Patterns in a Chromatic Field

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Compositore: Morton Feldman
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: MDG
Data di pubblicazione: 11 marzo 2016
  • EAN: 0760623193120

€ 20,50

Punti Premium: 21

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Morton Feldman (1926-1987): Patterns in a Chromatic Field

Un’energia carica di suggestione
Steffen Schleiermacher ha conquistato spesso il pubblico con la magiche opere di Morton Feldman. Insieme a Christian Giger, violoncello solista dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, il pianista tedesco presenta in questo disco Patterns in a Chromatic Field, una composizione di ampio respiro, che rivela il lato più divertente del grande maestro del minimalismo musicale. In quest’opera passaggi dai tratti quanto mai virtuosistici si alternano a immagini sonore apparentemente pietrificate, con i due strumenti che ora sembrano volersi fondere l’uno con l’altro e ora mettere in primo piano le differenze dei loro timbri. Se da un lato quest’opera si tiene ben lontana da qualsiasi idea di sviluppo tematico, dall’altro nell’arco dei suoi quasi ottanta minuti di durata vede fiorire un processo tonale dal quale emerge un’energia molto suggestiva.
Schemi ripetitivi
Morton Feldman compose Patterns in a Chromatic Field nel periodo in cui era impegnato ad approfondire – anche sotto il profilo teorico – l’uso dei pattern. In questo periodo il compositore americano scoprì imprevedibili analogie artistiche con i tessitori di tappeti anatolici, che spesso ripetono all’infinito pochi gesti vecchi di secoli, incorporando nel loro lavoro alcune alternative basate sulle sfumature di colori, sulla diversa qualità della lana e su imprecisioni nella memoria. Il fatto che a volte questo sia voluto deliberatamente e altre volte accada senza intenzione contribuisce ad aumentare il fascino di quest’opera d’arte.
Spazio produttivo
Nell’opera di Feldman il materiale musicale non viene sottoposto a particolari variazioni. Al contrario di molte altre sue composizioni, in Patterns in a Chromatic Field Feldman pone agli interpreti una lunga serie di difficoltà tecniche. In particolare, il violoncello è chiamato a eseguire complesse figurazioni cromatiche in uno spazio quanto mai ristretto e ardui passaggi nel registro più acuto, mentre al pianoforte toccano insidiose serie di accordi e altre figure fino a raggiungere un silenzio quasi immoto; su una nota tenuta quasi all’infinito dal violoncello, il pianoforte esegue accordi molto semplici o note separate da lunghe pause.
Un processo contemplativo
Dopo pochissimi minuti di ascolto Christian Giger e Steffen Schleiermacher riescono a strappare applausi del tutto convinti. Tutte le aspettative musicali vengono gettate a mare per privilegiare un viaggio dai toni quasi contemplativi. Da tutto questo deriva per il pubblico una straordinaria esperienza d’ascolto, che può essere apprezzata nel migliore dei modi a un volume relativamente basso – come del resto si conviene a un rito di purificazione.
  • Morton Feldman Cover

    Compositore statunitense. Dopo studi di composizione condotti sotto la guida di Wallingford Riegger e Stefan Wolpe, trovò la sua strada grazie all'incontro con John Cage e con i pittori afigurativi americani (J. Pollock, Ph. Guston, W. De Koonig). Da Cage apprese l'attenzione per il silenzio e le sonorità più lievi, dai pittori la concezione di un colore capace di generare un processo autonomo di forme e articolazioni. La sua poetica può dunque essere enunciata con chiarezza quasi sche­­matica: usare il suono come gli astrattisti puri usavano il colore, cioè prescindendo dall'«imitazione» e dall'espressione degli «affetti». Egli adottò quindi un sistema di notazione rivoluzionario che riduce la partitura a pochi e semplici simboli grafici, intendendo comunicare agli esecutori i registri (acuto,... Approfondisci
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