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Pecorelli deve morire. Il processo che ha segnato la prima Repubblica e una nuova pista sui misteri d'Italia
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Pecorelli deve morire. Il processo che ha segnato la prima Repubblica e una nuova pista sui misteri d'Italia - Valter Biscotti - copertina
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Descrizione


Il 20 marzo 1979 è stato ucciso Mino Pecorelli, giornalista con il fiuto dell'inchiesta vera, capace di scavare nel torbido degli Anni di Piombo, dalla strage di piazza Fontana al sequestro Moro. Sull'omicidio e i presunti mandanti sono stati versati fiumi d'inchiostro che hanno coinvolto personaggi legati a filo doppio a politica, servizi segreti, Banda della Magliana, banche, mafia, NAR, Andreotti, Licio Geli, Claudio Vitalone, Massimo Carminati, Pippo Calò e tanti altri. Tutti - o quasi - i protagonisti di un'epoca che ancora ha molto da raccontare e molto di più da nascondere. Eppure, una cosa fondamentale è sempre stata tralasciata in questi quarant'anni: chi ha ucciso Mino Pecorelli? Nella ricerca del movente e di quel «grande vecchio» che avrebbe manovrato tutto e tutti, si è persa di vista la cosa più importante: la morte di un uomo. Un delitto che, ancora oggi, non ha un colpevole. Con questo libro, Valter Biscotti ci porta all'interno di quelle aule affollate di una irripetibile stagione processuale, tra i banchi dell'accusa e delle difese di quella che lui stesso definisce «la prima linea della Repubblica», dove giustizia e politica, con il sette volte Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, accusato di essere uno dei mandanti dell'omicidio, si giocano una partita decisiva. Lo fa riaprendo i cassetti della memoria e quelli del suo archivio, dove conserva materiale documentale che non ha mai visto la luce, in particolare l'identikit del possibile assassino e le trascrizioni originali dei verbali di udienza di testimoni chiave, come Maurizio Abbatino e Tommaso Buscetta. Inoltre, il libro si arricchisce della testimonianza inedita di Rosita Pecorelli, che offre un'immagine più vera del fratello rispetto a quella tramandata fino a oggi. Un giornalista coraggioso che scriveva verità scomode contro un sistema di potere marcio, pagandone di persona il prezzo più alto.
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Dettagli

2019
21 marzo 2019
253 p., ill. , Brossura
9788893881890

Valutazioni e recensioni

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Barabba
Recensioni: 2/5

La testimonianza dell'avvocato Biscotti è importante ma segnata ovviamente dalle vicende processuali riguardanti l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli. Ucciso da un groviglio di interessi criminali e manovre politiche, ancora oggi manca verità e giustizia su un delitto cruciale di quegli anni. L'intrico di vicende a volte sembra sfuggire di mano e il racconto ne risente.

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luca innocenti
Recensioni: 1/5

Il libro contiene spunti di interesse (e argomentazioni a volte condivisibili) in particolare presenti all'inizio del libro e nella parte finale, ma spesso appare troppo di parte. Ciò che va a favore delle proprie tesi è ben sottolineato: ciò che non lo è, viene ridotto o sminuito: da una parte i malvagi, i "pentiti" che sono tutti ex criminali bugiardi, dall'altra gli avvocati della difesa, tutti principi del foro, tutti garanti deo diritto. In mezzo gli imputati sul quale l'autore è anche qui troppo schierato, non menzionando con chiarezza i fatti di corruzione dell'area andreottiana e alla fine riuscendo a riabilitare, per quanto possibile, anche la figura di Pippo Calò (omettendo di parlarci di Carminati). In sostanza ci si poteva aspettare maggiore equilibrio, più materiale di indagine, meno deduzioni e interpretazioni. Riguardo alle nuove piste, menzionate nella parte finale, non è del tutto vero che potrebbero aprire scenari diversi, perché Carminati comunque apparteneva ai Nar, quindi potrebbero semplicemente essere una conferma delle piste precedenti.

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Boara
Recensioni: 3/5

Mi aspettavo di meglio: dopo una prima parte storica più coinvolgente, la seconda, a partire dal famoso processo di Perugia contro Andreotti e Vitalone, diventa più di parte (l'autore era nel collegio degli avvocati difensori) e francamente la santificazione di Andreotti diventa stucchevole.

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