non so cosa mi abbia spinta a comperare questo libro, ma sono felice di averlo acquistato. E' uno di quei libri che non vorresti mai terminare di leggere, così forte ma delicato nello stesso tempo, i suoi personaggi così vivi, così fragili ma forti, ma soprattutto reali. Bellissimo! Consigliato vivamente!!

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    Tiziana

    24/05/2018 14:22:41

    Tra i candidati al Premio Strega europeo, è stato il romanzo vincitore. La travagliata storia dei Paesi Baschi tra terrorismo e omertà, tra tradizioni da preservare e oppressione, tra ingiustizia e dolore è narrata attraverso la micro-storia di due famiglie legate da un destino difficile. Grandi tragedie ma anche grandi sentimenti e personaggi vividi.

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    patrizia franchina

    23/05/2018 09:29:40

    Patria di F.Aramburu E’ una narrazione corale, in cui la tragedia del terrorismo in Spagna per mano dell’ETA, negli anni 70/80 e’ favorita da una rete di connivenze, pregiudizi, omertà diffuse all’interno di una piccola comunità in cui tutti si conoscono da sempre modificandone i rapporti e le relazioni. Ci racconta, come anche gente per bene, comune, da sempre amica, possa rimanere coinvolta dalla propaganda dell’ odio, del rancore per l’altro, che per questo diventa un nemico, spezzando vincoli di amicizia e rispetto che duravano da anni. Txato e Joxian sono da sempre amici fino a quando il primo viene ucciso dall’Eta... probabilmente per mano del giovane Maxi figlio di Joixan. Le due famiglie precipitano in un girone infernale in cui la famiglia del morto di vittima finisce per essere emarginata da tutti per paura e viltà. Questo aspetto mi ha ricordato il romanzo “cronaca di una morte annunciata” di Marquez. Così tutti perdono: perde la famiglia dell’ucciso che aveva rifiutato di essere taglieggiato, perde la famiglia dell’uccisore e della sua banda, una generazione di giovani che si è fatta trascinare dalla propaganda dell’odio e dal desiderio di mettersi alla prova, il giovane Maxi che passerà anni in prigione, la moglie dell’ ucciso, che non si rassegnerà mai, la madre del presunto omicida che finirà per prendere le difese del figlio e dell’ETA stessa; insomma ciascun personaggio ha un modo suo di vivere la tragica morte del protagonista ma tutti ne pagano le conseguenze, in un modo o nell’altro.

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    MariaC

    23/05/2018 09:13:26

    Per dirla con le parole dell'autore "Ci sono libri che ti crescono dentro nel corso degli anni in attesa dell'occasione opportuna per essere scritti". Patria è senz'altro uno di questi. Aramburu usa un linguaggio fotografico per raccontare, attraverso la storia piccola di persone comuni, la Storia di un popolo tormentato. Resta, al di là di quello che sembra un apparentemente facile e confortante happy end, l'amaro in bocca per la solitudine dei vari personaggi, la tragicità delle loro esistenze. Rapporti familiari vissuti all'insegna della incomunicabilità; vite segnate da una "crosta di rassegnazione". Tutto all'ombra di un malinteso amor di patria, idealizzato e portato alle estreme conseguenze. Come dice Nerea: "Ci sforziamo di dare un senso, una forma un ordine alla vita e alla fine la vita fa di noi quello che le va". Un romanzo che scava nell'animo umano per cercare di comprenderlo. L'autore ci offre il punto di vista delle varie parti e alla resa dei conti mostra il fallimento del terrore/terrorismo, di ogni terrorismo. "Alla fine non c'è altra ricompensa che il carcere o la tomba" è questa l'amara conclusione di Joxe Mari. E' un ottimo esempio di letteratura: "Ho scritto a favore della letteratura e dell'arte quindi a favore di ciò che di buono e di nobile l'essere umano alberga"

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    serborg

    09/05/2018 18:58:28

    Personaggi disegnati benissimo e quanto mai credibili. Una vicenda drammatica esplorata a fondo scavando nell'animo umano e con una punta di ironia a mitigare la forti emozioni che risveglia. Un libro che ho amato dalla prima pagina e che, finito 2 ore fa, già mi manca.

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    And the Oscar goes to ….

    27/04/2018 16:47:17

    Piaciuto!

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    Rosalba

    25/04/2018 10:02:09

    Bel romanzo,scritto bene,avvincente e di piacevole lettura.Unico difetto,troppo lungo ,cento pagine di meno....sarebbe stato perfetto

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    Patrizia franchina

    22/04/2018 11:45:07

    E’ una narrazione corale, in cui la tragedia del terrorismo in Spagna per mano dell’ETA, negli anni 70/80 e’ favorita da una rete di connivenze, pregiudizi, omertà diffuse all’interno di una piccola comunità in cui tutti si conoscono da sempre modificandone i rapporti e le relazioni. Ci racconta, come anche gente per bene, comune, da sempre amica, possa rimanere coinvolta dalla propaganda dell’ odio, del rancore per l’altro, che per questo diventa un nemico, spezzando vicoli di amicizia e rispetto che duravano da anni. Txato e Joxian sono da sempre amici fino a quando il primo viene ucciso dall’Eta... probabilmente per mano del giovane Maxi figlio di Joixan. Le due famiglie precipitano in un girone infernale in cui la famiglia del morto di vittima finisce finisce per essere emarginata da tutti per paura e viltà. Questo aspetto mi ha ricordato il romanzo “cronaca di una morte annunciata” di Marquez. Così tutti perdono: perde la famiglia dell’ucciso che aveva rifiutato di essere taglieggiato, perde la famiglia dell’uccisore e della sua banda, una generazione di giovani che si è fatta trascinare dalla propaganda dell’odio e dal desiderio di mettersi alla prova, il giovane Maxi che passerà anni in prigione, la moglie dell’ ucciso, che non si rassegnerà mai, la madre del presunto omicida che finirà per prendere le difese del figlio e dell’ETA stessa; insomma ciascun personaggio ha un modo suo di vivere la tragica morte del protagonista ma tutti ne pagano le conseguenze, in un modo o nell’altro.

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    silvana

    22/04/2018 09:01:38

    Ho visto che la mia recensione di ieri non è stata pubblicata eppure non era nè ingiuriosa nè prefigurava il finale; è forse perchè ho parlato di dove può condurre l'esasperato nazionalismo e il falso patriottismo? Che delusione!

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