Categorie

Patrick Modiano

Traduttore: I. Babboni
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 81 p. , Brossura
  • EAN: 9788806226015

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Pier Morandi

    09/02/2015 14.35.03

    Il mio legame con Modiano è ormai consolidato e questo libro, questa 'cronologia di eventi' che ha caratterizzato la sua vita nei suoi primi 20 anni, l'ho letto con affetto e partecipazione. E' un piccolo libro che apre ulteriori porte verso la conoscenza di uno scrittore attentissimo alla singola parola, alle pause, ai silenzi e a tutto quello che, apparentemente, sembra rimanere sospeso.

  • User Icon

    luciano

    08/02/2015 22.34.56

    Come nel racconto " Dora Bruder" anche in questo ci si perde in un labirinto di nomi di città, di vie e di persone; da questa minuziosa elencazione emerge la faticosa infanzia e prima giovinezza dell'autore. Modiano riconosce la pesantezza di ciò e scrive: " Mi si perdonino tutti questi nomi e gli altri che seguiranno. Sono un cane che fa finta di avere un pedigree", poi, mette in chiaro che: " Scrivo queste pagine come si redige un verbale o un curriculum vitae, a titolo documentario e certo per farla finita con una vita che non è la mia. Non si tratta che di una semplice pellicola di fatti e gesti. Non ho nulla da confessare né da spiegare e non provo nessun piacere particolare per l'introspezione e gli esami di coscienza.". I suoi rapporti con la madre sono stati difficili per " la mancanza di affetto che lei mi ha sempre mostrato. Non ho mai potuto confidarmi con lei, né chiederle alcun aiuto,...vorrei scrivere quello che mi ha fatto subire, per colpa della sua durezza e incoerenza. Taccio. E la perdono." I rapporti con il padre sono stati ancora più difficili; nell'agosto del 1966 gli scrive una lettera durissima. Da allora, scrive: " Non l'ho mai più visto". Nel 1967 il primo libro di Modiano viene accettato: " Avevo preso il largo prima che il pontile tarlato crollasse. Era tempo."

  • User Icon

    Mara

    09/12/2014 18.02.06

    Comincio da ciò che non mi convince. 1. L'incipit del libro, una ventina di pagine di nomi, date e indirizzi, richiede da parte del lettore una ostinazione ai limiti dell'eroismo. 2. Frasi come "All'inizio di settembre (1965) lascio Vienna, che non ho più rivisto da quarant'anni. La rivedrò mai?" suonano oggettivamente un po' ridicole. Suvvia, Modiano, se ne ha voglia, basta comprare un volo low cost da Parigi. Nel libro ce ne sono molte di simili, riferite più spesso ad altri. 3. Un buon editore, nel senso di curatore, di traduttore che si preoccupi anche di rendere comprensibile il testo, avrebbe spiegato chi era Boris Vian, oppure in che cosa consisteva l'affaire Ben Barka, in cui era coinvolto uno dei tanti amici poco raccomandabili del padre. Penso che molti lettori francesi di oggi non lo sappiano, e a maggior ragione i lettori italiani, anche se basta consulltare wikipedia. Per quelli innamorati della Francia, come me, il libro restituisce comunque un frammento di vita in un luogo familiare, vita da cui l'Autore prende le distanze, perché piena di dolore o peggio ancora di "non amore", data la famiglia in cui gli è toccato vivere.

  • User Icon

    Michael Moretta

    08/12/2014 20.38.00

    Questo piccolo libro di Patrick Modiano, recente Premio Nobel per la letteratura, racchiude i ricordi dei suoi primi 22 anni di vita. Dalla sua nascita nel 1945 alla pubblicazione del suo primo romanzo nel 1967.  Modiano ci propone una specie di collage di ricordi, di nomi e di volti che sono passati di sfuggita davanti ai suoi occhi in quegli anni. Il padre, finanziere fallito e sognatore che viveva di espedienti, la madre attrice in piccoli ruoli di teatro, ed una infinità di conoscenti che passavano per le varie case abitate di volta in volta dalla famiglia Modiano.  Una infanzia segnata dalla morte del fratello di Patrick e dagli anni di reclusione nelle scuole, fino alla ribellione che lo porta ad interrompere i rapporti con il padre. Una infanzia naturalmente segnata dalla povertà estrema e dalla lotta per riuscire ad avere un posto caldo dove dormire.  Il libro non è stilisticamente degno nota in quanto si risolve in un elenco di nomi, di città, di volti e di esperienze. È molto utile invece per capire le origini dello stile e della letteratura di Modiano. Nella sua produzione è centrale il ruolo del "padre", e in "Pedigree" è centrale l'assenza del padre, ed in generale dei genitori. Questo fatto segna la vita dell'autore e lo possiamo comprovare in molti dei suoi libri.  Insomma, "Un Pedigree" è un libro che aiuta a capire gli altri libri di Modiano. Una specie di chiave che ci permette di accedere ad altre stanze componenti la complessa personalità dello scrittore.  Un libro che consiglio a tutti coloro che abbiano già letto altri libri di Modiano e siano di comprendere più in profondità questo autore.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione