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Romolo Runcini

Editore: Liguori
Anno edizione: 2002
Pagine: 368 p.
  • EAN: 9788820733957
Usato su Libraccio.it € 17,81

Questo volume è un tassello all'interno di un progetto di grande respiro, il cui filo conduttore - dal romanzo gotico alla fantascienza - è l'approfondimento di quel che la paura, come motivo letterario, esprime in diversi contesti sociopolitici di crisi. Il roman du crime nasce sullo sfondo della Francia romantica e di quel mito di Parigi "capitale del XIX secolo" che in alcuni romanzi di Hugo, di Balzac e di Sue raggiunge la sua formulazione più suggestiva. Runcini, in una successione di attente analisi testuali, ne ricostruisce plausibilmente la parabola storica, scandagliandone le fonti, legate al trauma rivoluzionario, e mettendone in luce con chiarezza la matrice sociale: "Il roman du crime, espressione letteraria del panico cittadino di fronte al rapido, confuso e clamoroso sviluppo della metropoli, trasformando l'impatto violento con il nuovo, il diverso (la tecnica e il sistema industriale, la rivolta delle masse proletarie, gli scandali politici del potere borghese) da soprannaturale a terreno, da epocale a quotidiano, portava il genere fantastico (da Balzac a Sue a Dumas) a misurarsi laicamente con l'enigma del mondo - perché il male impera nella società? - smascherandone il vizio di forma basato sulla virtù assoluta, super partes, dell'ordine civile, che copre la più genuina ed evidente bramosia del possesso nell'atto di rapina della classe emergente".

Mariolina Bertini